Il documento è del 1976

"A rischio il quartiere generale della Nato a Napoli se i comunisti vanno al governo"

Dalle carte segrete del Foreign Office l'idea di un colpo di Stato in Italia. Lo riferisce oggi il sito web di Repubblica. A dimostrazione che "i comunisti" in questo governo - a differenza del PCI di Berlinguer - non sembrano creare grandi problemi alla Nato. Il problema di togliere dal suolo italiano le attuali 90 bombe atomiche di Aviano e Ghedi-Torre - nonostante la fine della guerra fredda - non è neppure argomento di discussione.
13 gennaio 2008

Un tempo era tutto diverso, era il terrore assoluto. Documento segreto sull'ipotesi di golpe in Italia nel 1976

"I comunisti" avrebbero potuto creare problemi alle basi Nato con il solo mette piede nel governo. Informazioni riservate che vengono rivelate, il quartiere generale di Napoli non più sicuro, le bombe atomiche che rischiano di essere sloggiate con il solo starnutire di Berlinguer. Che paura! Nel 1976 c'era veramente un clima difficile e forse questo spiega il ruolo che assumerà la P2 in assenza di attuazione del golpe ipotizzato per il PCI di Berlinguer. Questo nel 1976. E oggi? "I comunisti" in questo governo - a differenza del PCI di Berlinguer - non sembrano creare grandi problemi alla Nato. Il problema di togliere dal suolo italiano le attuali 90 bombe atomiche di Aviano e Ghedi-Torre - nonostante la fine della guerra fredda - non è neppure argomento di discussione. Leggete questo brano tratto dal sito repubblica.it di oggi (inchiesta di FILIPPO CECCARELLI)... --- Era il 1976, l'anno delle elezioni più drammatiche dopo quelle del 1948. Ebbene: dinanzi al male assoluto che un governo con il Pci avrebbe arrecato al sistema di sicurezza dell'Alleanza atlantica, nel novero degli estremi e possibili rimedi il fronte occidentale, le potenze alleate e in qualche misura la Nato presero in considerazione anche l'ipotesi di un colpo di Stato. La questione vitale riguarda la sicurezza nucleare, quindi la dislocazione e la custodia delle bombe atomiche: anche senza ministri comunisti alla Difesa e agli Esteri, un'Italia governata dal Pci va comunque esclusa dal Nuclear Planning Group: "Per dirla con parole crude - chiarisce il Ministero della Difesa britannico - il rischio è che i documenti sensibili finiscano a Mosca". Altri problemi hanno a che fare con le basi militari e navali della Nato nella penisola: "Considerata l'alta percentuale degli italiani che votano Pci, è quasi certo che alcuni simpatizzanti di questo partito hanno già penetrato il quartier generale della Nato a Napoli (Afsouth). Sul lungo termine il Pci potrebbe accentuare lo spionaggio oppure spingere per rimpiazzare gradualmente i funzionari nei posti chiave dell'Alleanza con elementi comunisti". A parte gli scioperi, i blocchi e le manifestazioni che potrebbero essere organizzate attorno alle installazioni militari. In caso di guerra, possono nascere problemi seri: "La perdita del quartier generale di Napoli, ad esempio, avrebbe un effetto negativo sulle operazioni della Sesta Flotta nel Mediterraneo Orientale". --- Fin qui l'inchiesta di Repubblica da cui è stato stralciato solo un breve brano. Ai lettori ogni considerazione non tanto sul passato quanto sul presente. Ogni riferimento alla base di Vicenza è puramente casuale.

Allegati

  • Il documento riservato sul golpe ipotizzato nel 1976


    Fonte: www.repubblica.it
    38 Kb - Formato jpg
    "L'arrivo al potere dei comunisti - si legge in un documento interno del Fco - costituirebbe un forte colpo psicologico per l'Occidente. L'impegno Usa verso l'Europa finirebbe per indebolirsi, potrebbero così sorgere tensioni gravi fra gli americani e i membri europei della Nato su come trattare gli italiani"

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