L’inganno del PURL (Prioritised Ukraine Requirements List)

Come gli USA guadagnano sulla guerra in Ucraina (e a pagare è l'Europa)

La guerra tenderà a dilatarsi nel tempo in quanto è diventata un ottimo business per gli USA. I ruoli sono spartiti con cinica precisione: l'Ucraina fornisce il sangue, l'Europa i soldi e gli Stati Uniti le armi, incassando profitti miliardari.
25 luglio 2026
Redazione PeaceLink

Dietro la retorica della "difesa della democrazia" si nasconde un meccanismo finanziario e industriale che rischia di trasformare la guerra in Ucraina in un conflitto infinito. Questo meccanismo ha un nome: PURL (Prioritised Ukraine Requirements List). Si tratta di un'iniziativa coordinata tramite la NATO che, di fatto, ha istituzionalizzato la guerra, trasformandola in un business a lungo termine dove i ruoli sono spartiti con cinica precisione: l'Ucraina fornisce il sangue, l'Europa i soldi e gli Stati Uniti le armi, incassando profitti miliardari.

Come funziona il circuito del profitto

Il PURL è un sistema commerciale a tre attori. L'Ucraina stila la lista dei sistemi d'arma di cui ha bisogno (dai missili Patriot ai proiettili d'artiglieria). A questo punto entrano in gioco gli alleati europei della NATO (insieme a partner come Canada e Australia), che versano denaro reale in un fondo comune che ha già superato i 6,7 miliardi di dollari. Questi soldi non vanno a Kiev, ma dritti a Washington. Gli Stati Uniti vendono le proprie armi a prezzo pieno, attingendo sia dai propri stabilimenti industriali sia dai magazzini militari dislocati in Europa.

Chi si arricchisce: i giganti del Pentagono

I veri beneficiari di questo schema sono i colossi privati della difesa americana, come Lockheed Martin, Raytheon (RTX) e General Dynamics. Il denaro dei contribuenti europei finisce direttamente nelle casse di queste multinazionali. Per l'economia statunitense si tratta di un'operazione straordinaria in quanto consente la rigenerazione degli stock militari. Gli USA consegnano infatti all'Ucraina armi spesso già prodotte o stoccate nei depositi. Con i soldi europei, il Pentagono ordina alle proprie fabbriche modelli di nuova generazione, modernizzando gratis il proprio arsenale. I contratti di produzione legati al PURL creano posti di lavoro ad alta specializzazione negli Stati Uniti, blindando il consenso politico interno sia tra i Democratici che tra i Repubblicani.

Chi paga: il salasso dei cittadini europei

A subire i costi economici di questo sistema sono i cittadini europei. Mentre l'Europa affronta tagli al welfare, alla sanità e alla transizione ecologica, miliardi di euro di fondi pubblici vengono sottratti alle spese sociali per essere girati all'industria bellica d'oltreoceano. È un trasferimento di ricchezza di proporzioni storiche dall'Europa agli Stati Uniti, giustificato dall'emergenza bellica.

Perché questo meccanismo allontana la pace

La conseguenza più drammatica del PURL è la cancellazione di qualsiasi incentivo politico alla diplomazia. Quando una guerra diventa profittevole e i suoi costi economici sono interamente scaricati su terzi (l'Europa), chi vende le armi non ha alcun interesse a far cessare le ostilità. Il PURL ha creato un flusso finanziario continuo e prevedibile. Finché i paesi europei continueranno a pagare le fatture del Pentagono, le catene di montaggio americane continueranno a produrre e il conflitto a oltranza rimarrà l'opzione più redditizia. E la guerra resterà subordinata agli interessi dei mercanti d'armi.



La strategia di logoramento verso la Russia

 

L'idea di sfiancare l'economia e la macchina bellica russa è un pilastro strategico di questa strategia. Il meccanismo descritto — che intreccia flussi finanziari europei, produzione industriale della difesa americana e sostegno militare — punta proprio a trasformare il conflitto in una guerra di logoramento asimmetrica.
L'Occidente scommette sulla sua immensa superiorità economica e tecnologica.
L'invio continuo di sistemi d'arma occidentali costringe la Russia a bruciare riserve finanziarie e scorte materiali a un ritmo sproporzionato.

 

Il logoramento economico asimmetrico

Questa guerra, che la Russia stava vincendo se il conflitto rimaneva simmetrico, tende sempre più, come si è detto, a diventare asimmetrica in termini di logoramento in quanto attraverso il PURL l'Occidente cerca di sfiancare la tenuta finanziaria e industriale della macchina statale russa.

È un logoramento asimmetrico da un punto di vista economico in quanto i paesi Nato contano di mettere lo 0,25% del loro PIL nel PURL.

Lo 0,25% del PIL dei Paesi NATO corrisponde a circa 130 - 145 miliardi di dollari/anno. 

La spesa militare totale della Russia corrisponde a circa 150 - 190 miliardi di dollari all'anno (pari a circa 15-16 mila miliardi di rubli, a seconda dell'annata e delle oscillazioni del tasso di cambio).

Una somma che per la Russia costituisce un impegno finanziario al limite della sostenibilità (pari a quasi un terzo della spesa pubblica statale), per i paesi NATO aggregati corrisponde a una frazione minima della ricchezza prodotta ogni anno.

Il fattore PPP

Va tuttavia considerato il fattore PPP (Parità di Potere d'Acquisto) che gioca a favore della Russia.

  • In Russia, la produzione d'armi è quasi interamente statale e i costi operativi (stipendi dei soldati, costo dell'acciaio e della manodopera nelle fabbriche di munizioni) sono nettamente inferiori rispetto ai parametri occidentali.

  • Calcolando il bilancio russo con la Parità di Potere d'Acquisto (PPP), l'impatto reale di quella spesa per la produzione interna equivale a una capacità d'acquisto compresa tra i 300 e i 400 miliardi di dollari in prezzi occidentali.

 

 

L'Occidente scommette sulla sua immensa superiorità economica e tecnologica, ma soffre di una forte vulnerabilità politica nel breve periodo: l'alternanza democratica, il malcontento degli elettori europei per l'inflazione e la stanchezza fiscale.

Siamo di fronte a un logoramento asimmetrico perché la Russia cerca di sfiancare la resistenza fisica dell'Ucraina e la tenuta politica dell'Europa, mentre l'Occidente cerca di sfiancare la tenuta finanziaria e industriale della macchina statale russa. Non a caso Putin ha messo al vertice del Ministero della Difesa non un militare ma un economista. Infatti ad Andrei Belousov è stato dato il compito di pianificare l'economia russa per affrontare una lunga guerra in Ucraina.

 

Le tre contraddizioni decisive, i tre anelli della guerra

 

Ecco una sintesi estrema delle tre contraddizioni decisive da cui probabilmente dipenderà l'esito dello scontro militare in atto.

  • 1. Occidente: ha risorse economiche immense (più di 50.000 miliardi di PIL), ma rischia la sconfitta per la frammentazione politica che potrebbero inceppare i meccanismi di consenso internazionale, il peso dell'opinione pubblica nelle democrazie e gli esiti elettorali che portano a cambi di governo non sempre favorevoli alla prosecuzione del sostegno all'Ucraina.

  • 2. Russia: mantiene lo sforzo bellico militarizzando l'economia, ma questo "stimolo" brucia le riserve, crea inflazione e distrugge il tessuto economico civile a lungo termine.

  • 3. Ucraina: è in inferiorità numerica sul campo di battaglia e vede un aumento del fenomeno della renitenza alla leva; al tempo stesso affronta la drammatica e insostenibile usura delle risorse umane; infine si caratterizza per essere una nazione che vive sulla fortissima dipendenza finanziaria dall'esterno per far funzionare lo Stato, dal pagamento della sanità alla scuola, dagli impiegati pubblici ai pensionati. 

    • Nel primo semestre, il budget complessivo ucraino ha registrato una copertura diretta dal sostegno estero pari a oltre 37 miliardi/quota del 37-40% dell'intero bilancio statale, arrivando a finanziare oltre il 90% delle spese puramente non militari.

    • Fabbisogno estero annuale: l'Ucraina necessita di circa 35-45 miliardi di dollari all'anno di aiuti finanziari diretti al bilancio solo per evitare il default e garantire l'erogazione dei servizi pubblici essenziali.

Il futuro punto di svolta della guerra

La guerra probabilmente si deciderà in base a quale di questi tre anelli si spezzerà per primo: la volontà politica dell'Occidente, la tenuta economica della Russia o la capacità dell'Ucraina in termini di sostenibilità del peso economico e umano della guerra. 

Molto dipenderà da come le opinioni pubbliche europee digeriranno il fatto che sono gli USA a guadagnare sulla guerra in Ucraina. E che a pagare il conto è solo l'Europa. Rutte e Trump

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