«A Taranto il comando Nato per l'Europa del sud»
Dall'ottobre 2002 Taranto si è trasformata da base militare della marina italiana a comando Nato. A togliere ogni dubbio in materia è il Dipartimento della difesa Usa. Mentre del livello più alto in termini di operatività - High Readiness Force HQ (forza di pronto intervento marittimo) - parla il Pentagono che nel suo sito pubblica la lista delle basi in cui gli Usa svolgono attività militari. In elenco figurano anche i comandi destinati a diventare quartieri generali: Napoli rimane la base di riferimento nell'Europa meridionale, Milano diventa sede delle forze di pronto intervento terrestre, mentre Taranto entra in lista come comando aggiunto, con un'apposita variazione dell'Usa Department of Defense datata ottobre 2002 e ignota al parlamento italiano. O almeno così sembra. Singolare però che un documento ufficiale del Centro studi alta difesa (Csad), pur non facendo riferimenti specifici alla destinazione della base tarantina, riveli che il governo il 19 giugno del 2003 fosse informato del fatto che la Nato avrebbe operato in Italia attraverso comandi Hfr che, nel settore marittimo, sarebbero stati tre. Comitmarfor per l'Italia, Comukmarfor per la Gran Bretagna, Comspmarfor per la Spagna, tutti in grado di gestire operazioni di task force accanto al comando americano Comstrikforsouth. I dati, frutto di un lavoro ricerca di più associazioni coordinate dalla rete telematica pacifista Peacelink, sono stati presentati ieri durante una conferenza stampa. Ciò che suscita maggior scalpore è che Taranto, diventando l'unico Headquarters Nato per le forze di mare, si candida a ospitare la Sesta flotta americana che dal 2005 dovrebbe essere trasferita da Gaeta in altro porto più grande e più centrale nel Mediterraneo. Il potenziamento delle basi tarantine rientra nel vasto spostamento di forze nordatlantiche verso il Mediterraneo centro-orientale. Taranto infatti è uno snodo strategico sia rispetto ai Balcani che, e soprattutto, al Medio Oriente. E mentre la marina militare mantiene il più stretto riserbo, c'è già chi sogna un futuro a stelle e strisce. E' il caso del vicepresidente della commissione Difesa della camera, il pugliese Massimo Ostillio (Udeur). «Avere una base militare così importante - ha dichiarato giorni fa al Corsera - significa assicurarsi un futuro economico. Dove ci sono insediamenti di questo tipo ci sono opportunità di crescita e di sviluppo». Naturalmente Ostillio non sottovaluta il rischio che Taranto diventi un obiettivo del terrorismo internazionale: «Ma si tratterebbe - dice - di un rischio generico». Gli ambientalisti e pacifisti jonici denunciano invece un altro problema. «In caso di coinvolgimento del quartier generale tarantino in operazioni belliche - spiega Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink - non è escluso che i sommergibili nucleari oggi di stanza a La Maddalena vengano trasferiti nel golfo» E le possibilità di incidenti di sommergibili a testata nucleare non sono poi così remote.
Articoli correlati

La Finlandia apre le porte alle armi nucleari NATO
Il parlamento di Helsinki ha abrogato il divieto in vigore dal 1987, ignorando l'opposizione della maggioranza dei cittadini e il vuoto normativo lasciato dalla scadenza del trattato START.20 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
La dinamica dell’incidenteI dubbi sul drone russo che ha colpito un palazzo in Romania
La versione del presidente rumeno Nicușor Dan (e confermata dalle fonti militari) ridimensiona la tesi dell’attacco intenzionale russo. Nel sorvolare la città ucraina di Reni, a pochi chilometri dal confine, il velivolo sarebbe stato colpito dalla contraerea ucraina precipitando a Galati in Romania.31 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
Albert, International Bulletin for Peace and DisarmamentNATO's Atomic Silence
The UN Review Conference of the Nuclear Non-Proliferation Treaty (NPT) begins. Article VI of the Treaty provides for negotiations on nuclear disarmament. However, the NATO statement contains not a single word about relaunching these negotiations.26 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
Norway backtracksStoltenberg and the suspension of the Norwegian sovereign wealth fund's ethics rules
Restrictions on investments in companies implicated in human rights abuses or weapons production have been suspended. The suspension of ethics rules was approved on November 4, 2025, by the Labour-majority Parliament.6 novembre 2025 - Redazione PeaceLink

sociale.network