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Dopo l'allarme dell'incrociatore a propulsione atomica Pietro il Grande

Iniziativa dei Verdi sul rischio nucleare in mare

Angelo Bonelli, consigliere regionale dei Verdi alla Regione Lazio: "Liberare i nostri porti da navi e sottomarini".
Il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio: "Liberare Europa da nucleare militare e civile".
26 marzo 2004 - Alessandro Marescotti

Nucleare. Verdi: liberare i nostri porti da navi e sottomarini

"L'incidente dell'incrociatore a propulsione atomica Pietro il grande deve farci riflettere sulla necessita' di liberare dai nostri porti navi e sottomarini a propulsione nucleare". E' quanto sostiene Angelo Bonelli, consigliere regionale dei Verdi alla Regione Lazio. "Non esiste alcuna tecnologia- continua Bonelli- che puo' metterci al sicuro da incidenti nucleari. Nella nostra regione e' ora di dire basta alla sosta nel golfo di Gaeta di sottomarini e navi a propulsione nucleare". Una presenza, afferma il consigliere del sole che ride, molto pericolosa, per cui le procedure di sicurezza sono destinate a non funzionare. Nel piano predisposto dalla prefettura di Latina- spiega Bonelli- e' previsto un punto di fonda, a circa 2 chilometri dalle coste, per un sommergibile a propulsione nucleare (p.n.) o per unita' di superficie dotate di un reattore nucleare non superiore a 130 mw. Le misure cautelative, in presenza dell'unita', servono a creare una zona di divieto di navigazione, del raggio di 700 metri, intorno al punto di fonda e nel monitoraggio della radioattivita'. Inoltre, in caso d'incidente, l'unita' navale dovrebbe allontanarsi con una velocita' non inferiore ai tre nodi e a tale scopo dovrebbe essere assicurata la presenza, presso la base, di mezzi navali idonei a soddisfare questa esigenza. Sono state calcolate le distanze minime di sicurezza degli ormeggi nonche' la distanza di sicurezza di allontanamento, pari rispettivamente a circa 500 metri e a circa 10 chilometri per reattori di potenza pari a 130mw. "Secondo il piano- continua Bonelli- la distanza di 2 chilometri dalla costa del punto di ormeggio nonche' l'allontanamento dell'unita', entro un'ora, ad una velocita' non inferiore a tre nodi, assicurano la protezione della popolazione da irraggiamento diretto e da inalazione, mentre la contaminazione del suolo sarebbe rilevante fino a distanze notevoli. Ho presentato un'interrogazione urgente in cui chiedo se un sottomarino a propulsione nucleare e' meno protetto rispetto a una centrale atomica in quanto, per esigenze di leggerezza e manovrabilita', dispone di minori schermature esterne e inoltre puo' essere soggetto a collisioni o affondamento". Il piano predisposto dalla Prefettura, secondo il consigliere dei Verdi del Lazio, si basa su un documento del Camen del 1979, precedente all'incidente di Chernobyl. "Tale incidente ha dimostrato che se avviene la fusione del nocciolo, il reattore fonde. Nell'acqua, la massa fusa scatenerebbe un cataclisma. Il piano non prende in considerazione gli effetti sull'ecosistema marino e su come gli inquinanti radioattivi si diffondano attraverso la catena alimentare. Inoltre- continua Bonelli in una nota- il piano nulla dice su come la popolazione verra' allertata e, se nel caso, evacuata. E' credibile che un'unita' navale a propulsione nucleare, in grave emergenza, riesca ad allontanarsi a una velocita' di non meno di tre nodi in un'ora? Quali e quanti mezzi navali esistono per portare la nave al largo in caso d'incidente? Le strutture sanitarie della zona sono attrezzate per tali emergenze? E' stato misurato il tasso naturale di radioattivita' del mare per poter misurare le variazioni dovute al transito di navi a propulsione nucleare?" (Dire)

Nucleare. Pecoraro: liberare Europa da nucleare militare e civile

Ancora una volta le preoccupazioni dei Verdi si rivelano fondate. Gli armamenti e le centrali nucleari senza un’adeguata manutenzione, in Russia come in tutto l’Est europeo, sono sempre più un’emergenza europea e internazionale che sta superando i livelli di guardia”. E’ il primo commento del presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio all’allarme lanciato dal Capo di stato maggiore della marina russa riguardo alle pessime condizioni dell’incrociatore lanciamissili russo a propulsione nucleare Pietro il Grande. “La comunità internazionale intervenga subito per fermare e mettere in sicurezza queste che ormai sono diventate delle vere e proprie mine vaganti. La flotta russa, in particolare, si è vista tagliare la maggior parte dei fondi per la sicurezza e la manutenzione ordinaria e straordinaria. I risultati, come si vede, sono preoccupanti e della massima pericolosità. E’ urgente lavorare a un piano di progressiva dismissione di tutti i mezzi navali a propulsione nucleare, pericolosissimi perché fanno uso di una tecnologia ad alto rischio intrinseco – ha spiegato Pecoraro -. Basti pensare che l’ultimo incidente avvenuto in Italia, alla Maddalena, riguardava la flotta dell’esercito più ricco e potente del mondo, quello statunitense, per capire il livello di rischio a cui siamo sottoposti”. “La sicurezza ambientale del nostro continente – ha aggiunto il leader del Sole che ride - è la prima opera pubblica strategica. Si conferma l’esigenza, dettata innanzitutto dal realismo, di liberare l’Europa dal nucleare militare e civile”.

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