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Quattro volte in disaccordo

Tre "no" e un "ni". Disaccordo italiano sull'approvazione delle Risoluzioni votate in Assemblea Generale ONU e riguardanti il disarmo nucleare. Saranno allora i 120 e più Stati che hanno risposto con il loro ragionato "sì", a salvare il mondo?
6 novembre 2015 - Roberto Del Bianco

Logo delle Nazioni Unite Quattro volte in disaccordo. Tre pallini rossi e uno giallo  - tre "no" e un'astensione - di fianco al nome del nostro Belpaese, sul grande tabellone luminoso che ha comunicato via via l'esito delle votazioni in seduta plenaria all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, First Committee (1). Quattro importanti Risoluzioni che hanno visto protagonisti i rappresentanti di quasi duecento Nazioni, e in schiacciante maggioranza di consensi.

Era prevedibile un dissenso da parte dei Nuclear States e dei loro alleati. Forse meno prevedibile l'uragano di Yes seguiti alla discussione dei documenti. E' da sottolineare il tentativo da parte degli Stati nucleari di boicottare la Risoluzione dell'Open Ended Working Group (2) presentata dal Messico che è stata quindi poi posposta al 5 novembre (le prime tre sono state votate il 2 novembre scorso) e comunque il risultato è stato notevole.

Ma che dire della minoranza di voti contrari? Stati Uniti, Israele e NATO in primis, spiccando invece le, diciamo così, "anomalie" di CinaCorea del Nord - la prima pur membro del "Nuclear Club", la seconda con le aspirazioni a diventarlo - astenute o, nell'ultimo caso, perfino con un Sì da parte del rappresentante di Pyongyang. Noi stretti tra le Alpi e il Mediterraneo, Paese di antiche tradizioni di frontiera fin dai tempi del Blocco occidentale e ancora adesso deposito di atomiche in via di ringiovanimento, cosa potevamo fare? Certo è che quell'isolato puntino giallo sul grande tabellone non ci salva da una reputazione poco lusinghiera. Se non altro per la cocciuta tendenza all'asservimento italico al Potere Nucleare globale, che ci mette in compagnia con le poche decine di Stati ancora indifferenti all'effettiva stupidità dell’ancorarsi a una deterrenza inutile e pericolosa.

 

Le Risoluzioni e le votazioni al First Committee


A/C.1/70/L.37 - Humanitarian consequences of nuclear weapons

 A/C.1/70/L.37 - Humanitarian consequences of nuclear weapons

  • YES: 136
  • No: 18
  • Abstain: 21

Qui il dettaglio delle votazioni 

A/C.1/70/L.38 - Humanitarian pledge for the prohibition and elimination of nuclear weapons

 A/C.1/70/L.38 - Humanitarian pledge for the prohibition and elimination of nuclear weapons

  • YES: 128
  • NO: 29
  • Abstain: 18

A/C.1/70/L.40 - Ethical imperatives for a nuclear-weapon-free world

 A/C.1/70/L.40 - Ethical imperatives for a nuclear-weapon-free world

  • YES: 124
  • NO: 35
  • Abstain: 15 

A/C.1/70/L.13/Rev.1 - Taking forward multilateral nuclear disarmament negotiations

 A/C.1/70/L.13/Rev.1 - Taking forward multilateral nuclear disarmament negotiations

  • YES: 135
  • NO: 12
  • Abstain: 33
Fonte: Reaching Critical Will - the disarmament programme of the Women’s International League for Peace and Freedom (WILPF) http://reachingcriticalwill.org/

Chi ringraziare per questo risultato? Di sicuro ICAN e le Organizzazioni ad esso affiliate, che hanno svolto un grande lavoro di divulgazione e di contatto con i governi dei rispettivi Stati. Voglio inoltre dare un grande ringraziamento a Beatrice Fihn, Executive Director di ICAN, che da Ginevra ha mandato notizie e aggiornamenti quasi in real time...


Note:

(1): Organismo interno all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite - Disarmament and International Security
(2): Open Ended Working Group (OEWG). Gruppo di lavoro creato dalle Nazioni Unite per il proseguimento dei negoziati multilaterali sul disarmo nucleare

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