"We are women, we are strong, we say no to the bomb" un mondo di creatività e tenacia

Il movimento femminista e ecopacifista di Greenham Common è ancora vivo

Contro i missili cruise NATO animò una protesta nonviolenta per 19 anni. Il Greenham Common Women’s Peace Camp è al fianco delle proteste ecopacifiste di tutto il mondo, ancora oggi, per proteggere il pianeta dalla distruzione e per portare alla partecipazione politica quante più donne è possibile
Maria Pastore11 luglio 2024

erano presenti donne di tutte le età al campo ecofemminista e pacifista fuori la base militare di Greenham Common Greenham Common Women’s Peace Camp

Alla fine degli anni '70, al culmine della Guerra Fredda, la tensione tra Est e Ovest era tangibile. L'Europa occidentale era nel raggio d'azione delle testate nucleari sovietiche e la NATO annunciò che avrebbe dispiegato più di 500 missili americani nel Vecchio Continente. Il governo britannico accettò di ospitare 160 missili Cruise, 96 nella base RAF Greenham Common nel Berkshire e 64 nella base RAF Molesworth vicino al Cambridgeshire. La decisione non venne discussa prima in Parlamento, nessun grande titolo sui giornali come invece una notizia simile avrebbe meritato, nessun inserto. 

In quegli anni un sondaggio della BBC rilevò che il 40% degli inglesi credeva che una guerra nucleare fosse possibile entro 10 anni; in un altro sondaggio il 57% pensava che una guerra mondiale fosse imminente. La rivista New Scientist riferì che 300 aziende avevano iniziato a commercializzare rifugi antiatomici e tute antiradianti. Il governo stampava e distribuiva degli opuscoli di Protect and Survive con consigli ridicoli come "chiudi le tende" a "resta in casa sotto un tavolo". Come se le immagini della devastazione di Hiroshima e Nagasaki non fossero mai circolate.

Per il rischio di una guerra nucleare il governo stampava e distribuiva alla popolazione degli opuscoli "Protect and Survive" con consigli ridicoli come "chiudi le tende" a "resta in casa sotto un tavolo". Al Camp femminista di Greenham Common si protestava con metodi nonviolenti, arte e ironia.   Un sacchetto sopravvivenza per civili in caso di attacco nucleare 1) mettere il sacchetto in testa 2) inserire le dita nelle orecchie 3) guardare dall'altra parte [...]

Un gruppo di 36 donne attiviste per la pace aveva invece compreso cosa stava avvenendo e organizzò una marcia per protestare contro la decisione del governo britannico di accettare i missili cruise.

La marcia venne promossa negli ambienti pacifisti in cui era certo trovare alleati, ma si voleva anche galvanizzare l'opinione popolare, chi di solito non partecipava alla vita politica. Così furono messi annunci su Cosmopolitan e altre riviste femminili. Con la marcia si intendeva fare irruzione nel dibattito mediatico sulle questioni della difesa. Il percorso fu questo: Cardiff, Newport, un deposito NATO di armi chimiche, Caerwent, Bristol, Bath, Devizes, Marlborough, Hungerford, Welford, deposito di armi tattiche nucleari USA, Newbury, Greenham Common: 110 miglia a piedi, 12 miglia al giorno. Partirono il 27 agosto, arrivarono il 3 settembre.

Arrivate in aperta campagna alla base militare sostarono lì giorno e notte. Gli abitanti del posto portarono delle tende, del cibo e misero a disposizione le loro case per fare una doccia. Senza quel sostegno iniziale forse la mobilitazione sarebbe sfumata presto. Le manifestanti si davano il cambio per recuperare oggetti utili all'accampamento e stare per qualche giorno con le famiglie a casa. Anche una sola donna in più era importante, che fosse per un'ora, un giorno, una settimana. C'era solo bisogno di altre donne. All'inizio la presenza dei manifestanti era mista, poi la partecipazione divenne esclusivamente femminile. Tutte lamentavano che non c'era spazio pubblico per la voce delle donne e quella poteva essere l'occasione giusta per esprimere la loro coscienza politica. dal 27 agosto al 5 settembre 1981, percorso della marcia da Cardiff alla base militare di Greenham Common

Quando qualche giornalista arrivava per fare delle foto e qualche intervista, le donne del campo della pace venivano descritte con didascalie offensive e sminuenti e non veniva mai approfondito il tema della protesta. Questo anche dalle giornaliste donne. 

Dall'altra parte dell'oceano, negli Stati Uniti, alcuni gruppi di donne avevano accerchiato il Pentagono chiudendolo con inoffensivi fili di lana. Le donne a Greenham pensarono di fare lo stesso. 

Chi non sentiva di intervenire in azioni dirette si occupava di prepararle, aveva cura dei figli propri e delle altre, cucinava i pasti, in angoli accoglienti e riparati, per le altre stanche e affamate. Ciascuna contribuiva come poteva, in un continuo processo di apprendimento di comunità. Le azioni nonviolente di protesta iniziarono a diffondersi: restano fissate nelle foto un sit-in davanti la Borsa dove si finanziava la guerra, volantinaggi, opere teatrali, canti, reading in varie città. 

Lentamente aumentava la presenza femminile al campo della pace, attorno alla base di Greenham Common. Questo portò reazioni più violente da parte della polizia. Ci furono cariche notturne sulle tende, se l'ingresso della base veniva occupato da file di donne sedute queste venivano strattonate. Alcune iniziarono a manomettere i recinti con dei tronchesi. Si organizzò una rete di tutela legale per le donne che venivano tratte in arresto. Alcune entrarono e uscirono di prigione più volte. La pena comminata era da tre giorni a 4 mesi di reclusione, più due settimane di custodia cautelare. 

All'indomani della vittoria alle Falkland (giugno 1982) Margaret Thatcher fu rieletta e dichiarò al pubblico votante che i missili cruise e lo sviluppo del Trident erano necessari per affrontare la minaccia sovietica.

donne camminano attorno alla base militare di Greenham Common

"Embrace the Base", 12 e 13 dicembre 1982
L'abbraccio alla base, un evento memorabile. Per attirare più donne inviarono delle lettere alle amiche, colleghe, conoscenti potenzialmente interessate a partecipare. Per coprire tutti i 15 Km del perimetro servivano circa 12 mila persone. Impossibile, ma si tentò. I vuoti della catena umana si sarebbero coperti tenendo sciarpe, fazzoletti, maglioncini. La lettera terminava così: "Se ogni donna copia questa lettera e la manda a 10 amiche e ognuna di loro la manda ad altre 10, allora saremo migliaia. Ogni donna è come una sorgente che insieme ad altre diventa un ruscello, un fiume, un oceano".

Donne di ogni età risposero raggiungendo la base. Arrivarono centinaia di autobus. Nel fango e attraverso i fitti boschi, avvolte in vestiti caldi contro il freddo, figlie, madri, mogli e nonne attaccarono alla recinzione di filo spinato orsacchiotti, vestiti, coperte per neonati, scarpe per bambini, assorbenti, palloncini, nastri, foto di famiglia e l'immancabile lana annodata a formare tante ragnatele. Stava succedendo l'incredibile: circa 30.000 donne circondarono la base, si sentivano canzoni di protesta da ogni direzione. Il sentimento di appartenenza a una causa tanto importante era finalmente palpabile. Il mondo dell'informazione non poteva ignorare: non erano armate ma stavano scardinando l'immobilità del potere.

Le autorità screditarono ufficialmente il movimento di Greenham descrivendolo un'isteria di massa restìa al dialogo e annunciando che avrebbero smesso il trattamento gentile riservato fino a quel momento alle donne del movimento e a chiunque avesse dimostrato simpatia e sostegno nei loro confronti. Il clima cambiò molto, c'era molta più tensione nella gente del posto verso le donne del campo. Venivano offese verbalmente, colpite da lanci di bottiglie e sacchetti di feci. Alcuni negozi locali negavano loro l'accesso. Il potere aveva declamato, il popolo si uniformava e obbediva. 

Non percorrerò le tantissime attività delle donne accampate a Greenham Common, sarebbe impossibile, rimasero lì 19 anni. Venivano sgomberate ogni giorno ma tornavano. donne fuori dai recinti della base RAF Greenham Common Greenham Common Women’s Peace Camp

La loro sfida ecofemminista era diretta contro la NATO ma anche contro gli eserciti dei blocchi Est e Ovest. Si unirono alle proteste femministe antinucleari in Germania dell'Ovest, USA, Italia (Comiso), Paesi Bassi, Belgio, in tutto il mondo.

Nel 1985 saliì al potere il nuovo leader dell'URSS, Michail Gorbacev. L'8 dicembre 1987, al termine di lunghi negoziati, Gorbacev e Reagan firmarono il Trattato INF che formalizzava la distruzione dei missili nucleari e la fine della corsa agli armamenti.

Il mondo iniziò a sperare nella demilitarizzazione del pianeta.

Le testate nucleari NATO arrivate a Greenham partirono per tornare negli USA, fu una festa per il movimento ecofemminista che rivendicò di avere avuto peso nel processo di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Gli ultimi missili lasciarono Greenham nel 1991 ma la lotta continuò fino al 2000, quando il terreno passò a essere da proprietà americana a proprietà demaniale della Contea Berkshire dell'Impero britannico.

Due note dolenti: gli Usa hanno accusato più volte la Russia di violare l'accordo, sino all'accusa formale da parte dell'ex presidente Barack Obama nel 2014 e, nel 2019 sono usciti dal Trattato INF; nel 2021 il Regno Unito ha annunciato un aumento radicale del suo arsenale nucleare.

Greenham Women Everywhere sito ufficiale Greenham Common Women’s Peace Camp

Si dovrebbe conoscere di più questo movimento, coinvolse migliaia di donne e persone, cambiò molte vite. Questo esempio potrebbe ispirare altre donne. Il gruppo femminista e ecopacifista cresciuto a Greenham Common è ancora attivo, nelle note trovate il link al sito ufficiale e alcuni video degli anni '80 che consiglio di vedere.

"We set out to march to Greenham / making friends along the way / Cardiff Newport Bristol Newbury walking walking for ten days / And some of us brought our babies all the way / we fear for the future of these children / we fear for the future of all our children / and the future of the living world " (March to freedom, Women against the bomb)

Note: https://greenhamwomeneverywhere.co.uk/ https://greenhamwomen.digital/ tutto da esplorare, veramente un tesoro di documentazione https://www.youtube.com/@greenhamwomeneverywhere3340/videos https://en.wikipedia.org/wiki/Greenham_Common_Women%27s_Peace_Camp https://lacuna.org.uk/protest/memories-of-a-protest/ https://www.theguardian.com/yourgreenham/songbook/0,,2071798,00.html un archivio con canzoni e video del movimento femminista Greenham Common, The Guardian Uk alcuni video della protesta nonviolenta delle donne di Greenham Common https://www.youtube.com/watch?v=C6-IB39b0fc https://www.youtube.com/watch?v=0TIXBJuwUcE https://www.youtube.com/watch?v=-ZyR2-A_i4w 1982 Embrace the base, donne circondano in una lunga catena umana simile a un abbraccio la base di Greenham https://www.youtube.com/watch?v=7SBJ1V5iS_g&t=89s breve servizio della BBC World su Ann Pettitt e il movimento femminista a Greenham Common https://www.youtube.com/watch?v=7wZazSQpJak Donne contro la guerra - breve documentario sulle donne di Greenham Common https://vimeo.com/87074076 intervista a Lesley McIntyre e la sua esperienza a Greenham Common "Greenham Common - Women Against Missiles" un film di Sonia Gonzalez visto su ARTE.tv Documentary (sul canale ARTE.tv i documentari sono disponibili gratuitamente ma per un tempo limitato, poi vengono rimossi)

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