La Russia annuncia una propria contro-esercitazione nucleare
Dopo l'esercitazione nucleare francese che ha visto la presenza del presidente Macron e dopo l'avvio dell'esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon, Mosca annuncia la sua risposta militare. La sequenza è chiarissima: ogni esercitazione occidentale ha la sua contromossa, e l'Europa si avvicina sempre di più a un conflitto nucleare diretto.
La Francia apre le danze: Operation Poker
Prima della NATO, la Francia. A marzo 2026, l'Armée de l'air ha condotto l'Operation Poker, un'esercitazione che simula un attacco nucleare aereo con circa 50 velivoli, tra cui caccia Rafale B armati di missili ASMPA-R (repliche in scala, senza testate nucleari reali). L'esercitazione, che Parigi ha per anni tenuto segreta, è ora presentata apertamente come strumento di deterrenza contro la Russia.
Ma le forze armate nucleari francesi hanno voluto fare una nuova prova di forza a ottobre con in test di un nuovo missile balistico nucleare (senza esplosione per fortuna).
Emmanuel Macron ha osservato personalmente le operazioni. Il 6 ottobre, il Presidente francese ha assistito dal ponte di una fregata al lancio di esercitazione di un missile balistico M51 da un sottomarino nucleare al largo della Bretagna. "Per essere liberi, bisogna essere temuti. Per essere temuti, bisogna essere forti", ha dichiarato Macron. Il dispositivo nucleare francese, va ricordato, non è integrato nella NATO: la force de frappe ("forza d'urto") risponde esclusivamente al Presidente della Repubblica francese.
La NATO segue: Steadfast Noon
Il 13 ottobre è partita in Italia Steadfast Noon, l'esercitazione nucleare annuale della NATO, con 17 paesi partecipanti e una portata simile alle edizioni precedenti. La NATO sottolinea che "nessuna arma reale viene utilizzata" e che l'esercitazione "non è collegata agli eventi mondiali e non è diretta contro alcun paese". Ovviamente non è vero in quanto sui computer della NATO sono presenti gli obiettivi da colpire in Russia e nel centro JATEC c'è una collaborazione stretta fra la NATO e l'Ucraina per testare la capacità di risposta russa agli atttacchi.
Mark Rutte ha abbellito la Steadfast Noon con un suo discorso. Il Segretario Generale della NATO ha dichiarato: "La NATO è un'Alleanza difensiva. Questa esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione". Rutte ha anche registrato un video messaggio dalla base aerea di Volkel, nei Paesi Bassi. Rutte non si è ovviamente soffermato sul fatto che la NATO mette nel conto il "primo colpo nucleare", ossia la dottrina del first use (vedere il campo note).
La risposta russa annunciata dalla TASS
Ma è ieri che arriva la notizia destinata a cambiare il quadro. Come prevedibile, la Russia reagisce. E lo fa con un annuncio che suona come una dichiarazione di contro-esercitazione nucleare.
Dmitry Polyansky, Rappresentante Permanente della Russia presso l'OSCE, ha dichiarato ieri in una riunione del Consiglio Permanente a Vienna, come riportato dalla TASS: "La NATO ha lanciato la sua esercitazione annuale Steadfast Noon per addestrare la gestione di armi nucleari. Le manovre coinvolgono truppe dei 17 stati membri dell'alleanza. Gli aerei NATO stanno esercitando missioni nucleari, per di più in stretta prossimità dei confini russi. Naturalmente, siamo costretti a preparare un'adeguata risposta militare a tali provocazioni. Qualsiasi stato che rispetti se stesso si comporterebbe allo stesso modo al nostro posto".
Polyansky ha poi aggiunto una domanda che pesa come un macigno: "Mi chiedo se Bruxelles capisca che tali azioni potrebbero portare a un conflitto nucleare diretto sul continente."
La risposta russa, quindi, non è ancora un'esercitazione con nome, data e luogo specifici, ma è una dichiarazione ufficiale di preparazione militare che, nel linguaggio della deterrenza, equivale a un annuncio di contromisura. Mosca sta dicendo: se la NATO simula l'uso di armi nucleari, noi ci prepariamo militarmente a rispondere.
La sequenza è chiara
Ricapitoliamo la cronologia di questa escalation:
| Data | Evento |
|---|---|
| Marzo 2026 | Francia: Operation Poker (simulazione attacco nucleare aereo) |
| 6 ottobre | Macron osserva il lancio del missile M51 |
| 13 ottobre | NATO: inizia Steadfast Noon in Italia (17 paesi) |
| 14-15 ottobre | Russia (Polyansky all'OSCE): "Costretti a preparare risposta militare adeguata" |
Il dispositivo francese non è NATO. Il dispositivo NATO non è francese. Ma la Russia risponde a entrambi. La logica è quella di una spirale: ogni esercitazione occidentale viene letta a Mosca come una provocazione, e ogni risposta russa viene letta a Bruxelles come un'intimidazione. In mezzo, c'è un continente che si avvicina sempre di più a ciò che Polyansky ha evocato: un conflitto nucleare diretto.
PeaceLink aveva previsto tutto
Le esercitazioni nucleari non sono "routine". Quando la Francia simula un attacco nucleare, quando la NATO addestra 17 paesi a montare bombe atomiche su caccia, quando la Russia dichiara di preparare una risposta militare, la soglia psicologica dell'uso delle armi nucleari si abbassa. Ciò che viene ripetuto in esercitazione diventa un'opzione militare tra le altre.
Nella lettera aperta ai Prefetti pubblicata il 2 ottobre 2026, PeaceLink aveva già scritto esplicitamente a proposito dell'esercitazione nucleare NATO. Steadfast Noon:
"Tale esercitazione NATO è più che prevedibile che innescherà, come contromisura, un'analoga esercitazione nucleare da parte della Russia, con un pericoloso targeting dei bersagli da colpire sul territorio NATO, compresa l'Italia".
La campagna Stop Steadfast Noon chiede alle prefetture italiane di rispondere: esistono piani di protezione civile in caso di emergenza nucleare? I cittadini sono informati? La risposta, finora, è il silenzio. Ma mentre i governi tacciono, le esercitazioni si susseguono, e la Russia annuncia la sua contromossa.
Lo avevamo previsto e si è avverato. Purtroppo.

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Durante la Guerra Fredda, la NATO ha sviluppato la strategia della "risposta flessibile" (flexible response), che prevedeva la possibilità di ricorrere alle armi nucleari anche in risposta a un'aggressione convenzionale, chimica o biologica da parte del Patto di Varsavia, per compensare la superiorità numerica delle forze convenzionali sovietiche. Ora quella superiorità convenzionale non c'è più e tuttavia il FIRST USE è stato mantenuto. La NATO ha ripetutamente respinto le proposte di adottare un impegno formale a non usare per prima l'arma nucleare.
L'Unione Sovietica adottò formalmente una politica di No First Use (NFU) — ovvero l'impegno a non usare per prima le armi nucleari — nel 1982.
L'annuncio fu fatto ufficialmente dall'allora leader sovietico Leonid Brežnev nel giugno del 1982, tramite un messaggio inviato alla Seconda Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul Disarmo.
Negli anni '80, le tensioni della Guerra Fredda erano altissime. La mossa dell'URSS fu in gran parte diplomatica volta a presentare il blocco sovietico come pacifico rispetto agli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti e la NATO rifiutarono di adottare una politica simile. La dottrina occidentale si basava (e si basa tuttora) sulla "flessibilità della risposta", che prevede la possibilità di usare armi nucleari per primi in caso di un attacco convenzionale schiacciante da parte del Patto di Varsavia.
Questo impegno ad Est di NFU rimase formalmente in vigore fino al collasso dell'Unione Sovietica. Tuttavia, nel 1993, la neonata Federazione Russa abbandonò ufficialmente la dottrina del No First Use, adottando una strategia militare che permetteva l'uso di armi nucleari anche in risposta a un attacco convenzionale che minacciasse l'esistenza stessa dello Stato russo.
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