Oggi comincia la simulazione dell'apocalisse nucleare
Oggi, 13 ottobre 2025, prende il via l’esercitazione nucleare della NATO “Steadfast Noon 2025”, una delle manovre militari più riservate e inquietanti del panorama internazionale. Per due settimane, fino alla fine di ottobre, 14 Paesi dell’Alleanza Atlantica si addestreranno a condurre una guerra nucleare simulata, impiegando 71 aerei, fra cui caccia a doppia capacità convenzionale e nucleare.
Quest’anno la nazione ospite è l'Olanda. Ma anche l’Italia partecipa, confermando la presenza di armamenti nucleari statunitensi sul proprio territorio.

Fino a quattro anni fa persino il nome “Steadfast Noon” era segreto. Oggi, nonostante la data d’inizio sia nota, le informazioni sull’esercitazione restano frammentarie e opache: non si conoscono nel dettaglio né gli scenari simulati, né gli effetti ipotizzati sull’ambiente, sulla popolazione e sui sistemi di protezione civile e sanitaria. Si parla genericamente di “scenari ad alta intensità”, un eufemismo dietro cui si cela l’addestramento all’uso di armi nucleari in una guerra globale e dalle conseguenze devastanti.
Il silenzio delle istituzioni italiane è assordante. Il Parlamento non discute di questa esercitazione, benché essa riguardi l’evento più catastrofico immaginabile per la sopravvivenza dell’umanità.
Per questo motivo PeaceLink ha inviato un messaggio ufficiale alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, chiedendo se i parlamentari siano stati informati e se abbiano valutato gli effetti di un conflitto nucleare sui territori coinvolti e sulle popolazioni civili.
Steadfast Noon inizia il giorno dopo la Marcia per la Pace Perugia–Assisi, che il 12 ottobre 2025 ha visto la partecipazione più ampia dal 2001, con decine di migliaia di persone in cammino per dire no alla guerra e sì al disarmo. Un simbolico e inquietante contrasto: mentre i cittadini chiedono pace, i vertici militari si esercitano alla guerra più distruttiva possibile.
È importante che il popolo si riappropri della sovranità dell’informazione. Il ripudio della guerra, sancito dalla Costituzione, non può essere un atto formale ma deve poggiare sulla consapevolezza collettiva di cosa significhi un conflitto nucleare. Tutti devono conoscere cosa riserva l’apocalisse che oggi viene simulata nei cieli d’Europa.
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