La marcia Perugia Assisi
Il popolo della pace
Domenica è stato davvero uno spettacolo vedere quasi 200 mila persone. Un arcobaleno di bandiere che a migliaia sventolavano lungo i 24 chilometri della Marcia. Ancora una volta da Assisi si è levata una voce forte: la pace è questione quotidiana di scelte quotidiane che coinvolgono tutti e tutte.
14 ottobre 2025
Sesto per la pace

C’è ancora chi domanda, tra il disappunto e l‘ironico, se possa mai servire fare una Marcia per far cessare le guerre nel mondo. La risposta è ovvia: certo che no! La pace è una questione terribilmente seria e complessa.
Ma la Perugia Assisi non è semplicemente una Marcia.
È un convenire di tutti quei soggetti che in ogni parte d’Italia, in ogni giorno dell’anno, contribuiscono a far crescere ed alimentare un’autentica cultura della pace.
È il convenire di un popolo attento, attivo, impegnato.
È il punto di arrivo di percorsi e il rilancio di tappe nuove.
Domenica bastava guardarsi intorno per cogliere questa cosa con grande evidenza.
- C’erano le Amministrazioni locali, che si erano incontrate il sabato 11 nell’Assemblea degli “Enti locali per la pace e la fraternità”. Perché la pace nasce dalle città come diceva il sindaco La Pira. Le città possono e dovrebbero diventare protagoniste nel promuovere percorsi di incontro, dialogo, educazione alla pace, gemellaggi. E d’altro canto le città, il luogo dei civili, sono le protagoniste dei conflitti in corso: il prof Montanari ricordava come il genocidio di Gaza ha avuto come teatro la città.
- C’erano le scuole, tantissime, dai più piccoli ai più grandi; partecipare alla Marcia ha voluto dire costruire un percorso di avvicinamento, attività scolastiche a tema e lascerà sicuramente il segno nel resto dell’anno. Grande da sempre l’investimento dell’organizzazione della Marcia nel costruire percorsi e strumenti di educazione alla pace per le scuole. Bellissima la marcia dei più piccoli, con i cartelli “Sbellichiamoci”.
- C’erano le Associazioni, oltre 500 che hanno aderito: dalle Associazioni umanitarie che ogni giorno sono in primo campo nei territori di conflitto, alle Associazioni pacifiste storiche, alle Reti nazionali che oggi presidiano i grandi temi: dal disarmo, alle politiche di pace, alla proposta degli strumenti di azione nonviolenti
- C’erano i sindacati. C’erano i religiosi. C’erano le famiglie. C’erano tantissimi uomini e donne che, con la propria fisicità e fatica, esprimevano l’essere pienamente cittadini desiderosi di riaffermare, difronte al tentennare e alle menzogne dei governi, che la questione della pace è decisiva, oggi più che mai.
- C’erano i testimoni; quelli che hanno parlato dal palco portando spunti di riflessione molto puntuali e forti. La Palestina, come archetipo delle nuove guerre, è stata il cuore degli interventi della giornata e ha attraversato il corteo con tantissime bandiere, cori, kefie.
- C’erano i politici, che rubano la scena ma forse più per colpa di un giornalismo bacato che è solo a caccia di scoop o che, più semplicemente, non sa guardare ad un palmo dalle proprie letture strumentali della realtà. Ciascuno di loro misurerà l’aderenza o la distanza dal manifesto di questo popolo in cammino.
Domenica è stato davvero uno spettacolo vedere questa amalgama di quasi 200.000 persone; ben li rappresentava l’arcobaleno delle bandiere che a migliaia sventolavano lungo i 24 chilometri della Marcia.
Ancora una volta da Assisi si è levata una voce forte: la pace è questione quotidiana di scelte quotidiane che coinvolgono tutti e tutte; non riguarda solo le scelte dei potenti!
Da qui il grande messaggio.
- La famiglia umana supera i confini degli stati e i protagonisti delle grandi decisioni devono essere i popoli.
- L’ONU, organismo fondamentale che chiede di essere difesa e riformata, deve diventare sempre più l’ “ONU dei popoli”.
- Un’autentica pace si costruisce solo con scelte precise che hanno il nome della giustizia, del disarmo, della nonviolenza, di un’informazione libera …
IL PRESIDIO PER LA PACE di SESTO SAN GIOVANNI C'ERA, con il suo striscione ormai storico, a rappresentare anche la nostra città nonostante la triste assenza del nostro gonfalone.
Di ritorno, rinnoviamo ancora una volta il nostro impegno a camminare nel solco di queste convinzioni per fornire a Sesto San Giovanni strumenti, luoghi, tempi per pensare e costruire la pace, oggi così tanto desiderata e urgente.
Note: Le foto della Perugia Assisi 2025 https://sociale.network/tags/PerugiAssisi2025
Parole chiave:
pacifisti
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