"Non armi ma pane"

La petizione popolare che chiede all’Italia di scegliere il welfare invece del riarmo

Un miliardo per missili è un miliardo sottratto a scuola, sanità e trasporti. Il Coordinamento nazionale No Riarmo lancia una petizione basata sull’articolo 50 della Costituzione per invertire la rotta.
16 maggio 2026
Redazione PeaceLink

Non armi ma pane

La petizione "Non armi ma pane" pone davanti a una scelta che è sia etica che matematica.

Ogni miliardo investito in missili o in piani di riarmo è un miliardo sottratto al futuro: alla scuola, alla salute, alla possibilità di avere un Paese giusto, moderno e coeso.

Il lancio della petizione è avvenuto nella seconda settimana di maggio e vede già le prime centinaia di firme dei promotori e sostenitori legati al Coordinamento nazionale NoRiarmo.

Nel cuore della nostra democrazia esiste uno strumento che trasforma la voce dei singoli in un atto istituzionale: la petizione popolare. Disciplinata dall'Articolo 50 della Costituzione, essa rappresenta l'esercizio concreto della sovranità popolare.

Non armi ma pane

La petizione "Non armi ma pane", promossa da reti come il Comitato Articolo 11 e il Coordinamento nazionale NoRiarmo, nasce per chiedere un cambio di rotta sulla politica estera e di bilancio.
L’obiettivo è spingere il Parlamento a scegliere tra l’investimento in strumenti di distruzione e il sostegno al benessere sociale. Partecipare significa passare dal ruolo di "suddito" passivo a quello di cittadino attivo, capace di influenzare le scelte che determinano il nostro futuro economico.

Clicca qui per firmare la petizione online.

Clicca qui per i moduli raccolta firme.

Si allega la documentazione.

Note: Link al video della petizione
https://youtu.be/vGFw1RmECZ0?is=jjlbvGHEebH8czm3

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