La petizione popolare che chiede all’Italia di scegliere il welfare invece del riarmo
La petizione "Non armi ma pane" pone davanti a una scelta che è sia etica che matematica.
Ogni miliardo investito in missili o in piani di riarmo è un miliardo sottratto al futuro:
alla scuola, alla salute, alla possibilità di avere un Paese giusto, moderno e coeso.
Il lancio della petizione è avvenuto nella seconda settimana di maggio e vede già le prime centinaia di firme dei promotori e sostenitori legati al Coordinamento nazionale NoRiarmo.
Nel cuore della nostra democrazia esiste uno strumento che trasforma la voce dei singoli in un atto istituzionale: la petizione popolare. Disciplinata dall'Articolo 50 della Costituzione, essa rappresenta l'esercizio concreto della sovranità popolare.
La petizione "Non armi ma pane", promossa da reti come il Comitato Articolo 11 e il Coordinamento nazionale NoRiarmo, nasce per chiedere un cambio di rotta sulla politica estera e di bilancio.
L’obiettivo è spingere il Parlamento a scegliere tra l’investimento in strumenti di distruzione e il sostegno
al benessere sociale. Partecipare significa passare dal ruolo di "suddito" passivo a quello di cittadino
attivo, capace di influenzare le scelte che determinano il nostro futuro economico.
Clicca qui per firmare la petizione online.
Clicca qui per i moduli raccolta firme.
Clicca qui per il video esplicativo dell'iniziativa.
Si allega la documentazione.
Allegati
Non armi ma pane
Coordinamento No Riarmo e Comitato Articolo 11
Fonte: Articolo 1151 Kb - Formato odtTesto dell'appelloNon armi ma pane (infografica)
Coordinamento No Riarmo
Fonte: Coordinamento No Riarmo4757 Kb - Formato png
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