L'Italia parteciperà inviando da Ghedi i propri cacciabombardieri nucleari Tornado

Stop esercitazione nucleare NATO "Steadfast Noon"

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l'imminente avvio dell'esercitazione militare nucleare della NATO denominata "Steadfast Noon" che prevede voli e scenari di attacco con l'impiego simulato di bombe atomiche B61.
30 settembre 2026
Appello congiunto

Stop Steadfast Noon

Con questo appello congiunto, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l'imminente avvio dell'esercitazione militare nucleare della NATO denominata "Steadfast Noon", che prevede voli e scenari di attacco con l'impiego simulato di bombe atomiche B61.

Riteniamo inaccettabile che l'Italia partecipi attivamente a questa simulazione inviando i propri cacciabombardieri nucleari Tornado, in partenza dalla base aerea di Ghedi (Brescia), senza che vi sia stato alcun dibattito parlamentare. Decisioni di tale portata politica, etica e strategica non possono essere sottratte al controllo democratico delle istituzioni e dell'opinione pubblica.

Denunciamo inoltre la totale mancanza di trasparenza poiché le località in cui verrà simulato lo sgancio degli ordigni nucleari rimane protetta dal segreto militare. In un momento di altissima tensione internazionale, alimentare scenari di guerra nucleare all'insaputa dei cittadini rappresenta un rischio grave e un vulnus alla democrazia.

Chiediamo al Governo di riferire immediatamente alle Camere, di garantire il diritto dei cittadini all'informazione e di fermare il coinvolgimento del nostro Paese in operazioni che evocano la minaccia della distruzione atomica.


FIRMATARI


  • Gianni Alioti, ricercatore, Genova
  • ⁠Stefano Barazza, attivista antinucleare di Pordenone 
  • Daniele Barbieri, blogger, Imola (BO)
  • ⁠Filippo Bianchetti, Tenda per la Palestina e contro le armi, Varese 
  • Alberto Cacopardo, scrittore, Antropologo, Università di Firenze
  • Alessandro Cannavale, docente universitario, Lecce
  • Alessandro Capuzzo, Portavoce Tavola della Pace Friuli Venezia Giulia
  • Andrea Catone, responsabile edizioni MarxVentuno, presidente di Articolo11, Bari
  • Angelo Cifatte, funzionario pubblico, Genova
  • Enrico Consoli, insegnante, RSU FLC CGIL, Taranto
  • Beppe Corioni, portavoce del Centro Sociale 28 Maggio, Rovato (Brescia)
  • Angela Dogliotti, Centro Studi Sereno Regis, Torino
  • Adriana De Mitri, responsabile nodo PeaceLink di Lecce
  • Rossana De Simone, ricercatrice, Bologna
  • Antonino Drago, docente universitario, Calci, Pisa
  • Loredana Flore, attivista per la pace, insegnante in pesione, Taranto
  • Eugenia Foddai, Donne e Uomini contro la Guerra, Brescia 
  • Rosella Francesconi, traduttrice in pensione, Lugo di Romagna
  • Giovanna Frattolin, attivista antinucleare di Pordenone
  • Domenico Gallo, ex magistrato, Pistoia
  • Ugo Giannangeli, avvocato, Abbasso la Guerra OdV Venegono (Varese)
  • Carlo Gubitosa, coordinatore di Sociale.network, scrittore, giornalista, ingegnere, Bruxelles
  • Pasquale Iannamorelli, direttore bimestrale Qualevita, curatore dell'Agenda Giorni Nonviolenti, Sulmona
  • Francesco Iannuzzelli, coordinatore tecnico di PeaceLink, ingegnere, Rotterdam
  • Alessandro Marescotti, presidente PeaceLink, insegnante in pensione, Taranto
  • Marinella Marescotti, insegnante in pensione, Martina Franca (Taranto)
  • Ida Merello, docente in pensione, Università di Genova, responsabile nodo PeaceLink Genova
  • Annamaria Moschetti, pediatra, ambientalista, ricercatrice, Palagiano (TA)
  • Elio Pagani, presidente Abbasso la guerra ODV, obiezione di coscienza al lavoro bellico, Varese
  • Domenico Palermo, docente universitario, Roma
  • Gianni Penazzi, musicista, attivista del MIR, Lugo di Romagna
  • Enrico Peyretti, storico della nonviolenza, Torino
  • Alex Zanotelli, missionario comboniano, direttore di Mosaico di Pace, mensile di Pax Christi

 

Note: Per adesioni: info@peacelink.it (indicare professione o attività svolta e luogo di residenza)

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