Un raro atto di disobbedienza alla NATO

Nel 1989 il governo tedesco si rifiutò di collaborare con l'esercitazione nucleare della NATO

La simulazione di guerra nucleare della NATO incontrò una Germania che "non collaborava più": l'ammonimento dell'evento WINTEX-CIMEX del 1989 è particolarmente attuale. Quella storia è di insegnamento per l'esercitazione nucleare NATO Steadfast Noon che si svolgerà il mese prossimo in Europa.
18 settembre 2026
Redazione PeaceLink

Nel marzo 1989, il governo della Germania Ovest rifiutò per la prima volta di eseguire un ordine di "attacco nucleare" previsto dal copione della simulazione di guerra nucleare della NATO, tenuta nel più alto segreto della Guerra Fredda.

La testata giornalistica tedesca Der Spiegel provocò un terremoto politico con una prima rivelazione nel marzo del 1989. E scrivve: "Per la prima volta, il governo federale ha negato l'obbedienza alle fantasie dell'orrore dei pianificatori militari durante un'esercita Wintex".

Questo raro atto di disobbedienza militare, rivelato dal settimanale Der Spiegel, non solo portò alla conclusione anticipata dell'esercitazione nucleare, ma un anno dopo spinse la NATO a cancellare definitivamente quella serie di esercitazioni che prevedevano l'uso di armi atomiche.

Un copione di esercitazione deliberatamente nascosto

WINTEX-CIMEX - EXERCISE PLANNING DIRECTIVE (EXPLANDIR) Date 1989-07-07. NATO publicly disclosed information is available for research and education purposes. Any commercial use requires the written permission of NATO. Please credit the NATO Archives should any documents be used for publication.

WINTEX-CIMEX era un'esercitazione di comando che la NATO conduceva ogni due anni sin dai tempi della Guerra Fredda. I partecipanti simulavano il processo decisionale politico-militare nei bunker del governo, e il contenuto dell'esercitazione era strettamente riservato. Prima dell'inizio dell'esercitazione del 1989, il segretario di Stato del Ministero della Difesa della Germania Ovest, Lothar Rühl, rifiutò di fornire i documenti relativi ai membri del Bundestag, ossia al parlamento tedesco. Fu detto che le norme della NATO consentivano solo una "consultazione riservata a personale specifico".

Il vero segreto di quella esercitazione stava nel cambiamento del copione. Secondo quanto rivelato da Der Spiegel, per la prima volta la NATO nell'esercitazione non simulava solo il "primo uso" di armi nucleari, ma aggiungeva anche il "uso successivo" (follow-on use) — con piani per detonare 25 testate nucleari, di cui almeno un terzo sul territorio della Germania Ovest.

Lo scenario prevedeva: il Patto di Varsavia lancia un'offensiva convenzionale, la NATO tenta di porre fine alla guerra con un "colpo di avvertimento nucleare", ma l'Unione Sovietica continua ad avanzare, e quindi la NATO avvia un secondo massiccio attacco nucleare.

"Ci ritiriamo!"

Secondo il copione, il governo della Germania Ovest e il "parlamento d'emergenza" riunito nel bunker sotterraneo della valle dell'Ahr avrebbero dovuto continuare a collaborare con l'esercitazione NATO. Ma quando l'esercitazione arrivò alla fase del secondo attacco nucleare, la parte tedesca occidentale rifiutò.

Nel ruolo di cancelliere durante l'esercitazione, Waldemar Schreckenberger ricevette l'ordine esplicito del cancelliere in carica Helmut Kohl: "Ci ritiriamo!". Kohl dichiarò in seguito, in una riunione dei gruppi parlamentari CDU/CSU, che quello scenario era "completamente inaccettabile per i tedeschi".

Il ritiro della Germania Ovest non fu un impulso momentaneo. Nelle settimane precedenti, il ministro della Difesa tedesco Gerhard Stoltenberg (da non confondere con lo Stoltenberg norvegese)  aveva già proposto una "revisione critica" nella riunione del Gruppo per la pianificazione nucleare della NATO, affermando chiaramente che lo scenario dell'esercitazione "contraddiceva manifestamente la situazione politica nell'Europa centrale e orientale". Il suo consigliere per la politica militare, il generale di brigata Klaus Naumann, in un rapporto riservato analizzò che le tensioni interne al Patto di Varsavia erano ormai così grandi che non si poteva più presumere che il blocco agisse "in modo unitario" e che, qualora Mosca avesse ordinato l'offensiva, non si poteva contare sull'obbedienza incondizionata degli eserciti polacco, ungherese o della Germania Est.

Conseguenze: la fine delle esercitazioni nucleari

L'impatto di questo evento andò ben oltre l'interruzione di un'esercitazione. Nel novembre 1989, il rappresentante permanente della Germania Ovest inviò una lettera alla NATO proponendo formalmente di modificare la pianificazione del WINTEX-CIMEX del 1991 e chiese il rinvio dell'esercitazione di alto livello (Hilex-14) prevista per l'inizio dell'anno successivo.

Va notato che proprio nel novembre 1989 venne abbattuto il muro di Berlino.

Infine, nel maggio 1990, la NATO annunciò la cancellazione della serie di esercitazioni WINTEX-CIMEX. Funzionari statunitensi e della NATO ammisero che la sensibilità politica della Germania Ovest fu un fattore chiave, e che gli scenari tradizionali dell'esercitazione "erano diventati sempre più anacronistici e sempre meno credibili". Un funzionario statunitense disse senza mezzi termini: "Non ha senso fare cose che potrebbero diventare irrilevanti... è tempo di rivalutare".

Perché è importante

L'interruzione del WINTEX-CIMEX del 1989 rivela un fatto spesso trascurato: anche nella macchina militare più rigida della Guerra Fredda, il giudizio politico può ancora fermare il funzionamento automatico della logica tecnica. Quando il copione dell'esercitazione trasformò le armi nucleari da "strumento di deterrenza" a "mezzo di combattimento", e il territorio tedesco da "oggetto da difendere" a "campo di battaglia sacrificabile", i tedeschi scelsero di rifiutare.

La lezione di questo evento risuona ancora oggi. Chissà se il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conosce questo episodio e se lo spingerà a porre delle domande sulla esercitazione nucleare Steadfast Noon che si svolgerà a ottobre (la data precisa non è stata ancora comunicata).

Sicuramente la politica nel suo complesso si deve interrogare se confinarsi nel comodo ruolo di chi "non ne vuol sapere" o se ci si debba rifiutare di collaborare con la pianificazione di una guerra nucleare? 

Il rifiuto di collaborare

La lettera aperta inviata al Parlamento italiano dall'organizzazione pacifista PeaceLink - durante l'esercitazione nucleare NATO "Steadfast Noon" del 2025 - conteneva una precisa domanda: quando le simulazioni militari coinvolgono scenari di uso di armi nucleari, il Parlamento ne è informato? I cittadini sono stati avvertiti dei possibili rischi?

La Germania del 1989 fornì una risposta: la politica deve poter entrare nel processo di conoscenza delle strategie militari da cui dipende la sopravvivenza dell'umanità. Rifiutare di collaborare è una forma di espressione della responsabilità politica quando l'apocalisse nucleare viene pianificata.

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