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I tedeschi mangiano riso ogm

Biotech Greenpeace scopre ogm illegali made in Usa in alcuni supermercati della GermaniaChicchi «firmati» Bayer Il riso illegale, vietato dall'Unione europea, è già nella catena alimentare. E proprio ieri il colosso tedesco, che ha messo in ginocchio i contadini americani, ha chiesto di regolarizzare il suo prodotto a contaminazione avvenuta. Coldiretti chiede più controlli ma rassicura i consumatori, le industrie invece tacciono
12 settembre 2006 - Luca Fazio
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Chi cerca trova. E non deve essere troppo complicato, ironizzano gli attivisti di Greenpeace, se in pochi giorni un povera associazione ambientalista scopre per l'ennesima volta organismi geneticamente modificati illegali in territorio europeo. La nave bloccata nel porto di Rotterdam con 20 mila tonnellate di riso proveniente dagli Stati Uniti e inquinato dalla BayerCropScience, ai più ottimisti, poteva far pensare che in fondo i controlli funzionano. Invece è vero il contrario. Lo dimostra il fatto che anche il riso ogm della Bayer(il Liberty Link 601, «sfuggito» dai laboratori nel 2001 e mai approvato per il consumo) è stato trovato in un supermercato tedesco.
Le analisi, ieri mattina, hanno confermato tracce in alcune confezioni di riso parboiled a grana lunga Bon-Riacquistate nei supermercati Aldi(la settimana scorsa, in Francia, Inghilterra e Germania, è stato trovato riso gm proveniente dalla Cina, con una proteina che aveva prodotto reazioni allergiche nei topi). Una notizia poco confortante proprio nel giorno in cui, a Bruxelles, la Commissione europea si è riunita per cercare di mettere a fuoco una situazione che ormai sembra sfuggita totalmente di mano.
Federica Ferrario, responsabile per la campagna ogm di Greenpeace Italia, ricorda che la Bayerè recidiva, sollecita le industrie ad analisi più puntuali e invita l'Unione europea a ritirare immediatamente dal mercato i prodotti che contengono riso statunitense contaminato. «La negligenza della Bayer- spiega - avrà pesanti conseguenze sull'industria del riso statunitense. Questo test positivo potrebbe essere solo il primo di una lunga serie. Esportatori, grossisiti e dettaglianti rischiano ora di fronteggiare pesanti costi per effettuare analisi e ritiri di prodotti, per non parlare di diminuzione delle vendite, riduzione dei prezzi, e diffidenza dei consumatori. Lo scandalo legato alla contaminazione con mais illegale StarLink, ha causato nel 2001 danni di circa mezzo miliardo di dollari. L'attuale vasta contaminazione del riso fa presagire un impatto ancora più pesante sull'industria del riso».
Il colosso tedesco, proprio ieri, con una mossa che ha dell'incredibile, ha cercato di correre ai ripari presentando una domanda formale al Dipartimento per l'Agricoltura degli Stati Uniti affinchè venga riconosciuto - a inquinamento avvenuto - il suo riso modificato. Una scorrettezza che sconcerta Simona Capogna, di Verdi Ambiente e Società. «Le autorità statunitensi - spiega - non solo sono state incapaci di evitare la contaminazione, ma sembrano ora voler stare al gioco dell'azienda, orientandosi verso la concessione dell'autorizzazione per il riso LL RICE 601. Come se non bastasse, dal rapporto fornito dalla Bayer, e ipocritamente pubblicato sul sito del Dipartimento, mancano pagine e dati cruciali».
Le industrie italiane non importano quel tipo di riso dagli Usa, ma l'ampiezza della contaminazione è tale che, sostiene Federica Ferrario, «si tratta di un chiaro messaggio per tutto il comparto risicolo: se non sta alla larga dagli ogm rischia danni enormi, perché, una volta che gli ogm entrano nella filiera alimentare, per rimuoverli bisogna affrontare un lavoro costoso, dunque è meglio prevenire a monte». Un discorso che però non viene recepito da tutte le aziende nostrane, visto che il presidente dell'Associazione Industrie Risiere Italiane, in questi giorni, ha ribadito la sua apertura nei confronti degli ogm.
Coldiretti, da parte sua, si affanna a ribadire che l'Italia è autosufficiente dagli Usa quanto a fabbisogno di riso. Rassicurati i consumatori nostrani, Coldiretti ritiene comunque necessario «rafforzare il sistema dei controlli con la rintracciabilità delle produzioni e l'etichettatura di origine degli alimenti». A questo punto è il minimo che si possa fare per «valorizzare la scelta ogm free fatta dall'agricoltura nazionale», come auspica la stessa organizzazione. Sempre che tutti i soggetti interessati siano dello stesso avviso.

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