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Sogin si perde nella condotta ......a mare

Conache dal Tavolo della trasparenza del 15.11.2006
17 dicembre 2006 - NOSCORIE TRISAIA

Le Holding e le grosse società non lesinano tecnologia e professionalità, ma mai è accaduto ad una società di un certo spessore economico perdersi in una condotta.
Il tubo in questione è la condotta a mare che sfocia sullo Jonio, condotta contaminata che già fu sequestrata dalla magistratura.
Le associazioni ambientaliste e il Dr.Ulderico Pesce non hanno avuto sufficienti spiegazioni sulle operazioni di smantellamento della tubazione contaminata.
Non sono stati in grado di giustificare il modo e il metodo di come sono svolti i lavori, la scarsa professionalità dimostrata nell'eseguire i lavori, le mancate precauzioni per i lavoratori, il grado di radioattività della condotta, i residui interni alla condotta, ovviamente tutto documentato da un video dal Dr.Pesce che con i suoi sopraluoghi ha documentato tutto.
L’Apat dal canto suo anche se forniva rassicurazioni, non era in grado di dare le delucidazioni richieste. L’unica spiegazione avuta è che è tutto nella norma e che non dovevamo preoccuparci ( ossia La classica risposta diplomatica)Poche delucidazioni sulla stessa zona vicina al tubo ( foce del Sinni -zona ZPS d’interesse naturalistico comunitario), interessata da altre discariche prontamente sequestrate negli anni tramite i carabinieri di Policoro. La prima di rifiuti tossici(si era parlato all’epoca di cromoesavalente) che per l’erosione della costa probabilmente finirà in mare(contaminando in seguito il mare), la seconda di terra derivante dai lavori di costruzione del parcheggio del centro Enea(terra proveniente dal centro nucleare) ,la terza( solo segnalata dai cittadini )in mare sotto il gabbiotto Enea-Sogin costituita da ferraglia e pezzi di tubo che si trovano sott’acqua .Inoltre la strada ( tratturo pubblico) che porta al mare, alla condotta e alla zona in questione è chiuso da un cancello dai privati.
L’esordio del generale Jean che ha imparato dagli schow televisivi a creare audience sulla propria impopolarità, ripresenta il sito unico cercando le simpatie del governatore De Filippo, che però non trova.(e che a suo buon dire incontra Jean ai soli tavoli della traparenza).E allora ci prova l’amministratore delegato Sogin ing. Nucci, che, lesina alla Basilicata 8 posti di lavoro destinati ai residenti. Propone otto posti(i soliti) da netturbino nucleare ( per i residenti ) da sponsorizzare magari tramite qualche amministratore o partito. Moltiplicando 8 posti per i 6 comuni del Metapontino fa 48, x 20 consiglieri fa 1160 x 10 partiti politici fa 11600 .I suoi posti possono generare 11600 domande, e, per un po’ ci fa anche credere che risolverà la disoccupazione al sud. L’ing Nucci riconosce anche con molta umiltà che è difficile portare avanti un’azienda come la Sogin.Riteniamo che la sua professionalità, in Basilicata, sia utile magari nell’ingegnerizzazione e trasformazione di nuovi prodotti agricoli e che magari ben volentieri invece della società nucleare ospitiamo in Basilicata la Sogin Fruit, specializzata in nuovi succhi bio, d’alta qualità e non radioattivi .A salutare l’assemblea (penultimo appuntamento), dopo tre anni di tavoli c’e’ il consulente della regione Massimo Scalia, che nel ringraziare i lucani per la consulenza ricevuta (ben pagata dai lucani) ci consiglia il sito unico come risoluzione ai problemi delle scorie. Bell’investimento questo Scalia, poteva dirlo prima, i lucani avrebbero risparmiato fior di quattrini invitando le veline di striscia la notizia(avrebbero fatto più bella figura).
C’erano anche due tipi, molto particolari, sembravano appena usciti dalla Luiss, acconciature permettendo, che tutto scrutavano e annotavano e secondo le leggi della fisica e della matematica o di qualche scienza occulta dipingevano su inchiostro i lucani ( di cui tanto aveva sentito parlare, ma che difficilmente avevano potuto avvicinare). I due erano i discendenti dell’effetto ninby ed ai quali avremmo volentieri insegnato come si zappa la terra.
Parla anche il sindaco di Rotondella ( era ora) che non vuole le barre d’Elk River ma che con altri sindaci del nucleare italiano chiede il sito unico con la compiacenza del generale Jean (forse faceva meglio a scegliere altri sindaci- compagni meno nuclearisti ), mentre l’ing. Candelieri esaurisce le sue spiegazioni tecniche richiamando i soliti documenti agli atti (senza chiarire la storia del tubo) e avvalendosi della facoltà di non rispondere (siamo ad un tavolo della trasparenza).
L’Arpab (sotto richiesta)dichiara di voler pubblicare i dati rilevati sulla radioattività ambientale(era ora).Un gruppo di 26 associazioni sotto l’egida dell’OLA (organizzazione ambientalista lucana) consegnavano invece un documento a tutti i presenti sulla questione nucleare lucana. Il documento chiedeva il rispetto delle leggi in materia di sicurezza e pubblica incolumità, sicurezza per il decommissioning, riconversione del centro nucleare in attività inerenti allo sviluppo del territorio e nuovi tavoli della trasparenza.
La prossima volta il tavolo della trasparenza gradiremmo realizzarlo nella palestra comunale di Rotondella, dove tutta la cittadinanza possa partecipare, sicuramente i Lucani ringrazieranno (in ottica di trasparenza).

NOSCORIE TRISAIA
Movimento Antinucleare Pacifista
email nonulceare@email.it

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