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Il sindaco: «l’impianto può essere utilizzato al massimo della sua capacità»

La Basilicata «apre» ai rifiuti Campani

Il presidente della Provincia di Potenza spiega: «Il limite deve essere
costituito dalle nostre concrete possibilità». Ma la gente che vive vicino all’inceneritore sarà d’accordo?
17 gennaio 2008 - Francesco Russo
Fonte: Gazzetta del mezzogiorno - Basilicata

- LAVELLO. - Gli ambientalisti storcono il naso, i cittadini temono per la propria salute, ma fra le istituzioni locali, si sta facendo largo l’idea che si debba dimostrare solidarietà, con atti concreti, nei confronti delle popolazioni campane in piena emergenza rifiuti. Una delle ipotesi, potrebbe essere quella di aprire le porte a Fenice, l’inceneritore situato nell’area industriale di San Nicola di Melfi.

I residenti di Lavello, ma anche dei numerosi centri del Vulture Melfese, sono per la maggior parte contrari all’idea di conferire ulteriori rifiuti in un termovalorizzatore che già lavora a pieno regime. Ma secondo parte della politica locale (ed è un discorso che interessa trasversalmente forze appartenenti a schieramenti diversi) «occorre dimostrare solidarietà, nei limiti delle potenzialità di Fenice».

Il sindaco di Melfi Ernesto Navazio (che guida un’amministrazione di centro-destra) dice così alla Gazzetta: «C’è un problema in Campania e dobbiamo risolverlo. In più - aggiunge - abbiamo a San Nicola di Melfi un termovalorizzatore che funziona bene e che non ci ha creato mai problemi. L’impianto di Fenice - continua Navazio - ha un residuo di potenzialità: perché allora non utilizzarlo fino in fondo, purché si controlli quello che viene conferito? Sono a conoscenza - dice ancora - del fatto che ci sono 3.300 tonnellate di potenzialità e non sono pregiudizialmente contrario all’apertura di Fenice ai rifiuti campani. Lo Stato deve intervenire. E lo Stato siamo noi. Abbiamo un termovalorizzatore che può fare al caso».

«Abbiamo ribadito - dice Sabino Altobello, presidente della Provincia di Potenza - la nostra contrarietà alla realizzazione di una discarica in località Serra Arenosa e, nello stesso tempo, dichiariamo solidarietà sia verso le comunità lucane di quell’a rea che ci hanno chiesto aiuto, sia verso quelle campane cui vorremmo dare risposte per fronteggiare l’emergenza, in base alle nostre possibilità. Tali possibilità - mette in chiaro - vanno ora definite per tutti gli impianti del nostro territorio, compreso Fenice».

Sembra di capire insomma, che l’impianto di Fenice verrà utilizzato, prima o poi, per accogliere i rifiuti campani. Il commissario prefettizio del Comune di Lavello, Francesco Maioli, si era detto «contrario» all’ipotesi di utilizzare Fenice per l’emergenza campana, impegnandosi «a rappresentare il dissenso dei cittadini lavellesi».

«Ci viene chiesto - spiega Maioli - un atteggiamento di solidarietà. Siamo disposti a dimostrarla, purché però, si pensi di risolvere concretamente il problema. Quando si chiede un sacrificio ad una comunità, questo sacrificio deve essere utile. Altrimenti non servirebbe a nulla. Per quanto riguarda Fenice - dice ancora - sono perplesso: si tratta di un impianto utilizzato quasi al 90 per cento delle proprie potenzialità. Al massimo potrà accogliere tre camion di spazzatura campana al giorno. Non credo quindi - conclude - che in questo modo si possa arrivare ad una soluzione definitiva».

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