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Dopo la proposta dell’assessore Moretton gli ecologisti ribattono:

Legambiente: no a due nuovi inceneritori in regione

Bisogna privilegiare il consumo di acqua dal rubinetto e l’acquisto di prodotti con imballaggi piccoli «L’emergenza rifiuti si combatte con la differenziata. Trieste in coda, bene Gorizia; C’è troppo poca raccolta differenziata in Friuli Venezia Giulia. E c’è troppa voglia di inceneritori nella giunta Illy»
20 gennaio 2008 - Marco Ballico
Fonte: Il Piccolo di Trieste

Inceneritore UDINE C’è troppo poca raccolta differenziata in Friuli Venezia Giulia. E c’è troppa voglia di inceneritori nella giunta Illy. Legambiente convoca i giornalisti nella sede di Udine, parla di «emergenza annunciata» e attacca l’assessore Gianfranco Moretton, “reo” di aver prospettato l’opportunità di due termovalorizzatori, uno da costruire nella provincia di Pordenone, l’altro a Udine. «Proposta fantasiosa e inutile», sostengono Michele Tonzar, Michele Bernard e Marino Visintini, che chiedono a Moretton di avviare un tavolo con le Province, le parti sociali e le associazioni ambientaliste per poi procedere all’aggiornamento del Piano regionale di gestione rifiuti.

ADEGUARE TRIESTE L’inceneritore di Trieste, afferma Legambiente Fvg, «è più che sufficiente. Se in regione si applicassero le migliori pratiche per la raccolta differenziata, quanto rimane potrebbe essere incenerito a Trieste, previo adeguamento delle linee 1 e 2 al potere calorifico del rifiuto trattato, operazione più rapida e meno costosa della costruzione di un nuovo inceneritore» spiega Bernard.

MODELLO TREVISO «No ai termovalorizzatori e a troppe discariche» insiste Tonzar. «Sì alla differenziata e alla raccolta porta a porta: basterebbe copiare il “modello Treviso”, provincia al 66% di raccolta differenziata, aggiunge citando pure comuni medio grandi (Novara, Verbania, Asti) che superano il 60% di Rd, ben oltre il 47% di Pordenone e il 45% di Gorizia, quasi quattro volte meglio del “ridicolo” 17% di Trieste». «E’ necessario – rileva Bernard – che il piano regionale di gestione dei rifiuti urbani venga adeguato alle direttive previste dal Testo Unico sull’Ambiente e integrate dalla Finanziaria 2007 per aumentare le percentuali di raccolta Rd: 45% entro il 2008, 50% entro il 2009, 60% entro il 2011, 65% entro il 2012. Per essere incisivo, il provvedimento deve anche prevedere incentivi fiscali per i Comuni virtuosi ed ecotasse per le Province che non rispettano i minimi».

LE PROPOSTE Tra le proposte di Legambiente anche quella di privilegiare il consumo di acqua di rubinetto e l’acquisto di oggetti con imballaggi non ingombranti. E ancora gli accordi con la grande distribuzione (in Piemonte si distribuisce il detersivo alla spina) e la modalità porta a porta «che responsabilizza i cittadini e garantisce i migliori risultati anche dal punto di vista della qualità del rifiuto differenziato. Necessario poi applicare la tariffa puntuale, che consente due risultati immediati: incentivare la differenziazione spinta e premiare i cittadini che producono meno rifiuti».

BENE GORIZIA Il quadro provincia per provincia, eccezion fatta per Gorizia dove la differenziata si avvicina nel 2007 al 50%, è a tinte fosche. Trieste, ricorda Legambiente, “è lontanissima dal 35% di Rd, che il piano regionale prevedeva in ossequio al Decreto Ronchi. E, anziché sostenerla, la boicotta perché costituisce un problema per il suo inceneritore". A Pordenone si attende il via al porta a porta "ma ci sono comunque 20 mila tonnellate annue di rifiuto umido che si devono smaltire fuori regione, a Este nel padovano".

MALE IN FRIULI Udine, si sa, vive la situazione peggiore. “Per le inadempienze della Provincia”, ha affermato più volte Moretton. “Ma anche per il tardivo monitoraggio della Regione su una Provincia comunque da zero in condotta”, ribatte Legambiente, più volte critica sull’operato della società Exe presieduta dal forzista Piero Mauro Zanin. “Da quasi due anni le discariche sono in esaurimento, l'unico impianto di recupero (Rive di Arcano) è andato distrutto, non esiste compostaggio di qualità e gli impianti di trattamento di Udine e San Giorgio di Nogaro sono insufficienti e superati. Solo A&T 2000, rileva Tonzar, ha deciso di introdurre (per ora in 6 comuni friulani, 46mila abitanti) il sistema di raccolta porta a porta integrale "ottenendo ottimi risultati.

Inoltre ha affidato in project financing a una società privata la realizzazione di un impianto di compostaggio che però è da mesi in attesa dell'autorizzazione da parte della Provincia”.

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