Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Centrali atomiche? solo chiacchiere, servono almeno 8 anni

«Credo che non ci sia alternativa, se non quella di andare in maniera decisa verso una fonte energetica nucleare». Con queste parole il leader del Popolo della libertà, Silvio Berlusconi, ha inserito direttamente nel programma elettorale la questione atomo, scatenando la polemica fra gli schieramenti. Secondo Berlusconi energie rinnovabili come il solare o l’eolico «contano poco».
1 marzo 2008
Fonte: L'Unità

MASSIMO BRAY - Il curatore di «Italianieuropei»: mandare in soffitta le energie rinnovabili? Così si violano le norme Ue

Chernobyl come Hiroshima: 200mila morti. E altrettanti a rischio «Sulle centrali atomiche solo chiacchiere: servono almeno 8 anni»

Un ritorno al nucleare nel giro di cinque anni e l’accantonamento delle rinnovabili come il solare o l’eolico. E il programma di Silvio Berlusconi per quanto riguarda le materie energetiche è fatto. Peccato che si tratti di «proposte surreali», come ci spiega Massimo Bray, curatore del bimestrale Italianieuropei, che nel prossimo numero in edicola dedica un focus proprio alle energie rinnovabili.

Perché l’ipotesi di Berlusconi sarebbe campata in aria?

«Perché esiste una normativa europea sulle rinnovabili dalla quale non si può prescindere».

E qual è?

«Il pacchetto del famoso “20-20-20” che prevede per l’Unione Europea una riduzione, entro il 2020, almeno del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, e un aumento non inferiore al 20% della quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia dell’Unione. Trovo curioso che uno stato membro possa derogare da questa norma».

L’idea di tornare al nucleare entro cinque anni non è un po’ velleitaria sia per i tempi sia per i modi?

«Il premio Nobel Carlo Rubbia sostiene che per costruire centrali nucleari sicure non si può pensare a un arco di tempo inferiore a setto-otto anni. Una buona politica energetica, comunque, non può non tener conto di un equilibrio delle fonti energetiche. E poi, appunto c’è una norma Ue, varata dal Consiglio europeo nel marzo 2007 che dice come il peso delle energie rinnovabili deve essere del 20%. Ora, l’Italia non può venire meno a questo impegno».

Tra l’altro in tutta Europa le energie rinnovabili si stanno affermando come fonti alternative...

«Basti guardare il Portogallo con l’eolico o la Germania con il fotovoltaico . Le rinnovabili sono anche un affare. L’Enel stessa ha un settore, Enel Green Power, che è uno tra i più importanti al mondo. Tra l’altro pochi giorni fa la società ha inaugurato negli Stati Uniti una grandissima centrale eolica».

Perché tirare fuori il nucleare proprio ora?
«Perché è la soluzione che può apparire più semplice».

Articoli correlati

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.19 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)