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Berlusconi apre al nucleare e a Scanzano già si mobilitano

In una situazione attuale, in cui l’Italia è costretta a convivere con molti dei problemi irrisolti dovuti ai lasciti del nucleare, contrariamente alle decisioni energetiche assunte da Germania e Spagna, l’anacronistica affermazione di Berlusconi minaccia tutti gli sforzi compiuti dai cittadini per la messa in campo di politiche rivolte allo sviluppo sostenibile
2 marzo 2008
Fonte: Greenreport

- SCANZANO IONICO (Matera). Poco distanti dell’esperienza della civile protesta di Scanzano, contro l’ipotesi di realizzare nel novembre 2003 un deposito di scorie per rilanciare la generazione di energia nucleare in Italia, in occasione dell’ennesima campagna elettorale, da una dichiarazione del candidato della Pdl Silvio Berlusconi apprendiamo che, nel caso vincesse le elezioni, è sua intenzione dar “subito incarico per realizzare fonti di energia nucleare”.

In una situazione attuale, in cui l’Italia è costretta a convivere con molti dei problemi irrisolti dovuti ai lasciti del nucleare, contrariamente alle decisioni energetiche assunte da Germania e Spagna, l’anacronistica affermazione di Berlusconi minaccia tutti gli sforzi compiuti dai cittadini per la messa in campo di politiche rivolte allo sviluppo sostenibile del territorio.

Negli USA è dal 1978, molto prima dell’incidente di Chernobyl, che non ci sono stati ordinativi per la costruzione di centrali nucleari. Nei paesi OCSE dal 1991, a esclusione del Giappone che ultimamente ha avuto notevoli problemi di sicurezza, non c’è stata realizzazione di centrali nucleari. Ad oggi, nessuna nazione al mondo è riuscita a trovare un metodo per la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari.

Se Berlusconi fosse convinto di voler ritornare a Scanzano per risolvere il suo problema e aprire il nucleare, sappia che si sbaglia. La Basilicata e il Mezzogiorno, diversamente da quanto lui spera, saranno i protagonisti di un nuovo modello energetico decentrato, efficiente e rinnovabile. Innanzi a questo scenario, considerando anche l’affronto di questi giorni della Sorim, che ha richiesto un risarcimento alla Basilicata per la mancata estrazione della miniera di sale, invitiamo ancora una volta le istituzioni, Comune di Scanzano J.co e Regione Basilicata, prima che sia troppo tardi a provvedere con forza e urgenza alla chiusura dei pozzi della miniera di sale e alla variazione della destinazione d’uso di Terzo Cavone, affinché, nel luogo in cui si vuole realizzare un deposito di scorie nucleari possano essere realizzate attività produttive.

*Presidenze dell´associazione antinucleare ScanZiamo le scorie

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