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Servola: il sindaco, rigassificatore e via la Ferriera

Dipiazza pensa a un business con Lucchini-Severstal. «Acegas-Aps potrebbe crescere ancora». Centrodestra favorevole all'impianto.
14 maggio 2008 - Gabriella Ziani
Fonte: Il Piccolo di Trieste

- Rigassificatore a Zaule. Il governo Berlusconi è favorevole. L’unico sottosegretario del Friuli Venezia Giulia è quello all’Ambiente, l’appena nominato Roberto Menia, che con An è favorevole dal primo giorno e lo ha appena ribadito. L’assessore regionale all’Ambiente, Vanni Lenna, è di quella Forza Italia che pure dice di sì, nonostante la contrarietà che serpeggia nel partito e la prudenza del governatore Renzo Tondo sul tema. E il sindaco Dipiazza torna subito a dare straordinario impulso alla prospettiva, per di più (con slancio creativo) mettendo ora in campo due soluzioni e tre vantaggi con una mossa sola: accogliere il rigassificatore di Gas Natural legando a questo arrivo un accordo industriale che aprendo nuovi business per la Lucchini-Severstal la persuada a poter chiudere la Ferriera di Servola (che il centrodestra vuol far sparire ma ancora non sa come), potenziando nel contempo con questa dote di gas liquefatto l’AcegasAps tanto da farla diventare capofila del Nord Italia in una catena di fusioni tra le multiutility.

SCACCO MATTO
Uno «scacco matto» a sorpresa di cui i maggiori attori della politica locale sembrano ancora all’oscuro, ma che per il sindaco rappresenta «la quadra», come si dice, di questioni spinose l’una più dell’altra. Partendo dal presupposto che comandano le cifre: «L’Italia - rammenta Dipiazza - ha un fabbisogno di 87 miliardi di metri cubi di gas, in progetto ci sono 4-5 impianti con cui si raggiungerebbe meno della metà del necessario, e intanto i cittadini si svenano con le bollette di luce».

ACCORDI

Quanto è vicina o lontana una decisione concreta? I progetti di Gas Natural e di Endesa sono all’esame del ministero. Il piano energetico nazionale è da fare o quantomeno da rivedere. Menia è molto prudente: «Trieste era stata inserita nel piano del ministro Matteoli col precedente governo Berlusconi, ora sempre con Matteoli sarà da rivedere la programmazione, vedere se ci sono siti alternativi con minore impatto, ma certo l’interesse per un rigassificatore è strategico. Comunque questo governo ha 5 anni davanti, e così la Regione, e Dipiazza altri tre, c’è tutto il tempo per prendere una decisione che certamente va concordata: tra ministeri, con la popolazione, le autorità, e anche il porto». E la Ferriera? «Sono cose differenti. La Ferriera nel business del gas? Mai sentito dire. Casomai si potrebbe offrirle uno sviluppo diverso con la prevista piattaforma logistica».

UN’IDEA

«Legare l’arrivo di un rigassificatore alla chiusura della Ferriera? Ma no - dice perplesso l’assessore regionale all’Ambiente, Vanni Lenna -, ferma restando l’intenzione di chiudere la fabbrica, è cosa che va affrontata con l’azienda, pensando ai lavoratori, con un ragionamento a tutto campo, se il presidente Tondo ha detto che un’idea ce l’ha, significa che così è, ma non sappiamo quale sia».
L’AFFARE. Per Dipiazza invece «l’affare del gas è molto grande, la centrale Elettra derivata dalla Ferriera sta in piedi solo con i contributi governativi Cip6 e poi, necessariamente, dovrà riconvertirsi al gas. Nel contempo un rigassificatore è di minore impatto rispetto a una fabbrica siderurgica, ma soprattutto pensiamo all’AcegasAps: diventerebbe la signora più ambìta sul mercato italiano, portando con sè una simile dote di gas tutte le multiutility del Nord le correrebbero dietro per procedere a fusioni». Anche Lenna lo ammette: «Per le multiutility ci sarebbero evidenti ripercussioni favorevoli».

TRATTATIVE

Il sindaco afferma che «le trattative con Gas Natural» (d’improvviso rotte alla fine dello scorso anno anche con un voto guidato del consiglio comunale perché le richieste economiche del Municipio erano state rigettate come eccessive dalla società spagnola) non si sono mai interrotte. Sottotraccia in periodo elettorale. «Ma la trattativa è politica - conclude -, e a decidere sarà il governo».

ENORME NO

Il sindaco di centrosinistra a Muggia, Nerio Nesladek, sul cui territorio prenderebbe sponda il rigassificatore, reagisce duramente - benché anche la giunta Illy fosse stata favorevole - a questo rafforzarsi del fronte «sì» e afferma che proprio nei giorni scorsi la sua giunta ha ribadito invece un «no» enorme: alle ragioni ambientali e di contrasto all’inquinamento ha aggiunto anche motivi economici. Con un taglio diverso, però: «Il porto - dice Nesladek - ha un piano di sviluppo tutto verso questa zona, dove altrimenti se dall’altra parte si recupera il Porto vecchio? E se qui viene il rigassificatore, dove vanno i traghetti turchi già destinati a quell’area? Cose che si scontrano mostruosamente con i progetti di Gas Natural». Dipiazza s’impenna: «Molo V e VI, decenni di immobilismo, poi c’è il VII, e la futura piattaforma logistica, spazio ne avanza per il porto, il sindaco di Muggia si ribella al rigassificatore ma tace sulla Ferriera che sporca anche la sua città? Roba da matti». Secondo Nesladek, Dipiazza non ha voluto la Fiera alle Noghere proprio per lasciare spazio ad altro.

IL PORTO

E il porto, per l’appunto, come la vede? Il presidente Claudio Boniciolli è sintetico: «Io sono a favore delle fonti energetiche. Sugli spazi discuteremo quando quegli spazi verranno definiti».

CONTRASTI

E mentre anche il vicesindaco di An, Paris Lippi, ha appena teso la mano al Pd nel comune assenso al rigassificatore, si leva la voce di Bruno Marini, l’ala dissenziente di Forza Italia che già si è scontrata per questo all’interno del Pdl: «Di rigassificatori c’è bisogno - scandisce Marini - ma vedo una contraddizione fortissima nel parlare di chiusura della Ferriera e ingresso di rigassificatore, di turismo e crociere, e 400 navi gasiere all’anno: non è il vallone di Muggia il posto. Ma con Menia sottosegretario e Lenna favorevole sarà una battaglia dura. Però io mi batterò contro».

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