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Prestigiacomo cerca un compromesso sul pacchetto ambiente

Gas serra. Troppo "penalizzanti" per l'industria italiana, allo stato attuale, le proposte del pacchetto ambiente-energia messo sul tavolo dalla Commissione Ue e che la prossima presidenza francese dell'Unione europea cercherà di condurre in porto entro fine anno
6 giugno 2008 - Enrico Brivio
Fonte: Il Sole 24 Ore

- Al tavolo negoziale europeo sulle emissioni di Co2 ha già promesso battaglia, il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ieri al suo debutto a Lussemburgo con i colleghi degli altri 26 Paesi Ue. Troppo "penalizzanti" per l'industria italiana, allo stato attuale, le proposte del pacchetto ambiente-energia messo sul tavolo dalla Commissione Ue e che la prossima presidenza francese dell'Unione europea cercherà di condurre in porto entro fine anno. L'Italia è danneggiata, secondo la Prestigiacomo, sia dai parametri adottati per determinare lo sforzo generale nazionale per limitare i gas serra, sia per i criteri in via di definizione per la riduzione delle emissioni automobilistiche, troppo severi nei confronti delle auto di piccola cilindrata.

Il Governo italiano, ha assicurato la Prestigiacomo, farà la sua parte per rispettare gli impegni globali europei nel postKyoto per ridurre i gas ad effetto serra del 20% entro il 2020, rispetto al 1990, ma chiede un "tavolo tecnico" per rivedere i criteri di ripartizione tra Stati, «troppo onerosi ed iniqui per il nostro Paese».
La Prestigiacomo ha chiesto ai colleghi europei di modificare il criterio che ripartisce gli sforzi di riduzione di Co2 sulla base del Pil, ispirate al criterio «chi è più ricco più taglia». «I Paesi che producono più emissioni devono assumersi maggiori responsabilità», ha fatto presente il ministro, proponendo che per calcolare la dimensione dell'impegno venga usato anche il criterio delle emissioni pro capite.
«A questo proposito – ha sottolineato la Prestigiacomo – voglio sottolineare che le emissioni pro capite dell'Italia sono inferiori alla media europea».

Inoltre, per il sistema di emission trading, l'Italia intende chiedere di prendere in conto anche un criterio di benchmarking differenziato per ogni comparto industriale partecipante. Anche sul fronte delle emissioni delle auto, la Prestigiacomo intende puntare i piedi. «L'Italia è molto penalizzata dalla proposta – ha affermato il ministro – in quanto la nostra industria produce soprattutto auto di piccole e medie dimensioni, che rischiano di dovere pagare come quelle più grandi ed inquinanti».
La Commissione ha proposto di abbassare le emissioni di Co2 dei veicoli dall'attuale livello di circa 160 g/km a 130 entro il 2012, adottando una curva di ripartizione peso-riduzione delle emissioni, la cui inclinazione è stata fissata al 60%. Insieme a Francia e Romania, l'Italia chiede un'inclinazione della curva dell'ordine del 20-30% per tutelare le piccole cilindate, al contrario, la Germania ( produttrice di grandi cilindrate) sostenuta da l'Austria, la Repubblica Ceca, l'Ungheria e, in parte la Slovacchia, insiste per un'inclinazione minima della curva all'80%.

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