Il Governo vuole le centrali nucleari ma nessuna regione vuole il deposito unico per le scorie radioattive
Senza l'accordo condiviso dalle regioni arriverà una decisione unilaterale del Governo, minaccia Palazzo Chigi. Oggi lo spinoso confronto ufficiale sul primo atto operativo del ritorno all'energia nucleare promesso dal Governo Berlusconi. Faccia a faccia tra gli assessori all'Ambiente e i manovratori del ministero dello Sviluppo e dell'Ambiente sulla prima annosissima questione da risolvere: il deposito unico per le scorie radioattive. Problema a cui il Governo promette di dare una soluzione definitiva entro fine anno sulla base delle indicazioni di una commissione Governo-Regioni-Enea-Apat (insediata dal precedente governo di centrosinistra ma riconfermata anche dall'esecutivo in carica) chiamata ad individuare entro il 30 settembre almeno le procedure e la metodologia di selezione per realizzare il deposito dei nostri detriti nucleari. Le premesse non sono affatto buone: una prima riunione informale ha prodotto, il 10 settembre, un sonoro altolà della Regione Puglia. Il Governo – fa sapere l'assessore pugliese all'Ecologia, Michele Losappio – ha confermato la procedura che prevede l'aut aut: in caso di mancato accordo con le regioni il deposito verrà individuato dal Governo tramite la costituenda agenzia nazionale per il nucleare.

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