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Anche in India ripensamenti sull'energia atomica?

L'Associazione Indian Doctors for peace and development chiede al Governo indiano di sospendere la ricerca sugli impianti nucleari e rivolgersi invece a fonti rinnovabili più sicure e pulite
19 marzo 2011
Dr Arun Mitra (General Secretary)
Fonte: Press Note Released at the Press Conference - 17 marzo 2011

Nell’esprimere solidarietà al popolo giapponese per la devastazione causata dallo Tsunami e dal terremoto, Indian Doctors for Peace and Development (IDPD) ha chiesto che l’India eviti l’impiego di impianti nucleari e invece guardi all’utilizzo di energie rinnovabili come l’eolico, il biodegradabile, il micro-hydel e il solare che nel nostro paese esistono in abbondanza. Chiediamo che il Governo ponga una moratoria su tutte le attività nucleari in corso. Gli eventi occorsi in Giappone sono molto shoccanti e sostengono la posizione dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) e dell’IDPD secondo cui le centrali nucleari costituiscono una potenziale minaccia di radiazione. Il costo per la produzione di elettricità proveniente dall’energia nucleare è denso di pericoli e 2-3 volte più dispendioso rispetto alle risorse convenzionali come carbone e gas. Non possono esserci paragoni con le risorse rinnovabili che non sono assolutamente rischiose.

Impianto nucleare

È rilevante notare che gli Stati Uniti non hanno costruito nessun impianto nucleare dall’incidente di three Mile Island e la Francia, che è stata pioniera nella tecnologia nucleare e negli impianti nucleari, non ha costruito più una centrale da 25 anni. Gli impianti nucleari non possono essere mai smantellati, dal momento che l’emivita (il tempo di dimezzamento) dell’Uranio nel reattore è di 24000 anni, questo significa che il pericolo è ridotto alla metà di 24000 anni e gli impianti devono essere mantenuti, letteralmente, per l’eternità prima che il combustibile esaurito (l’Uranio utilizzato dai reattori) diventi completamente sicuro. Per di più il costo dello smantellamento è molto più alto di quello dell’installazione.

I trascorsi sulla sicurezza degli impianti nucleari in India sono tutt’altro che soddisfacenti. Secondo quanto riportato da alcuni report si stima che si siano verificati 300 incidenti gravi causando fughe di radiazioni e danni fisici ai lavoratori. Ma questi, finora, sono rimasti segreti ufficiali. Durante lo Tsunami, l’acqua è entrata nell’impianto nucleare di Kalpakkam, nel Tamil Nadu. Le popolazioni intorno alle miniere di Uranio a Jadugoda sono totalmente esposte. Sempre secondo i report, la tecnologia usata dalla Compagnia francese Areva, che sta costrunendo la più grande centrale nucleare nella meravigliosa linea costiera di Ratnagiri (Jaitapur Town), in India, non è stata totalmente testata.

Il mondo ricorda ancora l’incidente nucleare di Chernobyl nel quale persero la vita93000 persone. La salute dei liquidatori (i lavoratori addetti alla bonifica) impegnati nel lavoro di pulizia dell’area è una questione che preoccupa seriamente ancora oggi. Un incidente in una centrale nucleare è quasi come un’esplosione atomica con serie consequenze sulla flora, la fauna e l’ecologia. Chiediamo che il Governo Indiano riveda la sua politica nucleare ed usi altre opzioni rinnovabili sicure per generare energia disponibili in abbondanza nel nostro Paese. Il Giappone ha la migliore capacità di gestione dei disastri, mentre al contrario i trascorsi della gestione dei disastri nel nostro paese sono estremamente tetri.

La spiegazione da parte di alcuni nostri lobbysti che il nostro paese sia situato in una zona poco sismica è infondata ed ignora la realtà che il prossimo distastro possa essere dovuto non ad un terremoto ma ad un attacco terroristico, al cambiamento climatico, a guasti tecnologici, alla proliferazione del plutonio o ad errore umano.

L’IDPD sta scrivendo una lettera al Primo Ministro ed a tutti i parlamentari a proposito. Coloro che hanno presenziato alla conferenza stampa sono Dr. L. S. Chawla, Dr. Arun Mitra, Dr. Karamveer Goyal, Dr. Bharti Uppal, Dr. N. S. Bawa, Dr. Narjit Kaur, Maj. Sher Singh Aulukh, Dr. Kulwant Singh, Dr. Deepak Prashar, Dr. S. K. Prabhakar, Dr. D. P.Singh Arora e Dr. J. A. S. Gill.

Tradotto da Romina Arena per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: "India should use renewable resources for Power generation shun nuclear power plants"

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