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Lo studio KiKK è una indagine epidemiologica realizzata in Germania

Quelle centrali nucleari che causano leucemie nei bambini

E' stato accertato un aumento di 1.6 volte di tumori solidi e di 2.2 volte dei casi di leucemia nei bambini residenti entro un raggio di 5 km dagli impianti nucleari.
20 maggio 2011
Paolo Cornaglia Ferraris (medico, giornalista e saggista, specializzato in pediatria e emato-oncologia)

Nucleare, no grazie

Nel 2008, in Germania, lo studio denominato KiKK (Kinderkrebs in der Umgebung von KernKraftwerken = Cancro Infantile nelle vicinanze di impianti nucleari) ha verificato un aumento di 1.6 volte di tumori solidi e di 2.2 volte dei casi di leucemia nei bambini residenti entro un raggio di 5 km dagli impianti nucleari. I risultati dello studio sono confermati per altri paesi, per cui è certo che le leucemia infantili sono attribuibili all’effetto di radionuclidi assorbiti. Le dosi emesse nell’ambiente verso feti ed embrioni in donne incinte, nei pressi di impianti nucleari, sono maggiori di ciò che si pensa. Le cellule staminali che producono i globuli bianchi sono più radiosensibili in embrioni e feti che nei neonati, per cui chi risiede in zona dovrebbe evitare di fare figli. Angela Merkel ne prende atto. Il nostro Governo no. Persino scienziati come Umberto Veronesi e Margherita Hack affermano che il nucleare è indispensabile. Se davvero lo fosse, s’impegnino a fornirlo sicuro.

Note: Paolo Cornaglia Ferraris, titolare di una rubrica su “Repubblica-Salute”.

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