Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Per un futuro dove lavoro e salute non siano piu' diritti in conflitto

I tarantini possono riprendere in mano il loro futuro

Oggi e' una giornata storica per la citta' di Taranto: l'eta' dell'acciaio e' finalmente chiusa. Firma la petizione per il dopo-Ilva
26 novembre 2012

CLICCA QUI PER FIRMARE QUESTO APPELLO PUBBLICO


Oggi e' una giornata storica per la citta' di Taranto: l'eta' dell'acciaio e' finalmente chiusa.

I tarantini possono riprendere in mano il loro destino e tornare protagonisti della propria storia. Studenti davanti al Tribunale di Taranto



A tutte le famiglie dei lavoratori Ilva, a tutte le famiglie segnate da lutti e malattie, a tutti gli allevatori, i mitilicoltori e i cittadini che a qualunque titolo hanno subito, loro malgrado, la presenza ingombrante della grande industria, vogliamo porgere la nostra solidarieta', la nostra partecipazione alle loro apprensioni e alle loro speranze, e la nostra convinta fiducia in un futuro dove lavoro e salute non saranno piu' diritti in conflitto, e nessuno di noi sara' piu' costretto a temere ne' la morte per diossina ne' la privazione per disoccupazione.

Questa importante pagina di storia non l'hanno scritta ne' i politici che ci hanno governato, ne' gli industriali che ci hanno inquinato, ma coloro che hanno sostenuto con onesta', coraggio e determinazione una dura battaglia per l'affermazione della legalita' e del diritto alla salute garantito dalla nostra Costituzione.

La storia di tante citta' europee riconvertite con successo dall'industria siderurgica allo sviluppo sostenibile ci fa ritenere che anche a Taranto sara' possibile un futuro virtuoso, dove la ricchezza della nostra bella terra possa diventare lavoro per tutti e non solo profitto per pochi.

Ora abbiamo davanti una occasione storica da non farci sfuggire, una pagina bianca da scrivere con fiducia, dove la nostra comunita' cittadina potra' finalmente tracciare in piena liberta' la propria Storia, scommettendo sul patrimonio di competenze, dignita' e coraggio di cui i tarantini hanno dato ampia prova nell'eta dell'acciaio che finalmente e' giunta alla sua inevitabile conclusione.

Al termine di questo percorso chiediamo una seria assunzione di responsabilita' da parte delle istituzioni e del governo nel
sostenere il processo di bonifica necessario per restituire quei territori alla loro vocazione agricola,  turistica, commerciale e culturale. I principi che ci guidano sono molto chiari: chi inquina paga, il lavoro e la salute sono diritti costituzionali che lo Stato deve impegnarsi a garantire.

Chiediamo che i lavoratori dello stabilimento siano immediatamente riassorbiti dallo Stato per i progetti di bonifica del territorio.  Occorre trasformare Taranto in un centro di eccellenza della riconversione Industriale.

Chiediamo che siano destinati alla tutela del reddito dei dipendenti e alla bonifica dell'area siderurgica, gli immensi profitti accumulati dal Gruppo Riva.

La societa' civile tarantina metta gratuitamente a disposizione le competenze per contribuire a tracciare, in un percorso
aperto e partecipativo, quello che sara' lo sviluppo del territorio tarantino.

Da oggi il futuro ci e' stato restituito, e quello che accadra' dipendera' solo da noi.

Taranto, 26 novembre 2012, ore 23 (orario della chiusura dello stabilimento Ilva)

Primi firmatari dell'appello


Cinzia Amorosino
Rosella Balestra
Gabriele Caforio
Francesca Caliolo
Giovanni Carbotti
Antonella e Giovanna Coronese
Saverio De Florio
Simona Fersini
Fulvia Gravame
Carlo Gubitosa
Antonio Lenti
Cinzia Maggi
Luciano Manna
Alessandro Marescotti
Tonia Marsella
Vanni Ninni
Marina Ortini
Daniela Spera
 Laura Tussi
Filomena Vitale

L'appello puo' essere firmato fra pochi minuti anche su www.firmiamo.it e suwww.tarantosociale.org

Articoli correlati

  • Ecologia

    Siti più inquinati d'Italia: da Sentieri e Inail i numeri di drammatiche bombe sanitarie

    Taranto, Terra dei Fuochi, Brescia, Livorno, Sicilia, Bussi e tanti altri. Il quinto rapporto Sentieri e quello dell'INAIL sulle malattie professionali nei siti di interesse nazionale documentano la mappa di un’Italia avvelenata e devastata in cui aumentano le malattie più gravi
    10 marzo 2020 - Alessio Di Florio
  • Il ministro Patuanelli parla di "dieci miliardi di tonnellate" di acciaio prodotte in Italia
    Ecologia
    Il pentastellato confonde milioni per miliardi

    Il ministro Patuanelli parla di "dieci miliardi di tonnellate" di acciaio prodotte in Italia

    A proposito dell'ILVA il ministro del MISE più volte pronuncia con convinzione numeri privi di senso davanti alla telecamera di Repubblica, confondendosi in un crescendo di amenità senza capo né coda
    5 marzo 2020 - Alessandro Marescotti
  • Retroscena ILVA, oggi la firma sul nuovo contratto di affitto e vendita
    Ecologia
    Viene prevista una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)

    Retroscena ILVA, oggi la firma sul nuovo contratto di affitto e vendita

    Il governo sposta al 2025 il termine della messa a norma degli impianti. La Corte Costituzionale aveva di fatto "chiuso un occhio" sul primo decreto salva-ILVA contando sul fatto che il completamento dell'AIA sarebbe stato compiuto nel 2015. Oggi invece vengono tollerati ben dieci anni di ritardo.
    4 marzo 2020 - Associazione PeaceLink
  • Quando la decarbonizzazione nasconde la fregatura
    Editoriale
    Il Green New Deal per l'ILVA prevede di allungare i tempi di messa a norma degli impianti

    Quando la decarbonizzazione nasconde la fregatura

    Sentirete parlare di un nuovo stabilimento siderurgico "green" per Taranto, con un nuovo piano ambientale ambizioso e all'avanguardia. Non vi fate abbindolare. Il vero scopo del nuovo piano è quello di dare altri due anni di tempo per la messa a norma degli impianti. Intanto la gente muore.
    3 marzo 2020 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.34 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)