Salvate Taranto, salvate l’Italia! Approvate questa legge di un solo articolo!
Articolo 1 Abrogazione della legge 231 del 2012

Il decreto legge 3 dicembre 2012, n. 207, pubblicato sulla G.U. 03.01.2013, convertito nella legge 24 dicembre 2012, n. 231, è abrogato con effetto immediato.
Si dispone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana secondo le disposizioni di legge.
Relazione
Si ritiene errato l’intero impianto della legge n° 231 del 2012, che ha dato la possibilità di trasfondere in una legge l'AIA, l'Autorizzazione Integrata Ambientale di competenza del Ministro dell'Ambiente (in particolare, l'Autorizzazione rilasciata allo stabilimento Ilva di Taranto, aggiornata a ottobre), per porre nel nulla gli eventuali sequestri cautelari disposti dalla Magistratura. Se ne propone quindi l'abrogazione, per i seguenti motivi:
1) Il decreto legge n. 207, approvato in tutta fretta e convertio in legge alla Vigilia di Natale, ha la finalità di conferire forza di legge ad un atto amministrativo – il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, prima parte, dato ad ottobre 2012 – nel mentre la magistratura di Taranto stava svolgendo un’indagine penale per reati che presuppongono un pericolo a carico di un numero significativo di persone, a causa del comportamento umano. Infatti, alcuni membri della famiglia Riva e della dirigenza dell’ILVA di Taranto, sono indagati per i seguenti reati: disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione intenzionale di cautele per la sicurezza dei luoghi di lavoro, danneggiamenti di pubblici edifici e getto e immissione di sostanze dannose nell’atmosfera;
2) Il Giudice per le Indagini Preliminari sta agendo sulla base dei risultati dell’incidente probatorio – due perizie, una chimica e una epidemiologica, depositate a marzo 2012 - che hanno dimostrato la gravità dell’inquinamento provocato dal siderurgico e i danni alla salute dei tarantini, in modo particolare dei cittadini che abitano in tre quartieri della città; gli indagati non hanno depositato alcuna perizia in occasione dell'incidente probatorio del 17 marzo 2012i;
3) In riferimento ai sequestri disposti dalla Magistratura di Taranto, contestati dai legali dell’ILVA (in merito alle istanze di “sequestro preventivo delle aree e degli impianti dello stabilimento Ilva di Taranto” e di “sequestro preventivo del prodotto finito e/o semilavorato dell’attività del medesimo stabilimento siderurgico”), il primo è stato reso inefficace dall'intervento del decreto-legge 207;il secondo (il sequestro di un milione e 700mila tonnellate di merci Ilva) è ancora in atto. Il GIP ha deciso l’invio degli atti alla Corte Costituzionale “per la risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale” degli articoli 1 e 3 della legge 231 del 24 dicembre scorso “per contrasto con gli articoli 2, 3, 9, 24, 25, 27, 32, 41, 101, 102, 103, 104, 107, 111, 112, 113 e 117 della Costituzione”;
4) Il decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito in legge 24 dicembre 2012, n. 231, si applica “in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale” in base all’articolo 1; il testo del decreto legge approvato per Taranto si è in tal modo trasformato in una licenza di inquinare, adottando condotte previste come reati, a vantaggio di grandi stabilimenti produttivi insediati in qualunque zona del territorio italiano. Di conseguenza, si rende necessario intervenire urgentemente per impedire ulteriori danni significativi all’ambiente e alla salute in tutta Italia!
Allegati
Testo del D.L. 207-2012 (convertito in legge 231)
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