Chi protegge l'Artico?

Per questo Greenpeace ha lanciato un allarme, ricordando che la calotta polare si è ridotta già di tre quarti; nel giro di pochi anni potrebbe scomparire, una situazione che non si è mai verificata da quando l’uomo abita la Terra. Le trivellazioni alla ricerca di petrolio contribuiscono già all’innalzamento della temperatura responsabile dell’assottigliamento dei ghiacci. Ma ci sono altri rischi. L'associazione ricorda che, grazie alle informazioni diffuse da Wikileaks, si ha conferma delle mire di alcuni paesi nei confronti del Polo Nord (che oggi appartiene a tutti), segnalate dall'intenzione di incrementare gli armamenti e la disponibilità di navi rompighiaccio.
Gli Stati che si affacciano sul Circolo Polare Artico sono membri del Consiglio Artico (sono Canada, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Russia, Stati Uniti e Svezia). Numerosi altri paesi - coinvolti ad esempio in ricerche come l’Italia - rivestono il ruolo di osservatori. La Finlandia è il paese che sta mostrando maggiore sensibilità rispetto alle esigenze di protezione dell'Artide.
Greenpeace lanciò la campagna "Save the Artic" nei giorni di Rio+20 (giugno 2012), la Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile tenutasi a Rio de Janeiro a 20 anni dal Vertice della Terra. L'obiettivo della campagna è chiedere ai leader politici del mondo che prendano posizione sulla difesa dell’Artico e mirare a un accordo globale in sede di Nazioni Unite (risultato già ottenuto per l'Antartide 30 anni fa con la costituzione di una riserva mondiale al Polo Sud).

Solo i popoli possono riuscire a proteggere l'Artico con la forza del loro sostegno. Possono farlo firmando la petizione della campagna "Save the Artic", che sta raggiungendo 4 milioni di firme (cfr. NOTE)
Intanto, il 15 settembre bastano una maglietta bianca e una bicicletta per stare dalla parte della Terra. In 75 città nel mondo (in Italia a Roma, Milano, Napoli, Bari, Catania e Verona) ci si incontra per un "Ice Ride" di sensibilizzazione e di denuncia.
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