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ILVA, Ambiente Svenduto nuova udienza il primo dicembre 2015

Questo processo non andrà in prescrizione

Unico pericolo: la legge ecoreati. Potrebbe essere usata dalla difesa dei Riva

Fumo nero, incendio nello stabilimento Ilva Rischio prescrizione? Questo processo non andrà in prescrizione. Infatti l'accusa più grave è quella di "avvelenamento di sostanze alimentari", reato gravissimo. Quindi non si applica la prescrizione breve così come noi la conosciamo per molti processi per inquinamento ambientale (tra l'altro questo è un processo per "disastro ambientale" e non per semplice inquinamento).

Mai era scattata a Taranto questa ipotesi di reato, e questo è potuto avvenire per l'attività di denuncia sulla diossina che è un contaminante che avvelena le sostanze alimentari e le rende cancerogene.

La novità del processo che si apre oggi a Taranto sta dunque nel fatto che diversi imputati sono accusati del reato di "avvelenamento di sostanze alimentari". E' l'articolo 439 cp che è scattato anche in seguito all'esposto di PeaceLink alla Procura nel 2008 (pecorino contaminato da diossina e PCB): "Chiunque avvelena acque o sostanze destinate alla alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, è punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica l'ergastolo". Nella precedente versione del codice penale si applicava persino la pena di morte: ("nel caso di morte di più persone, si applica la pena di morte").

C'è tuttavia un rischio, ed è la legge ecoreati, che la difesa ILVA potrebbe usare per tentare di attaccare sul "disastro ambientale".

 

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