Il danno sanitario va oltre i “ragionevoli limiti” fissati dalla Corte Costituzione nel 2013

Tar Lecce ordina lo spegnimento dell'area caldo dell'ILVA

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce ordina lo spegnimento degli impianti dell'area a caldo. "Il bilanciamento degli interessi antagonisti, così come delineati dal Giudice delle leggi nella Sent. C. Cost.85/2013, risulta macroscopicamente violato", si legge nella sentenza.
13 febbraio 2021
Redazione PeaceLink
Fonte: AGI

“Con riferimento al rapporto tra attività produttiva e tutela della salute, si è già evidenziato - afferma il Tar Lecce - che i limiti di compatibilità che devono regolare il bilanciamento degli interessi antagonisti, così come delineati dal Giudice delle leggi nella Sent. C. Cost.85/2013, risulta macroscopicamente violato in danno della salute dei cittadini, atteso che la compressione della tutela dei diritti fondamentali come il diritto alla salute in favore di un rilevante interesse economico come quello connesso allo stabilimento siderurgico di Taranto deve essere tuttavia contenuto entro limiti ragionevoli e invalicabili ai fini di una compatibilità con i principi costituzionali”. Per i giudici del Tar, “con riferimento al quadro sanitario ed epidemiologico, non ricorre nel provvedimento impugnato alcuna violazione del principio di proporzionalità, che in concreto risulta viceversa violato in danno della salute e del diritto alla vita dei cittadini di Taranto, che hanno pagato in termini di salute e di vite umane un contributo che va di certo ben oltre quei “ragionevoli limiti”, il cui rispetto solo può consentire, secondo la nostra costituzione, la prosecuzione di siffatta attività industriale”.

Cliccare qui per leggere la sentenza integrale del TAR Lecce.

Note: L'area a caldo dell'ILVA è formata da cokerie, altoforni, agglomerato, acciaierie, GRF.

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