Nel solo 2019 a Taranto ben 181 morti in più nei quartieri esposti all'inquinamento
Il 12 e 13 maggio si terrà una manifestazione nazionale a Roma per chiedere la chiusura dell'area a caldo dell'ILVA. I manifestanti fanno propri i dati dell'ultima indagine epidemiologica elaborata con i dati dell'anagrafe comunale e che evidenziano eccessi di mortalità nei quartieri esposti all'inquinamento industriale.
I dati più preoccupanti sono quelli che emergono effettuando un confronto fra la mortalità dei quartieri più vicini all'area industriale e i dati regionali.
Basta un solo dato relativo al 2019: 181 decessi in più rispetto all’atteso confrontando i quartieri di Taranto più esposti all’inquinamento con il dato regionale.
Dati più analitici, spiegati in modo chiaro e divulgativo per la stampa, sono contenuti nel comunicato che verrà lanciato è scaricabile da questo link
Lo studio completo si può scaricare da qui
Il Sindaco di Taranto, presa visione di questi dati, li ha inviati al governo scrivendo: "Esprimo la forte preoccupazione sulle disuguaglianze di mortalità rilevate nel territorio della città di Taranto, con particolare riferimento ai 3 quartieri nord, che impongono massima allerta".
Il manifestanti a Roma affluiranno nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e attenderanno pacificamente la sentenza del Consiglio di Stato che si esprimerà sullo spegnimento dell'area a caldo dell'ILVA, come stabilito dalla sentenza del TAR di Lecce in ragione della pericolosità delle emissioni incontrollate dell'area a caldo dell'ILVA, riscontrate in particolare nel 2019.
Articoli correlati
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network