Votata dal Senato la “legge grimaldello” che consentirà di alterare la Costituzione

JP Morgan 2, L'Italia che resiste 1, fischio finale (per la democrazia?)

24 ottobre 2013
Patrick Boylan

Nessuna battuta di arresto nell'attuazione dell'ordine impartito dalla banca d’affari statunitense J.P. Morgan all'Italia di liberarsi al più presto della sua costituzione antifascista (vedi qui).   JP Morgan 2, L'Italia che resiste 1, fischio finale (per la democrazia)   Malgrado la massiccia adesione popolare alla manifestazione del 12 ottobre a Roma per salvare la Costituzione e malgrado l'ostruzionismo del M5S che ha fatto saltare il voto al Senato pochi giorni dopo, ieri, 23 ottobre 2013, il Senato ha approvato, seppure per soli quattro voti, la cosiddetta “legge grimaldello”.   Nella votazione un solo senatore del PD, Felice Casson (non a caso un ex-magistrato), ha detto di “no”, astenendosi, e ciò lascia prevedere un'approvazione senza intoppi da parte della Camera, dove il PD predomina.

La legge in questione consentirà al governo di forzare il sistema di protezione della Costituzione, studiato dai padri costituenti proprio per impedire colpi di mano da parte di maggioranze parlamentari temporanee. La “legge grimaldello” istituisce una Commissione che riscriverà i titoli I, II, III e V della seconda parte della Costituzione – in pratica, metà del testo costituzionale – senza le “valvole di sicurezza” previste dall'art. 138: dunque, niente referendum popolare sui cambiamenti che verranno apportati alla Carta fondamentale della nostra democrazia e nemmeno l'attesa di tre mesi (la “pausa di riflessione”) prima del voto finale da parte delle Camere.

Ciò che i governi Berlusconi non hanno ottenuto in 20 anni, il governo del Re Giorgio ha ottenuto in pochi mesi, a tappe forzate. E' bastata la minaccia di una crisi di governo in caso di bocciatura della legge, che avrebbe avuto come conseguenza, apriti cielo, una impennata dello spread e – chissà? – scenari greci. Ma si correva davvero questo pericolo? O è stato invece uno spudorato ricatto, montato, appunto, dalla JP Morgan e dagli altri centri di potere dell'oligarchia finanziaria mondiale che ci governa de facto, attraverso i loro plenipotenziari italiani?

Intanto hanno vinto lor signori, peraltro gli stessi che, quasi mezzo secolo fa, finanziarono l'ascesa di Licio Gelli nella Loggia P2, per promuovere un cosiddetto Piano di rinascita democratica, ossia di smantellamento progressivo delle garanzie Costituzionali (vedi qui).

E quindi abbiamo perso noi.

Come hanno annunciato questo evento, cioè il varo della “legge grimaldello”, i mass media dei lor signori? Hanno titolato, in coro: “Evitato il referendum!” Come se fosse qualcosa da voler evitare! Pertanto prepariamoci: un domani la JP Morgan nominerà direttamente i nostri parlamentari e i mass media annunceranno l'evento con lo stesso tono trionfalistico: “Evitate le elezioni!”

Dopo il precedente editoriale su PeaceLink (“L'Italia che resiste 1, JP Morgan 0, palla al centro. Grandiosa manifestazione a Roma in difesa della Costituzione”), una lettrice scrisse in redazione criticando il tono troppo ottimista del pezzo. “Non importa quanti erano in piazza, il governo non demorderà, vedrete”, ammonì. Ahimè, ha avuto ragione. Il governo voluto da Napolitano è stato proprio come quello statunitense di George W. Bush il quale, dopo la più grande manifestazione per la pace di tutti i tempi (15.2.2003), invase comunque l'Iraq. Per poi pentirsene. 

Il nostro George pure? Solo se, mutatis mutandis, impariamo la lezione dal popolo iracheno.

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