Una buona notizia
Un altro paese, il Venezuela, ha depositato alle Nazioni Unite lo strumento di ratifica del Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari che vieta la produzione, il possesso, la presenza al proprio interno e il transito nel territorio di armi nucleari.

Finora il Trattato è stato ratificato da sette paesi --- Santa Sede, Cuba, Guaiana, Messico, Palestina, Tailandia, Venezuela --- sui 57 che l’hanno firmato. La situazione delle firme e ratifiche si può leggere nel sito: http://www.icanw.org/status-of-the-treaty-on-the-prohibition-of-nuclear-weapons/
della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), l’istituzione Premio Nobel per la Pace 2017.
Il Trattato entrerà in vigore quando sarà stato ratificato da almeno 50 paesi.
Come si è ricordato più volte in questa lista, l’Italia si è rifiutata finora sia di firmare (l’atto preliminare) e tanto più di ratificare (l’atto finale) tale Trattato. C’è un preciso divieto per tale firma da parte della Alleanza Atlantica, la NATO, di cui l’Italia fa parte.
Ci sono stati vari parlamentari della precedente legislatura che “si sono impegnati” “a promuovere la firma e la ratifica di questo Trattato”, ma è stato un gesto simbolico a cui non ha fatto seguito nessuna delle iniziative concrete necessarie per tale ratifica.
Il Parlamento infatti dovrebbe chiedere al governo, in particolare al Ministro degli Esteri, di firmare e poi di ratificare il Trattato e poi di sottoporre la ratifica al Presidente della Repubblica e alla fine la ratifica va depositata alle Nazioni Unite.
Un impegno del genere è stato, per esempio, preso, all’unanimità dai Parlamenti di Austria e Costa Rica di cui si attende ora la ratifica del Trattato.
Molti dei firmatari italiani dell’”impegno” non sono stati rieletti e quindi il lavoro di pressione presso il Parlamento deve ricominciare.
Raccontate queste cose ai parlamentari che conoscete e chi sa che non si formi una maggioranza capace di far decidere il futuro governo a “disubbidire” agli ordini dell’imperatore americano e a contribuire, con la ratifica del Trattato, ad allontanare dalla testa della nostra e delle future generazioni il pericolo devastante implicito anche nella sola esistenza delle armi nucleari.
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