I silenzi di Mattarella, presidente double standard
«Gaza sta diventando un cimitero di bambini».
Questa è l'accusa pesantissima avanzata questa sera dal segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres. Guterres torna nuovamente a prendere le difese della popolazione di Gaza, colpita duramente dall'offensiva militare di Israele come risposta agli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Guterres ha sottolineato che centinaia di bambini sono uccisi o feriti ogni giorno. Inoltre, durante le ultime quattro settimane, il numero di giornalisti morti è maggiore rispetto a qualsiasi altro conflitto degli ultimi 30 anni. Guterres ha rimarcato che non è mai stato registrato un così alto numero di operatori umanitari delle Nazioni Unite uccisi in un periodo di tempo simile nella storia dell'organizzazione.
E il nostro Presidente della Repubblica interverrà per sostenere il segretario generale dell'ONU Guterres?
Ma fino a ora è rimasto in silenzio.
Per difendere i bambini ucraini per Mattarella era giusto mandare perfino le armi. Per difendere invece i bambini palestinesi fino a ora Mattarella non ha mandato neppure qualche aggettivo di riprovazione, chessò, a scelta fra: terribile, ripugnante, riprovevole, disumano. Quello che accade ai bambini palestinesi non è terribile, ripugnante, riprovevole, disumano? Ma attenzione: se Mattarella lo dicesse sarebbe subito rimproverato dall'ambasciatore israeliano ("vergogna", ha gridato l'ambasciatore israeliano a Guterres). E quindi Mattarella non ha ritenuto necessario neppure fare un discorso di circostanza. Chiariamo subito: sicuramente è indignato per i bambini palestinesi che muoiono, ma si indigna in silenzio. Pensa che Guterres ha fatto bene, ma non lo dice. Perché Mattarella è nato in quella scuola di pensiero che si chiamava Democrazia Cristiana: piena di buoni sentimenti manzoniani. Coltivati in silenzio, però, quando diventavano "divisivi".
In questo contesto è veramente imbarazzante notare la differenza significativa tra la reazione schietta del segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, e quella "double standard" del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.
Questa disparità di reazioni solleva infatti interrogativi sul cosiddetto "double standard" che talvolta sembra emergere nelle relazioni internazionali. Mentre il segretario generale dell'ONU si è pronunciato in difesa dei diritti umani e della protezione dei civili, il presidente italiano è rimasto in silenzio mentre in altre occasioni ha dimostrato grande indignazione in solenni discorsi quando i bambini erano biondi e con gli occhi azzurri.
Questo doppio standard solleva interrogativi sulla coerenza e l'equità nelle risposte dei leader mondiali di fronte a situazioni di crisi. La mancanza di una presa di posizione da parte del presidente Mattarella in un momento così delicato da una parte indebolisce l'ONU e dall'altra aumenta i dubbi sulla sua coerenza.
Che brutta cosa: presidente double standard.
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