COP28, ecologisti e pacifisti
Mentre si stava concludendo la conferenza ONU di revisione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, un altro evento riportava al centro l'ONU per la questione dei cambiamenti climatici. Il segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha fatto un discorso per richiamare l'attenzione delle nazioni a fare molto di più per contrastare la crisi climatica.
La COP28 è l'occasione per rilanciare il processo di decarbonizzazione e di transizione ecologica verso un modello di economia che punti a contrastare i cambiamenti climatici e le loro devastanti conseguenze sull'ambiente e sull'umanità.
Ma non è solo un cambio di paradigma tecnologico.
Come ha evidenziato Oxfam, sono i super-ricchi a provocare le maggiori emissioni di CO2. Il 10% più ricco della popolazione mondiale è responsabile di circa il 50% delle emissioni globali di gas serra. È quindi evidente che la lotta al cambiamento climatico deve passare anche attraverso una redistribuzione della ricchezza e un cambiamento radicale del modello di produzione e consumo.
Inoltre, è necessario contrastare le guerre che stravolgono le agende delle nazioni concentrando enormi risorse sulla produzione di armi. La guerra in Ucraina, ad esempio, ha avuto un impatto negativo sui negoziati per il clima, ritardando l'adozione di misure decisive per ridurre le emissioni.
Mai come ora emerge la necessità di non tenere separate le lotte per la pace e le lotte ecologiche.
Ecopacifisti, dunque.
L'ecopacifismo è una visione del mondo che unisce la lotta per la pace a quella per la giustizia sociale e ambientale. In questo senso, la sfida dei cambiamenti climatici e l'impegno per bandire le armi nucleari sono due facce della stessa medaglia. Entrambe le sfide richiedono un cambiamento radicale che rimetta al centro l'ONU come luogo per liberare l'umanità dal flagello della guerra.
Solo attraverso un modello di sviluppo sostenibile, basato sulla giustizia sociale e sulla pace, sarà possibile affrontare le sfide del XXI secolo e costruire quel futuro che l'Agenda ONU 2030 prefigura per tutta l'umanità.
Papa Francesco ci ha ricordato con il suo discorso alla COP28 quanto sia importante collegare l'impegno per il disarmo e il disarmo e la lotta ai cambiamenti climatici.
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