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    Un fiume di persone a Taranto per la chiusura dell’ILVA

    La testa del corteo è stata aperta da una serie di croci recanti i nomi di padri, mariti e figli scomparsi a causa delle malattie legate all'inquinamento, a testimonianza del dolore della comunità locale.
    17 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
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    Quinto giorno di esercitazione nucleare

    "Abbiamo perso le bombe atomiche"

    A chi guarda le esercitazioni nucleari come Steadfast Noon con normalità e assuefazione giova ricordare qualche trascorso della Guerra Fredda. Come quando venne lanciato uno spaventoso "Broken Arrow" a Goldsboro, nel North Carolina. O a Palomares, in Spagna. Ecco la lista completa degli incidenti.
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    Gli studenti hanno evidenziato le condizioni strutturali degli edifici scolastici, la riduzione dei fondi destinati al diritto allo studio e il costante aumento degli investimenti pubblici nel settore della difesa e della produzione di armamenti.
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    Un ricordo personale, attraverso anni di messaggi scambiati per le attività di PeaceLink

    In ricordo di Patrick Boylan

    La sua voce era puntigliosa, ironica, generosa, a volte polemica, mai indifferente. Si sentiva insieme statunitense e romano, e da quella doppia appartenenza guardava con occhio lucido le guerre del suo paese d'origine e le complicità di quello d'adozione.
    16 ottobre 2026 - Francesco Iannuzzelli

Forum: Film

2 marzo 2007

Donne per la Pace:

Personaggi: "Agnese Ginocchio" Il noto critico musicale "Francesco Fabbri" di Firenze ( www.francescofabbri.altervista.org ), figlio ed erede del paleografo di Firenze prof. Mario Fabbri (docente di Storia della Musica all' Università e Conservatorio di Firenze), recensisce la musica e l' impegno per la Pace di Agnese Ginocchio - cantautrice e attivista per la Pace Campana (di origine casertana ), Donna e testimonial di Pace.
Autore: andrea pioltini

Cultura e Arte a servizio della Pace, Diritti Umani, Nonviolenza, Legalità, Solidarietà & c... "La Pace Attiva di una cantautrice" (Fonte: Francesco Fabbri - Febbraio 2007) L' articolo-recensione è raggiungibile alla pagina: www.francescofabbri.altervista.org/agneseginocchio/ Esiste, nel mondo musicale, una corrente importante che troppo spesso rimane in una dimensione 'carbonara' a causa del colpevole ostracismo riservatole dai soliti media ottusi e conformisti, i quali pensano ancora che si debba identificare un certo ambito nei tri(s)ti stereotipi costituiti da sesso, alcool, droga e satanassi à gogo. Alludo, lo si sarà capito, al fenomeno del rock cristiano. E' pur vero che alcune sue estrinsecazioni hanno talora lasciato perplessi per la loro ambiguità, vedi l'esplosione del christian-metal di Stryper & affini negli Stati Uniti proprio nel corso di quegli eighties in cui la presenza del Parents Music Resource Center di Mrs. Tipper Gore era particolarmente forte. Venendo agli accadimenti di casa nostra, fin dagli anni '60 e '70 si è prodotta musica di rilevante fattura contenente testi religiosi. In tal senso la galassia Gen, pur altamente invisa a molti 'bacchettoni alla rovescia', ha generato diversi progetti ben concepiti ed eseguiti da parte di musicisti preparati: Gen Rosso, Gen Verde, e soprattutto - in un'ottica progressive rock - Genfuoco meritano un ascolto attento da parte di chiunque sia capace di gettar via i propri paraocchi e pregiudizi. Taluni, poi, ricorderanno senz'altro le esibizioni di Giuseppe Cionfoli al Festival di Sanremo ('82, '83, '94): pur senza un consistente riscontro di pubblico, ciò ha perlomeno consentito di sdoganare il cantautorato religioso anche in un contesto 'secolarizzato'. Inserire Agnese Ginocchio in questo quadro è filologicamente corretto? In parte sì: non v'è dubbio che nei moduli espressivi della musicista campana si rinvengano elementi legati al passato; tuttavia la sua figura presenta non poche peculiarità che la rendono particolare e originale. Ho avuto la fortuna di incontrarla personalmente a casa sua, nel centro del caratteristico borgo romano di Alife, in provincia di Caserta. Il salotto è una specie di mausoleo dove campeggiano varie immagini religiose; accanto a queste sfavillano le vivaci tinte dell'arcobaleno della Pace, vedi la grande bandiera posta a mo' di copridivano. Coerentemente con le proprie inclinazioni, anche il modo stesso di vestire di Agnese testimonia il suo impegno: e così l'all-white look (agli appassionati del rock d'antan non possono non venire in mente gli Angel!) è ravvivato da una sciarpa coi colori dell'iride. Agnese è piccola e minuta, ma dotata di una forte, magnetica personalità, di un carattere in cui si compenetrano dolcezza e risolutezza, il tutto sotto l'egida di una Fede profondamente sentita e compartecipata in modo attivo e militante, per nulla bigotto. Mi bastano pochi minuti per entrarci in perfetta sintonia, e per restare coinvolto nell'entusiasmo con cui descrive il suo percorso di musica e di vita. E così vengo a sapere che la "via di Damasco" ha per Agnese una data precisa: 15 febbraio 2003, giornata mondiale contro la guerra. Non che prima, ovvio, lei non avesse in sé certi valori; da allora, però, è stata totale la consacrazione della sua attività di cantautrice a favore della pace, della nonviolenza, i diritti umani, contro le mafie, lo sfruttamento dell'ambiente, la sempre maggiore emarginazione dei paesi poveri perpetrata da quelli ricchi. Benché il suo curriculum annoveri partecipazioni vincenti a concorsi e anche passaggi della sua musica in RAI e Mediaset, il modo prevalente per estrinsecare note e idee è ora quello delle marce per la Pace, idealmente a fianco di persone come Gino Strada o Padre Alex Zanotelli. Per libera scelta, dunque, non c'è alcuna major nel futuro prossimo di Agnese Ginocchio. Quello che mi ha consegnato è un CD dimostrativo e autoprodotto, intitolato "Fermiamo la Guerra" e contenente undici brani che coprono vari anni del suo cantautorato. La qualità sonora è più che buona e aiuta ad apprezzare le qualità compositive e interpretative di Agnese. I testi, com'è ovvio, rivestono un'importanza strategica; nondimeno l'aspetto musicale è ben curato, merito anche degli eccellenti arrangiamenti rock del maestro Niki Saggiomo, figura di spicco nel panorama della musica cristiana. Accostamenti vari ed eventuali? Beh, solo alla lontana si potrebbero citare i Nomadi per il gusto di certe sonorità vintage che vedremo; per l'aspetto più propriamente cantautorale mi sono sovvenuti alcuni nomi 'di nicchia' degli anni '70 quali Enzo Capuano e Franco Maria Giannini. Veramente particolare è la voce di Agnese, profonda, ben impostata, con ricchi armonici sul registro acuto. Mi sembra improprio l'accostamento con la più 'classica' Joan Baez; tenterei invece il paragone con Joni Mitchell, Patti Smith o anche Janis Joplin; se si vuol guardare al nostro paese, non è un'eresia descriverla come una Lalli (la ex-Franti, oggi affermata cantautrice alternativa) più duttile e 'pulita'. "I Poveri non Possono Aspettare" ha un gusto folkish poi trasfigurato in appropriate corposità, che si fanno hardeggianti in "C'è un Bisogno di Cambiare": la chitarra distorta coinvolge Agnese in un'interpretazione urgente e grintosa. Tale formula trova una messa a punto addirittura migliore in "Pappagalli Verdi": si può parlare di pace urlando la propria rabbia, per smuovere le coscienze intorpidite delle masse. Segue un trittico in cui il delizioso sound dell'Hammond piacerà agli amanti del buon vecchio rock progressivo: l'anthemica title-track racchiude un interessante assolo di piano, come anche "Bandiere di Pace", con un refrain dalla contagiosa bellezza. Pongo tuttavia sul gradino più alto "Dimmi Come sarà il Domani", che trasuda gioia e speranza per l'avvenire... Splendida fino alle lacrime! Sfumature black-gospel, naturali per Agnese, nella drammatica "No nel Nome Pace". Nella seconda parte del CD segnalo poi "Gente del 2000", ottimo esempio di AOR cantato in italiano, con un azzeccato tappeto di chitarre elettriche, e la bella trama melodica di "Libero Giovane". Dall'ascolto del CD e dalla conoscenza diretta è dunque emersa una donna autentica, sincera e anche coraggiosa, perché nell'egoistico mondo odierno non è facile resistere a certe lusinghe del 'vivere comune'. In particolar modo per Agnese è imprescindibile il valore dell'amicizia e dei rapporti interpersonali in genere, e ciò è fatto senza l'ipocrisia di un tornaconto più o meno immediato. Siamo dunque fortunatamente lontani dagli strombazzati inni di tanti falsi profeti, vedi gli U2, a parole paladini dell'equità sociale ma poi condannati per evasione fiscale, o ancora Ligabue-Jovanotti-Pelù (difficile scegliere il peggiore dei tre!), ipocriti nel declamare "Il Mio Nome è Mai Più", contro la guerra, ma con le saccocce strabordanti di rassicurante vil pecunia... No, Agnese Ginocchio è di tutt'altra pasta: contattatela dunque attraverso il suo variopinto sito e richiedete il suo disco. Vedrete che ne rimarrete soddisfatti! Contatti: www.agneseginocchio.it Fonte: Francesco Fabbri - febbraio 2007

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