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Forum: Poesie

4 aprile 2003

Voci dal mondo virtuale

... Quando la realtà della guerra e del male nel mondo si fanno spettacolo, e la finzione mediatica si confonde con la realtà, il rischio che corre l'umanità tutta è grande; e facilmente perdiamo il senso del bene e del male, e diventiamo strumento di un potere più in alto di noi.
Autore: Roberto Del Bianco
Fonte: 04.04.2003

Voci di pace, voci di guerra, voci di gaudio e di pianto da ogni dove ci giungono; voci e immagini portate dal vento di questa tecnologia sempre più a noi cara. Voci che aspettano una risposta. Ma il nostro cuore, se mai si può aprire, è solo per un affrettato momento; ché altre immagini, ed altri suoni invadono ben presto la nostra mente. Come fuggono i sentimenti, distratti dal rincorrere dell'immediato avvertire! E distratto resta il cuore, e incapace l'anima di afferrare, e seguire, e rendere concreto l'impulso che pur s'insinua, di fare qualcosa. ... E continuiamo allora a navigare, cullati stupidamente dalla consueta marea di eventi e di sogni trasportati dall'onda hertziana di caotici media; e l'immagini si susseguono vere o finte che siano; e la coscienza si placa. Bastandole forse il conoscere più che l'agire, l'emozionarsi, più che il capire. ... Lontano dai media, e dallo spazio virtuale, esseri umani di vita concreta, stanno lottando. Per la vita, o per cibo, o la giustizia o la fede. E la storia si ripete, giorno dopo giorno, concreta e vera, qua e là nel pianeta. Solo noi, persone civili del mondo più ricco, siamo i diversi. Gli esclusi forse dal palpito incessante delle gioie e dei dolori che fanno dell'Uomo l'universo che è. Ma a noi non fa nulla. Perché pur crediamo in quelle magie che abbiamo creato; di questo mondo ovattato, in cui la realtà si confonde con l'immagine, e l'immaginario diventa reale... e crediamo per veri i nostri sogni, e persino vere morti, e dolori, e guerra e agonia si fanno spettacolo di cui anzi gustiamo, e godiamo l'incedere di moderna tragedia. Povero uomo, rubato nel cuore di ciò che aveva più caro! E senza saperlo, nell'incoscienza di chi si dice perfetto diventa man mano, sempre più schiavo degli idoli luminosi del tempo di adesso.

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