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Un nuovo test per i Teatri Imax: la Bibbia contro il Vulcano

La lotta contro la teoria dell’evoluzione ha raggiunto il grande schermo.
20 marzo 2005 - Di Cornelia Dean
Fonte: The New York Times - www.nytimes.com

movie theatre La lotta contro la teoria dell’evoluzione ha ormai raggiunto il grande schermo.

Numerosi cinema teatri Imax, compresi alcuni che si trovano all’interno di musei della scienza, si rifiutano di mettere sugli schermi film che facciano riferimento alla questione del Big Bang o alla geologia della terra, temendo proteste da parte di chi è contrario a film che contraddicano le descrizioni bibliche sull’origine della terra e delle sue creature.

Il numero dei teatri che rifiutano tali film è relativamente piccolo, così dicono gli addetti ai lavori, si tratta di circa una dozzina o anche meno, per la maggior parte nel Sud. Ma dato che solo poche decine di teatri Imax proiettano regolarmente documentari scientifici, le decisioni prese anche
solo da un piccolo numero di essi possono avere un grosso impatto sul destino di un film o peggio sulla decisione da parte dei produttori di produrre o meno un documentario.

Chi segue da vicino le tendenze del pubblico per i cinema Imax della rete commerciale e istituzionale, afferma che in anni recenti la controversia religiosa ha avuto un effetto negativo sulla distribuzione di molti film, tra i quali “Viaggio Cosmico”, che mostra la formazione dell’universo a partire da minuscole particelle subatomiche fino ad arrivare ad interi gruppi di galassie; oppure “Galapagos”, sulle isole in cui Darwin elaborò la teoria dell’evoluzione; o anche “Vulcani degli Abissi”, un’epica sottomarina sulle creature bizzarre che prosperano nelle calde e sulfuree emanazioni del fondo del mare.

“Vulcani”, presentato neel 2003 e sponsorizzato in parte dalla National Science Foundation e dalla Università Rutgers, è stato rifiutato da circa dodici centri di ricerca scientifica, soprattutto nel Sud, dice il Dottor Richard Lutz, l’oceanografo che era lo scienziato di riferimento per il film. Lutz ha dichiarato che i gestori dei cinema teatro hanno rifiutato il film a causa di brevi riferimenti alla teoria dell’evoluzione, ed in particolare alla possibilità che la vita sulla Terra si sia originata nelle emanazioni sottomarine.

Carol Murray, direttore del marketing per il Museo Forth Worth di Storia e Scienza, ha dichiarato che il museo ha deciso di non proiettare il film dopo averlo fatto vedere in anteprima ad un pubblico campione, una procedura che viene spesso seguita dai manager dei teatri Imax. Miss Murray ha detto che 137 persone hanno partecipato al sondaggio, e che mentre alcuni pensavano che il film fosse ben fatto, “altri hanno dichiarato che era blasfemo”.

Nei loro commenti scritti, ha spiegato, hanno fatto affermazioni come “Non sopporto proprio quando la teoria dell’evoluzione è presentata come un dato di fatto”, o “Non sono d’accordo con la loro presentazione dell’esistenza umana”.

Sulla base di altri criteri, quali narrativa e musica, il film non ha avuto punteggi buoni come altri, ha detto Miss Murray, e soprattutto non ha ottenuto punteggi alti, per cui lei ha deciso di consigliare al museo di metterlo da parte.

“Se un film non richiama folle di persone e per di più crea controversie”, ha detto, “dal punto di vista del marketing io non posso raccomandare che venga proiettato”.

Rappresentanti di altri teatri Imax intervistati, hanno dichiarato di aver preso analoghe decisioni contro il film per paura di offendere alcuni settori di pubblico.

“Senza dubbio abbiamo più pubblico ‘creazionista’ che ‘evoluzionista’”, ha dichiarato Liza Buzzelli, che dirige il Teatro Charleston Imax nella Carolina del Sud, un teatro commerciale accanto all’Acquario Charleston. Il suo cinema non si è mai rifiutato di proiettare il film “Vulcani”, ha detto Bozzelli, “ma bisogna tener presente che ci troviamo nella ‘Bible Belt’ (lett. ‘Cintura della Bibbia’, zona di stretta osservanza religiosa, ndt.), il film ha molto a che fare con la teoria dell’evoluzione, e noi dobbiamo soppesare questo fatto con molta attenzione”.

Pietro Serapiglia, che gestisce la distribuzione per il produttore Stephen Low di Montreal, la cui società ha prodotto il film, ha dichiarato che i gestori di altri teatri gli hanno detto che non potevano prenotare il film “per motivi religiosi” dato che aveva “sfumature evoluzioniste” o “non avrebbe venduto bene nella comunità cristiana”, oppure perché “la questione dell’evoluzione è un problema”.

Hyman Field, che in qualità di rappresentante di una fondazione scientifica ha avuto un ruolo nel finanziamento di “Vulcani”, comprende come i teatri debbano tener conto del loro pubblico, ma ha anche dichiarato di essere “furioso” che un museo della scienza decida di non proiettare un documentario scientificamente accurato come “Vulcani” perché cita la teoria dell’evoluzione.

“E’ molto allarmante” ha detto, “che i fondamentalisti pongano tutta questa pressione su molte istituzioni pubbliche”.

Chi segue la questione afferma che è più probabile che il problema sorga in centri di ricerca scientifica e altre istituzioni pubbliche più che nei cinema teatri del circuito commerciale. Il cineasta James Cameron, che era uno dei produttori di “Vulcani”, ha dichiarato che un film commerciale da lui realizzato sullo stesso argomento, “Alieni degli Abissi”, non ha incontrato alcuna opposizione, tranne quando ormai era già stato terminato, quando “alcuni teatri fecero richiesta di cambiare una battuta in un dialogo” che aveva a che fare con l’adorazione del sole da parte degli antichi Egizi. Ma quella frase è rimasta, ha detto.

Mister Cameron ha dichiarato di essere “sorpreso e in qualche modo anche offeso” dal fatto che la gente sia ipersensibile ad ogni riferimento all’evoluzione nel film “Vulcani”.

“Sembra che si tratti di un nuovo fenomeno”, ha detto, “ovviamente sintomatico del nostro spostamento da una scienza empirica ad una scienza basata sulla fede”.

Alcuni nel settore dicono di temere che i produttori di documentari staranno alla larga da argomenti scientifici che potrebbero offendere i fondamentalisti religiosi.

Documentari scientifici in lungometraggio “non sono generalmente fonte di grossi guadagni” afferma Joe De Amicis, vice presidente del marketing del California Science Center a Los Angeles e precedentemente direttore del suo teatro Imax. “Sarà difficile per i nostri produttori continuare a fare documentari di qualità sapendo di andare incontro a quel 10% del mercato che li rifiuterà”.

“Devono essere molto attenti a come presenteranno qualsiasi cosa relativa all’evoluzione”, ha detto Bayley Silleck, che ha scritto e diretto “Cosmic Voyage”. Mister Silleck ha dichiarato di aver preso in considerazione le obiezioni religiose verso quel film e di aver previsto di doverne affrontare
di nuove con il progetto cui sta lavorando ora, sui dinosauri.

Naturalmente, diversi sono i fattori che entrano in gioco nella decisione del gestore di un cine-teatro riguardo ad un film. Mister Silleck ha detto che un documentario Imax sugli incendi petroliferi in Kuwait “ non ha mai raggiunto il suo potenziale di distribuzione” perché c’erano delle scene della Prima Guerra del Golfo. “I cinema hanno deciso che i loro patroni si sarebbero arrabbiati a vedere i cadaveri”, ha dichiarato.

“Dobbiamo tutti fare film per un pubblico di famiglie quando si tratta della Imax”, ha continuato, “perché si tratta di teatri che si trovano nei centri
scientifici e nei musei”.

Ha aggiunto comunque che “diversi di noi sono preoccupati che ci sia una specie di tacito accordo a favore di una eccessiva cautela, una esagerata protezione del pubblico da parte degli operatori del settore cinematografico”.

In ogni caso, censurare film come “Vulcani” non è una possibilità, ha detto Mister Field, che ha affermato che Mister Low, il produttore del film, si è messo in contatto con lui per chiedere se il film dovesse essere modificato quando è sorta la questione dell’evoluzione.

“Io ho detto: assolutamente no”, ricorda Mister Field, che è andato in pensione dalla National Science Foundation l’anno scorso.

Mister Low ha detto che le questioni su religione e scienza lo disturbano per via della sua fede religiosa. A suo parere, ha detto, la scienza è “una celebrazione di ciò che la natura o Dio hanno fatto. Quindi per me, non c’è conflitto”.

Il Dottor Lutz, oceanografo alla Rutgers University, ha ricordato una proiezione di “Vulcani” che lui e Mister Low avevano visto nel New England Aquarium. Quando il film è finito, una bambina tra il pubblico si è alzata per sfidare Mister Low a proposito del fatto che nel film si suggeriva che la Terra potrebbe essersi formata miliardi di anni fa dall’esplosione di una stella. “Pensavo che Dio avesse creato la Terra” ha detto.

E lui ha replicato: “Forse questo è il modo in cui Dio l’ha creata”.

Note:

Tradotto da Paola Merciai per Peacelink
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore / la traduttrice.

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