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29 giugno 2006 - Franco Carlini
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

Per definizione i consulenti sono ricchi di buoni consigli, anche se talora interessati. In questi giorni molti di loro si stanno cimentando nel suggerire alla Microsoft cosa essa debba fare dopo l'annuncio che Bill Gates la abbandonerà definitivamente nel 2008. Per esempio la settimana scorsa Merrill Lynch ha proposto in una sua analisi che la Microsoft farebbe bene a scalare Yahoo!, il grande portale Internet e motore di ricerca che compete con Google nei servizi web e che ha un buon modello economico, agganciato alla pubblicità online. Secondo Justin Post, autore del rapporto, la combinazione di Microsoft e Yahoo! arriverebbe a coprire il 41 per cento del mercato americano delle ricerche sul web, da confrontarsi con il 44 per cento di Google. In un colpo solo Microsoft potrebbe così colmare il suo ritardo nei servizi di rete. Sempre secondo l'analisi di Merrill Lynch, il flusso di soldi che arriverà dalla pubblicità in rete potrebbe essere persino più significativo di quello che attualmente Microsoft ricava dalla vendita di software in scatola, tipo Windows e Office. Oggi in borsa Yahoo! vale 45 miliardi di dollari, Microsoft 230. Le controindicazioni sono molte, tuttavia, e ci sono possibili obiezioni antitrust.
E in Italia? Una fusione o acquisizione teoricamente possibile è quella tra la televisione la7 di Telecom Italia e le attività multimediali del gruppo Rcs, quello del Corriere della Sera. Il contesto aiuta, dato che il nuovo ministro delle comunicazioni sembra seriamente intenzionato a ridurre il soffocante duopolio televisivo di Rai e Mediaset, ha ordinato una mappa affidabile delle frequenze in circolazione e dei loro tenutari, e vuole smantellare (sì, smantellare) la legge Gasparri. Nel frattempo ha spostato in là nel tempo il passaggio alla televisione digitale terrestre per le due regioni pilota, Sardegna e Valle d'Aosta. In questo quadro la7 potrebbe trovarsi finalmente in condizioni di uscire dalla nicchia in cui finora è rimasta confinata. Ma per sfondare le servono verosimilmente nuovi capitali. Per parte sua il gruppo Rcs ha accelerato le sue presenze in rete, creato una sua PlayRadio e si è fatto un Tg internet. Tronchetti Provera, d'altra parte, è sempre alla rincorsa del risanamento dei debiti che gli vengono dalla scalata di Telecom Italia e probabilmente non ha i capitali pronti, né può accendere nuove linee di credito per proiettare in alto la sua tv. Una simile fusione è certamente ragionevole, ma non abbiamo alcuna informazione diretta e non è detto che succeda.

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