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I marines hanno ucciso feriti in Iraq

Alla tv pubblica tedesca le immagini che documentano i crimini di guerra delle truppe d'occupazione Usa
27 febbraio 2004 - GUIDO AMBROSINO
GUIDO AMBROSINO BERLINO La prima rete della tv pubblica tedesca Ard ha mandato in onda ieri sera due video sull'uccisione di iracheni, già feriti e fuori combattimento, da parte di militari Usa. Le immagine sono state valutate da esperti militari e di diritto internazionale, che vi ravvedono, senza alcun dubbio, «crimini di guerra». L'amministrazione Usa, interpellata dai redattori, ha rifiutato ogni commento. Le accuse vengono mosse da Panorama, autorevole programma di informazione trasmesso in prima serata dal consorzio delle emittenti pubbliche regionali. La puntata è stata curata dal Norddeutscher Rundfunk (Ndr) di Amburgo. Uno degli episodi è del 1 dicembre 2003 a nord di Baghdad. Le immagini, riprese dall'alto, provengono dalla videocamera del sistema di puntamento di un elicottero Apache della 4. divisione di fanteria Usa. Mostrano un'auto che si avvicina a un camion, di notte. Gli autisti scendono dai veicoli fermi, parlano brevemente al centro della careggiata. Il guidatore dell'auto prende dalla vettura un oggetto lungo, che ai soldati sull'elicottero sembra un'arma, lo depone di corsa oltre il margine della strada, poi torna indietro, senza nulla più in mano. L'equipaggio riceve per radio l'ordine di aprire il fuoco. Uccide i due uomini, poi colpisce il camion. A destra del camion appare ora la sagoma di un terzo uomo. Caduto a terra, senza armi visibili, cerca di allontanarsi strisciando lentamente sul terreno. Un soldato chiede dall'elicottero se deve finirlo. La risposta alla radio: «Hit him», colpitelo. Subito dalla mitragliatrice di bordo da 30 mm parte un'ultima raffica. Complessivamente vengono sparati quasi 100 colpi. Il secondo episodio è stato ripreso da una telecamera della Cnn l'8 aprile del 2003. Una squadra di Us-Marines uccide, durante un rastrellamento in una zona industriale nei pressi di Baghdad, un iracheno visibilmente ferito, in modo grave. L'operatore ha registrato anche le grida di trionfo con cui i soldati salutano questa brutale esecuzione. Questo video è stato girato in pieno giorno. Le immagini, molto nitide, non sono state rubate, e sono agghiaccianti. I soldati sapevano benissimo di agire sotto gli occhi di una telecamera. Sono riconoscibili, ripresi da distanza ravvicinata. Sembrano quasi mettersi in posa. Accanto all'uomo caduto a terra, già colpito, si vede un fucile. Il ferito ha abbandonato l'arma. Si gira lentamente su un fianco nella direzione opposta. Quando viene nuovamente e ripetutatmente colpito il fucile è forse a un metro da lui, irraggiungibile. Il generale Usa Robert G. Gard, che oggi lavora per la fondazione americana dei veterani del Vietnam, interpellato da Panorama ha definito questi episodi «omicidi inescusabili». L'uccisione di feriti, disarmati e non più in grado di nuocere, è interdetta da norme cogenti sottoscritte da tutti i paesi. E' un grave «crimine di guerra», come ricorda nella trasmissione il professor Stefan Oerter, docente di diritto internazionale a Amburgo. In teoria, conclude la moderatrice della trasmissione, questi episodi dovrebbero essere oggetto d'indagine da parte del tribunale penale internazionale dell'Aia. Ma gli Stati uniti non hanno mai ratificato la sua istituzione, e il tribunale ha le mani legate nei loro confronti. Alcune delle immagini mostrate ieri circolavano già su internet. Ma è la priva volta che vengono mostrate a un largo pubblico. Per una singolare coincidenza, sono andate in onda proprio all'inizio di un viaggio in Usa del cancelliere Schröder, che oggi - dopo un lungo periodo di gelo con l'amministrazione Bush - sarà ricevuto alla Casa Bianca. «La nostra posizione non è cambiata, non ci saranno soldati tedeschi in Iraq», ha ripetuto Schröder alla vigilia. Come contribuito «costruttivo» il cancelliere ha annunciato un'iniziativa, d'intesa con la Francia, per condonare due terzi dei debiti iracheni. Alla sola Germania l'Iraq deve 5 miliardi di dollari.
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