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Wesley Clark intervistato da Democracy Now

Il generale Clark risponde alle domande sul suo bombardamento di obiettivi civili, l'uso di bombe a grappolo, l'uranio impoverito e il bombardamento della televisione serba.
26 gennaio 2004 - Jeremy Scahill

ESCLUSIVA: DEMOCRACY NOW! Mette a confronto Wesley Clark riguardo il suo bombardamento di obiettivi civili, l'uso di bombe a grappolo, l'uranio impoverito e il bombardamento della televisione serba.

Dai bombardamenti sulla Yugoslavia del 1999 il generale Wesley Clark non ha mai risposto in maniera approfondita riguardo al puntamento come obiettivi militari di infrastrutture civili in Yugoslavia, del suo bombardamento della Radio Televisione Serba l'uso di bombe a grappolo e di armi all'uranio impoverito, l'accelerazione del video della cabina di pilotaggio del bombardamento di un treno per farlo sembrare come se fosse un incidente ed altre decisioni ed ordini impartiti in quanto Comandante Supremo degli alleati Nato.

Con le primarie del New Hampshire del 27 gennaio, i candidati democratici rimasti sono al rush finale per conquistarsi i voti cruciali nello stato granitico. Se Howard Dean vince o perde, lui ha posto l'attenzione su quello che poi è diventato il problema decisivo nella corsa al posto: l'opposizione alla guerra in Iraq.

Tra i democratici, Dennis Kucinich, Al Sharpton e Carol Moseley Braun mantengono le più chiare posizioni antiguerra, ma Braun si è tirato fuori dalla corsa, Al Sharpton non c'è nel New Hampshire e Dennis Kucinch - beh i media difficilmente gli concedono l'ora d'aria. Con l'eccezione del senatore Joseph Lieberman, tutti i candidati hanno cercato di ritrarre sé stessi come oppositori della guerra. Ma solo Kucinich ha annunciato un piano concreto per il ritiro delle truppe USA dall'Iraq. Il tema dell'Iraq è la questione principale che il generale Wesley Clark sta affrontando nella sua campagna.

  • Gen. Wesley Clark, Trascrizione di un intervento del generale del 24 gennaio scorso ad un raduno a Portsmouth in New Hampshire

    GENERALE WESLEY CLARK: noi siamo andati in Iraq senza una minaccia imminente da parte dell'Iraq. Senza nessuna connessione con l'undici settembre. Siamo scesi in guerra contro l'Iraq prima che venissero esaurite tutte le possibili risoluzioni diplomatiche. Siamo andati in guerra contro l'Iraq senza tutti i nostri alleati a bordo. Siamo andati in guerra contro l'Iraq senza una reale comprensione e senza un piano chiaro di quanto sarebbe potuto accadere una volta conquistata Baghdad e non abbiamo avuto le forze in mano per gestire la situazione. In breve, non considero patriottica la guerra contro l'Iraq. E' stata semplicemente una cattiva leadership ed una pratica ingannevole. É stato un errore e considero il presidente degli Stati Uniti responsabile di ciò. Non ha fatto la cosa giusta per l'America, è semplice, non ha fatto la cosa giusta!

Clark ritrae sé stesso come l'eroe antiguerra e la sua retorica contro la guerra ha avuto una significativa escalation nelle scorse settimane di campagna elettorale nel New Hampshire. Ad ogni sua fermata elettorale ha detto regolarmente "La guerra è sbagliata"

Ma questo non è sempre quello che lui ha sostenuto nel passato, gli ha fatto notare un suo elettore durante un dibattito.

  • Gen. Wesley Clark, Trascriviamo di seguito la risposta del generale Clark ad un suo elettore riguardo un suo precedente commento rilasciato ad un inviato della CNN.

    GENERALE WESLEY CLARK: Io ero un analista militare e così ho osservato tutto in grande dettaglio. Io non ero autorizzato a parlare in televisione delle mie idee politiche. Io ho testimoniato di fronte al Senato, ma il Boston Globe ha pubblicato tre quattro giorni fa un lungo articolo riguardo il mio animo militare. Lo potete trovare qua. Joanna Weiss l'ha scritto e lei dice che quello che è cambiato è la mia retorica. La mia retorica è cambiata perchè quando non ero un politico non potevo esprimermi energicamente, non avevo le basi per farlo. Io ho fatto un commento militare e lo ho espresso. Ho detto fin dall'inizio della guerra che l'Iraq non era una minaccia imminente. Ho detto fin dall'inizio che non dovevamo precipitarci nella guerra. Dissi che questa era una guerra facoltativa. Io ho sempre creduto che lui avesse armi di distruzione di massa perchè era quello che ci dicevano i servizi segreti. Ed io non ero - non sapevo quanto affidamento si potesse fare nei servizi segreti. Infatti, ad un certo punto andai a pranzo con un gruppo di generali in congedo, con Donald Rumsfeld giusto alcuni mesi prima della guerra e lui mi disse che sapeva dove si trovavano solo il 30% delle armi. Beh se il segretario della Difesa te lo dice personalmente, continuo a non pensare che si trattava di una minaccia imminente, ma io non ero a conoscenza di quanto sapevano i servizi segreti, lui sì! Hanno fuorviato la gente americana, così io non pensavo che dovevamo andare in guerra, ma voglio ammettere che la mia retorica è diventata più aspra e dura da quel momento perchè ci hanno ingannato. Penso che ciò sia stato fatto deliberatamente. Io trovo che Rumsfeld riguardo l'Undici di Settembre, ha provato ad usarlo per portarci alla guerra con Saddam Hussein. Non sono mai stato inconsistente.

Questo è in netto contrasto con le affermazioni fatte da Clark ad un commentatore della CNN prima dei bombardamenti dell'anno scorso. Nel gennaio 2003 Clark disse alla CNN: "Lui [Hussein] ha armi di distruzioni di massa", e quando gli fu chiesto "Può affermarlo categoricamente?", lui rispose "Assolutamente!"

A Febbraio Clark disse alla CNN: "La credibilità degli Stati Uniti d'America è in pericolo, Saddam Hussein ha queste armi e quindi, lo sapete, noi dobbiamo andare avanti e farlo ed il resto del mondo deve venire con noi....Le Nazioni Unite devono unirsi e portarlo alla sbarra. Ma anche il presidente degli Stati Uniti ha messo la sua credibilità in pericolo. Adesso è il momento che queste nazioni nel mondo e le Nazioni Unite dovranno accertare l'evidenza e decidere con chi schierarsi"

Subito dopo la caduta di Baghdad, Clark risponde a chi gli chiede se adesso verranno finalmente trovate le armi di distruzione di massa: "Penso che le troveranno, ci sono così tante informazioni al riguardo".

Ma quando Clark parla riguardo la guerra in Iraq il suo record personale in un'altra guerra non viene mai preso in considerazione. E riguarda il suo ruolo in quanto capo supremo delle forze Nato durante i 78 giorni di bombardamento della Yugoslavia nel 1999. Sicuramente la sua campagna elettorale promuove il suo ruolo nei titoli televisivi, ma questi titoli riferiscono che lui ha liberato una nazione e che ha posto fine ad un genocidio. Clark lo ripete nei suoi discorsi in piazza e nei dibattiti, ma con la definizione di essere stato comandante in capo.

Quello che non è mai stato discusso è quello che Clark ha fatto mentre stava conducendo una guerra.

Il corrispondente di Democracy Now! Jeremy Scahill fu corrispondente da terra durante quei 78 giorni di bombardamenti in Yugoslavia, la guerra che Clark ha condotto in quanto Comandante supremo degli Alleati Nato. Adesso Jeremy Scahill è nel New Hampshire e ci ragguaglia sulla situazione a Concord, New Hampshire.

  • Jeremy Scahill, Intervento di Jeremy Scahill da Concord, New Hampshire.

Dai Bombardamenti della Yugoslavia del 1999, il generale Wesley Clark non ha mai risposto alle domande approfondite riguardanti i bombardamenti di infrastrutture civili in Yugoslavia, il bombardamento della radio televisione serba, l'uso di bombe a grappolo e di uranio impoverito, l'accelerazione del video della cabina di pilotaggio del bombardamento di un treno per farlo sembrare come se fosse un incidente ed altre decisioni ed ordini impartiti in quanto Comandante Supremo degli alleati Nato

Questo fine settimana abbiamo l'occasione di porre a Clark alcune domande che non aveva mai affrontato prima. Dopo un comizio dove Clark stava filmando uno spot promozionale per la sua campagna, Jeremy ed io ci siamo dati da fare per raggiungere il palco. Quando abbiamo chiesto di poter intervistare il generale Clark, ci fu detto dai suoi addetti stampa che non avrebbe risposto a domande di reporter. Mentre stava lasciando il palco, Jeremy ha avvicinato Clark.

  • Gen. Wesley Clark, intervistato daDemocracy Now! il corrispondente Jeremy Scahill.

    TRANSCRIPT:
    JEREMY SCAHILL: In Yugoslavia lei ha usato bombe a grappolo e uranio impoverito....

    GENERALE WESLEY CLARK: Certamente lo feci

    JEREMY SCAHILL: Vorrei sapere, se lei fosse presidente prometterebbe di non usare certe armi.

    GENERALE WESLEY CLARK: Io le userei che sia legale o meno per proteggere uomini e donne contro la forza.

    JEREMY SCAHILL: Anche contro i civili al mercato di Nis? Perché ha bombardato la radio televisione serba? Perché ha bombardato le radio televisione serba? Ha ucciso 16 lavoratori.

    GENERALE WESLEY CLARK: Loro erano - [non udibile - intervista interrotta da un altro intervistatore]

Questo era il generale Clark mentre scendeva dal palco. Lo abbiamo seguito mentre lasciava il teatro e camminava per le strade di Portsmouth, New Hampshire, stringendo mani, firmando autografi, parlando a potenziali elettori. Mentre stava entrando in uno azienda, Jeremy Scahill lo ha avvicinato nuovamente:

  • Gen. Wesley Clark, being questioned by Democracy Now! correspondent Jeremy Scahill.

    TRANSCRIPT:
    JEREMY SCAHILL: Generale Clark, riguardo la questione del bombardamento della radio televisione serba, Amnesty Internationale lo ha definito un crimine di guerra.

    GENERALE WESLEY CLARK:
    Mi scusi, non...

    JEREMY SCAHILL: Amnesty lo ha definito un crimine di guerra ed è stato condannato da tutte le organizzazioni di giornalisti del mondo. Vennero uccisi artisti truccatori.

    GENERALE WESLEY CLARK: Voglio rispondere a questo ragazzo. Perché la verità era che che - per prima cosa noi abbiamo avvisato Milosevic che dovevano essere colpiti. Io ho chiamato personalmente il reporter della CNN e lo preparai in modo che la notizia trapelasse e Milosevic sapeva. Lui fu avvisato perché dopo essere stato avvisato ordinò effettivamente ai giornalisti occidentali di fare un reportage riguardante il fatto, come per dimostrarci il suo potere e noi lo abbiamo fatto deliberatamente per avvisarlo e dirgli che era meglio iniziare l'evacuazione. Se ricordo vennero effettivamente uccise sei persone.

    JEREMY SCAHILL: Erano sedici.

    GENERALE WESLEY CLARK: Io ricordo sei.

    JEREMY SCAHILL: Io ero là quando successe e conobbi le famiglie. Loro ritennero Milosevic responsabile e anche voi, signore.

    GENERALE WESLEY CLARK: A loro fu ordinato di restare là.

    JEREMY SCAHILL: E loro erano truccatori, erano ingegneri, erano tecnici.

    GENERALE WESLEY CLARK: Ricordo leggendo i fatti, ma voglio raccontarle al riguardo.

    JEREMY SCAHILL: Amnesty International disse che voi commetteste un crimine di guerra bombardando quell'obiettivo

    GENERALE WESLEY CLARK: Fu tutto esaminato dal Tribunale Criminale Internazionale per i Crimini della Ex-Yugoslavia. Tutte le mie azioni sono state esaminate e vennero tutte sostenute dalle leggi degli Stati Uniti d'America.

    JEREMY SCAHILL: E voi pensate che una sede dei mass media sia un obiettivo legittimo?

    GENERALE WESLEY CLARK: No, ma quando viene usato come luogo di comando e controllo lo diventa. Ma poi...

    JEREMY SCAHILL: Anche se uccide...

    GENERALE WESLEY CLARK: Adesso aspetti un minuto, mi lasci finire e dopo finisce anche lei.

    JEREMY SCAHILL: Vada avanti

    GENERAL WESLEY CLARK: Quello che ho detto, noi volevamo avvertirli era parte del sistema di controllo e di comando. Era stato approvato come obiettivo legittimo dalle leggi dello stato di guerra e l comando venne dal governo degli Stati Uniti. Questa è la base di partenza per cui noi colpimmo. Noi effettivamente richiamammo indietro i bombardieri una volta, poichè c'era - non ci era chiaro se eravamo assolutamente certi. Quello che noi sappiamo è che Milosevic ha ordinato loro di rimanere lì, ed è stato sbagliato, ma io stavo compiendo il mio dovere ed era salvaguardato dalla legge, quindi --- I ritengo, io rispetto Amnesty International io penso che siano una buona organizzazione, ma --

    JEREMY SCAHILL: Ma Lei non sente qualche rimorso per l'uccisione di civili che voi semplicemente sorvegliavate?

    GENERALE WESLEY CLARK: Si, lo sento.

    JEREMY SCAHILL: E per quanto riguarda il bombardamento del mercato di Nis con bombe a grappolo che fanno a brandelli i corpi umani.

    GENERALE WESLEY CLARK: E' stato terribile, ma voi sapete che in quel caso, se avessimo avuto lo stesso incidente, si è trattato di una bomba a grappolo che si è aperta in anticipo. Fu un incidente ed ogni incidente di questo tipo fu sottoposto ad adeguata indagine. Tutto il materiale del governo yugoslavo fu consegnato al Tribunale Internazionale per i Crimini di Guerra ed anche al comando NATO ed io feci un rapporto completo per il Tribunale. Tutti furono indagati, i piloti che lo fecero, nessuno più dei piloti si sarebbe potuto sentire peggio. Ed io ricevetti una lettera da un uomo della Serbia che mi disse che gli ho ucciso la nipote nel cortile di una scuola di Nis. So come si sia sentito. Ed io mi sono sentito così impotente riguardo a ciò. Ogni notte precedente all'uso di queste bombe io pregavo perché non venissero uccise persone innocenti. Ma sfortunatamente, quando sei in guerra accadono cose terribili, che tu le voglia o meno. Non può immaginare quello che hanno provato questi piloti in questi convogli e quando colpivano i convogli. Si ricorda dei convogli?

    JEREMY SCAHILL: A Korisa dove sono stati uccisi settantadue albanesi?

    GENERALE WESLEY CLARK: Anche in quel posto. E i piloti hanno volato sopra di loro un paio di volte. Lo sa, noi appena --- noi abbiamo cercato di stabilire qualche tipo di comunicazione con il suolo con gli albanesi. I Serbi erano nella rete e hanno tagliato tutte le comunicazioni e facevano comunicati simili per ingannarli. E nessuno poteva capire quale fosse la verità. Noi abbiamo visti i veicoli serbi attorno al luogo. Io non presi la decisione, ma seguivano ordini del mio comando. E fu esaminato e via avanti. La decisione fu di un obiettivo legittimo. E si verificò che a loro fu ordinato dai serbi di rimanere lì. I serbi hanno accerchiato il posto per mantenerli chiusi dentro. Fu orribile. Non si dimenticano cose del genere. Questo è il motivo per cui quando questo governo ha usato la forza come ha fatto, mi ha fatto arrabbiare molto. Perché questa gente che sta alla Casa Bianca non capisce --- la forza si usa come ultima ultima ultima risorsa.

    JEREMY SCAHILL: Il 12 aprile voi avete colpito un treno passeggeri e poi avete fatto vedere un video accelerato tre volte della sua velocità. Perché?

    GENERALE WESLEY CLARK: Io penso - per prima cosa, il treno passeggeri non era un obiettivo. Le istruzioni del pilota erano di andare oltre un ponte e non oltre al treno. Quando lanciò quel missile, tutto accadde all'ultimo minuto ed il treno entrò nel suo campo visivo. Io vidi il video, non sapevo che era stato accelerato, non penso però di tre volte, forse di una volta e mezzo. Qualunque cosa fosse era più veloce della velocità reale. Lo fece simile a quello che fu.

    JEREMY SCAHILL: Ma in quanto Comandante Supremo degli alleati lei è l'ultima persona responsabile per tutte le informazioni che vengono rilasciate.

    GENERALE WESLEY CLARK: é vero lo ero.

    JEREMY SCAHILL: Riguardo la reale velocità del video mostrato è che il pilota effettivamente mosse il bersaglio in modo da colpire il treno.

    GENERALE WESLEY CLARK: Beh, non ho queste informazioni.

    JEREMY SCAHILL: Dodici persone sono state uccise, incluso un prete ortodosso.

    GENERALE WESLEY CLARK: E' terribile, ma non ho le informazioni. Quando lo vidi non ho visto queste cose. Tutto il materiale fu inviato a L'Aia e loro non lo videro.

    JEREMY SCAHILL: Pensa di dover delle scuse alla persone in Serbia che sono morte in quella guerra?

    GENERALE WESLEY CLARK: No perché io feci il mio dovere in quanto comandante per la NATO e per gli Stati Uniti. Io penso che Slobodan Milosevic debba delle scuse al popolo serbo perché noi abbiamo agito per prevenire la destabilizzazione regionale e, ad essere onesti, quando prendi in esame il genere di azioni che ha fatto lui, lui era la causa prossima. Tutto quello che noi abbiamo cercato di fare era di precedere la pulizia etnica attraverso al diplomazia e in fondo lui aveva un piano per andare alla guerra, costi quel che costi.

    JEREMY SCAHILL: Ma ora gli Stati Uniti stanno supportando un regime di pulizia etnica in Kosovo dove tutte le minoranze sono costrette ad uscire allo scoperto, incluso ogni singolo serbo.

    GENERALE WESLEY CLARK: Bene, Lei sa che noi stiamo cercando duramente di non permettere che ciò accada. E noi abbiamo lavorato molto duramente con gli albanesi del Kosovo ed i serbi, ma ad essere onesti con Lei il regime che c'è a nord del fiume Ibar è un regime che vuole prevenire i serbi dal vivere pacificamente con gli albanesi del Kosovo. Così tutte e due le parti devono dividersi le colpe. Loro sono stati sotto il controllo di Seselj e alcuni sotto Milosevic e la loro tattica nel 1999 era di provocare una rappresaglia da parte degli albanesi per essere in grado di incolpare gli albanesi di un'opposta pulizia etnica. Ci sono stati - ci sono stati crimini di guerra da entrambe le parti e devono essere indagati e al meglio delle mie competenza in quanto comandante NATO lo feci.

    JEREMY SCAHILL: Ma poi, perché, avete messo al potere un uomo come Agim Ceku, un uomo che fu responsabile della pulizia etnica dei serbi a Krajina, un uomo addestrato dal MPRI in Virginia. Perché mettere un uomo simile al potere? Che tipo di messaggio può arrivare alle minoranze etniche in Kosovo, quando un uomo che in fondo è un criminale di guerra è incaricato del futuro dell'esercito del Kosovo.

    GENERALE WESLEY CLARK: Bene, noi abbiamo guardato i suoi precedenti e non è sicuro che lui sarà incaricato per il futuro esercito kosovaro. Lui ha ricevuto istruzioni da una ditta degli U.S. presso il MPRI. Lui ha ricevuto un'informazione di base dopo essere stato incaricato per i corpi di protezione del Kosovo. Noi abbiamo pensato che era il modo migliore per mantenere l'ordine e la sicurezza nel paese.

    JEREMY SCAHILL: Lui è stato accusato di discorsi di odio da parte delle Nazioni Unite.

    GENERALE WESLEY CLARK: Molte persone in quella parte del mondo sono state accusate di discorsi di odio e non dovrebbero farlo. Mi incontrai con Agim Ceku alcune volte quando mi trovavo là e gli dissi cosa ne pensavo al riguardo. Io non accetto quel linguaggio.

    JEREMY SCAHILL: Lei pensa che dovrebbe avere una posizione di rilevo in Kosovo?

    GENERALE WESLEY CLARK: Bene, lei sa che io sono stato rimosso dall'incarico proprio in questi giorni.

    JEREMY SCAHILL: Ma lei lo conosce.

    GENERALE WESLEY CLARK: Ma non posso - sì - l'ho conosciuto e quello che ho visto in lui è che si tratta di una delle persone più ragionevoli in quella regione.

    JEREMY SCAHILL: Perché nei suoi slogan dice di aver liberato una nazione? Ed è quello che le sto chiedendo con questa domanda.

    GENERALE WESLEY CLARK: Il fatto è che devo andare a parlare ad alcuni elettori. Va bene? Mi può scusare?

    JEREMY SCAHILL: Assolutamente. Tante grazie.

    GENERALE WESLEY CLARK: Ho cercato di rispondere a tutte le sue domande.

    JEREMY SCAHILL: La ringrazio e la apprezzo per questo. La ringrazio per essere stato paziente con me.

    GENERALE WESLEY CLARK: Grazie.

Note:

Traduzione: Chiara Panzera per Peacelink

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