Telematica e controlli

Caso Mattiello. E se il Grande Fratello esagera?

Il triste comportamento del Vice Presidente del Senato Fisichella non è solo una denegazione plateale del principio della "pari dignità sociale" [art. 3 della Costituzione] ma anche una violazione palese della privacy.
Giacomo Alessandroni18 novembre 2004

Fisichella abbraccia Fini. Un'immagine tratta dalla sua attività politica del 2001. "I computer del Senato non possono essere spiati da un Grande Fratello. La conferma è arrivata anche dal Garante per la privacy rispondendo alla segnalazione sulla raccolta di informazioni del Vice Presidente del Senato Fisichella sui siti ai quali si sarebbe collegato il suo ex collaboratore Dario Mattiello". Lo rende noto il Sen. Fiorello Cortiana, presidente dell'intergruppo parlamentare per l'innovazione tecnologica, che aveva sottoposto al Presidente del Senato e al Garante per la privacy la lettera inviatagli da Fischella, nella quale si sosteneva che il licenziamento del collaboratore era stato deciso senza che entrassero in gioco orientamenti sessuali. In particolare, il senatore Fischella segnalava che successivi accertamenti avrebbero "permesso di individuare ricorrenti collegamenti con siti del tutto estranei agli interessi di un ufficio pubblico". "Stefano Rodotà, sulla stessa linea del Presidente del Senato, ha ribadito che 'una rilevazione del genere non è conforme a quanto disposto dal Codice per la protezione dei dati personali [Decreto legislativo 30.06.2003, n.196], per di più in un contesto in cui assumono essenziale rilevanza la norma costituzionale sulla libertà e la segretezza delle comunicazioni e le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori. In particolare, non sarebbero rispettate le norme sulla legittimità della raccolta e del trattamento dei dati personali e sulla tutela dei dati sensibili [dato che il semplice rilevamento dei siti visitati può rivelare convinzioni religione, opinioni politiche, appartenenza a partiti, sindacati o associazioni, stato di salute e indicazioni sulla vita sessuale]'. A partire dal caso incidentale, le risposte concordanti di Pera e di Rodotà sono significative perché costituiscono un indirizzo di cui Governo e Parlamento devono tenere conto, adeguando le norme. Resta aperta una sola domanda [purtroppo retorica]: se Dario Mattariello non fosse un dipensente del Senato della Repubblica, ma un semplice impiegato di una qualsiasi microimpresa, avrebbe riottenuto il suo posto di lavoro?

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