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In un giorno d'estate su una spiaggia portoghese, i figli degli immigrati...

Accade qualcosa il 10 giugno (festa nazionale in Portogallo) sulla spiaggia di Carcavelos...
Che cosa accadde in realta' e' difficile da raccontare; ci sono due versioni contrastanti: la versione della polizia e di chi l'ha chiamata (versione che e' arrivata alla Bbc e alle televisioni di mezzo mondo) e la versione dei "pretuges"...
20 settembre 2005 - Elisabetta Caravati

C'e' un quartiere a Lisbona il cui nome e' Cova da Moura, dove si mangia la cachupa (una specie di ragu' a base di carne, fagioli e altri legumi), non si parla portoghese ma creolo, si spaccia droga e tutti gli abitanti sono neri. (I neri in Portogallo sono arrivati, in prevalenza, dopo la Rivoluzione dei garofani del 1974, dalle ex colonie portoghesi). In quel quartiere gli abitanti provengono da Capoverde; all'inizio vivevano in capanne di legno con tetto di lamiera, senza luce elettrica, e l'acqua dovevano andare a prenderla alla fontana; poi qualcuno ha costruito una casa in muratura all'interno della baracca ed ha tolto le assi di legno. Oggi, chi possiede una casa in muratura, prima o poi, otterra' il diritto al domicilio.
La prima generazione, che e' arrivata in Portogallo, sapeva cosa lasciava ed era disposta a lavorare umilmente e a adattarsi; ma per la seconda generazione tutto e' piu' complicato.
Loro non sono immigrati, ma soltanto figli di immigrati; quelli nati prima del 1981 hanno la cittadinanza portoghese, quelli nati dopo, in seguito al cambiamento della legge sulle immigrazioni, hanno la cittadinanza del paese di origine dei loro genitori, un permesso di soggiorno che devono rinnovare ogni due anni e un lungo "calvario" da percorrere per tentare di raggiungere la cittadinanza portoghese.
I figli degli immigrati non conoscono il paese di origine dei loro genitori, perche' mai l'hanno visto se non nei racconti e nei ricordi dei genitori.
I figli degli immigrati vivono, insieme a tutte le "spicciole" angosce quotidiane, l'angoscia di non sentirsi a casa ne' in Portogallo ne' in alcun altro dove...
C'e' rabbia e confusione dentro di loro...

Nel primo pomeriggio di quel venerdi' 10 giugno la notizia che e' ribalzata sulla Bbc e su altre televisioni e' stata: sulla spiaggia di Carcavelos, a una ventina di chilometri da Lisbona, cinquecento ragazzi neri assaltano e derubano i bagnanti.
Ma chi piu' tardi ha fatto un giro in quel quartiere dove non si parla portoghese e si magia cachupa, ha affermato che la versione dei pretuges (preto/nero e portuges/portoghese) e' un'altra: e' scoppiata una lite tra due gruppi di ragazzi neri in tutto una trentina; e' arrivata poi la polizia ed ha iniziato a sparare, solo allora qualcuno approfittandosi della situazione ha derubato i bagnanti...

Come trasportati da un vento invisibile sono giunti un po' ovunque i frammenti di quel disagio giovanile, e raffiche impalpabili di sentimenti contrastanti hanno perforato i cuori dei piu' sensibili, forse per questo il capo dello Stato, il giorno dopo, si e' recato a Cova da Moura ed ha detto alla stampa che e' indispensabile collaborare per l'inserimento dei figli degli immigrati di seconda o terza generazione che essi siano...

Oggi, a distanza di piu' di tre mesi, speriamo che quella "collaborazione" gia' sia iniziata...

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