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Migrazioni. Il primo dovere delle istituzioni è rispettare la realtà

In un paese come l'Italia in cui il rapporto tra percezione e realtà è distorto, criminalizzare comportamenti solidali è un grave pericolo e richiede una ferma contrapposizione.
19 maggio 2019

Secondo un recente studio, condotto su un campione di popolazione di 50.000 intervistati in 13 Stati dalla sezione inglese dell’Istituto di ricerca Ipsos, il rapporto tra percezione e realtà in Italia è risultato il più distorto. In pratica non comprendiamo bene ciò che ci succede intorno, e valutando rischi e priorità su basi non scientifiche, possiamo ad esempio ignorare rischi molto gravi e amplificare esigenze non prioritarie.

Ogni vittima ha molti nemici

Alla luce di questi risultati, serve riflettere su ciò che può condizionarci. In questo periodo certamente le tante notizie,  interpretazioni e reazioni riguardanti il fenomeno migratorio hanno fatto perno sull'onnipresenza ossessiva di questo tema nei discorsi di alcuni politici italiani, limitatamente a pochi aspetti e senza tra l'altro fornire in proposito dati obiettivi (ad esempio su ingressi, spese, truffe, responsabilità). 

Nel nostro Paese, stando alla storia e alla cronaca, sarebbero urgenti proposte politiche a 360 gradi contro criminalità organizzata e corruzione, per far crescere il livello culturale e tecnologico e la conoscenza dei contesti internazionali, per promuovere idee, iniziative e servizi in ogni campo, per valorizzare le energie dei più giovani e l’esperienza dei più anziani che stiamo disperdendo. Servono azioni serie e verifiche quotidiane su questo. 

Ogni giorno siamo invece risucchiati da temi selezionati per convenienza mediatica e da slogan dietro i quali non c'è studio e lavoro, ma un ambiente adatto a distorcere fatti e dati senza mai doverne dare conto e risentirne.

Se cresce il livello di insensatezza persino di Autorità pubbliche e di rappresentanti istituzionali, cresce di molto il rischio di conseguenze pericolose dirette e indirette. 

E' insensato che un Ministro dell’Interno chiami “trafficanti di esseri umanii soccorritori di migranti e richiedenti asilo politico e sostenga che condurre le persone soccorse "nelle acque territoriali" metterebbe “a rischio vite umane”. E' irrazionale e primitivo che una battaglia elettorale (ora quella legata al voto europeo del 26 maggio 2019) diventi una battaglia suggestiva contro alcuni esseri umani - disponendo tra l'altro di testimonianze atroci sull'oppressione, le sofferenze e la morte di decine di migliaia di persone in fuga dai loro Paesi - e che in risposta a richiami al senso di umanità ed a doveri costituzionali e internazionali si possa dichiarare che “la politica di questo governo sta azzerando le morti nel Mediterraneo, con orgoglio e spirito cristiano”. 

E' solo una piccola rassegna di proclami che stravolgono fatti e valori e offendono il principio di realtà. Di fronte alla criminalizzazione sempre più urlata di atti di soccorso e di solidarietà serve una contrapposizione ferma, nella prospettiva di modificare leggi che comunque, fino a pochi anni fa, non venivano invocate come armi da usare contro i volontari.

Gli ultimi avvenimenti

In questi mesi ogni imbarcazione di migranti o di volontari con persone soccorse a bordo ha incontrato difficoltà prima e dopo l'ingresso in un porto europeo. L'ultimo caso riguarda la SEA-WATCH, nave registrata in Olanda dell'omonima ONG tedesca, che dopo il trasbordo a terra consentito per 18 bambini e feriti, nonostante la diffida ricevuta dalle Forze dell'Ordine, ha comunicato l'ingresso in acque territoriali italiane, date le condizioni critiche delle altre 47 persone. Dopo essere stata trattenuta a un miglio dal porto di Lampedusa, oggetto di dure intimazioni del Ministro dell'Interno, la nave è stata sequestrata su ordine della Procura di Agrigento, che indaga sul comandante per favoreggiamento di immigrazione clandestina, sbarcando i naviganti a Lampedusa.

Ma ci sono anche comportamenti meno clamorosi che nascondono interrogativi e informazioni su quanto accade alle persone trattenute o riportate in Libia, in alternativa all'ingresso in Italia e in Europa, in centri di detenzione ufficiali e non ufficiali. Eludere realtà inaccettabili per la nostra coscienza non può essere congeniale ai cittadini di un paese democratico. Comunque non servirà a lungo, e sembra utile solo a chi prende tempo - e rischiamo di premiare per questo - mentre va richiesta la garanzia di un forte impegno in tutte le sedi possibili. Migranti soccorsi

Note: Per saperne di più
https://www.tpi.it/2018/09/24/sondaggi-percezione-italia/
https://www.ipsos.com/it-it
Le dichiarazioni sull'azzeramento di morti nel Mediterraneo sono state pronunciate dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini in un comizio a Milano, il 18 maggio 2019

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