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Pressenza - International Press Agency rilancia i Disarmisti Esigenti:

Referendum acqua e nucleare: rispetto della volontà popolare

I Disarmisti Esigenti hanno lanciato oggi una raccolta firme per chiedere il rispetto della volontà popolare nei referendum su acqua e nucleare del giugno di 10 anni fa.
Laura Tussi29 aprile 2021

10 ANNI DALLA VITTORIA DEI REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE: CONVERGIAMO PER IL RISPETTO DELLA VOLONTA' POPOLARE

Pressenza - International Press Agency rilancia i Disarmisti Esigenti:

29.04.2021 - Redazione Italia

 

I Disarmisti Esigenti hanno lanciato oggi una raccolta firme per chiedere il rispetto della volontà popolare nei referendum su acqua e nucleare del giugno di 10 anni fa.

Qui di seguito il testo della petizione che si può firmare su

https://www.petizioni.com/rispettarereferendum?uv=35530171

———–

10 ANNI DALLA VITTORIA DEI REFERENDUM SU ACQUA E NUCLEARE: CONVERGIAMO PER IL RISPETTO DELLA VOLONTA’ POPOLARE

Il 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza del popolo italiano ha votato contro il nucleare e contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici. 10 anni dopo, in piena pandemia, quella vittoria basata sulla difesa dei beni comuni e pubblici conserva e rafforza l’attualità di un impegno ad esigere il rispetto della volontà popolare.

Noi, espressioni del movimento antinucleare italiano, condividendo le rivendicazioni dei movimenti per l’acqua pubblica, per la nostra parte, esigiamo pertanto dal governo Draghi:

DIRETTRICE 1 LUNGO LA QUALE MUOVERSI): di completare, a livello nazionale, il recesso da ogni piano nucleare risolvendo nel modo più razionale possibile l’eredità radioattiva di una stagione infausta.

Questo significa:

  1. a) ritirare le compagnie a partecipazione statale da ogni investimento e progetto nucleare;
  2. b) non consentire più l’acquisto di elettricità da fonte nucleare (vedi esempio austriaco);
  3. c) non finanziare la ricerca sulla fusione nucleare ed anche sul cosiddetto micronucleare concentrandola sulle rinnovabili;
  4. d) gestire la bonifica delle centrali dismesse e la sistemazione delle scorie evitando conflitti di interessi (SOGIN in primo luogo) e con strategie democraticamente organizzate capaci di ridurre il danno e i rischi su popolazioni e territori

DIRETTRICE 2) di battersi contro il nucleare civile e militare in ogni sede europea e internazionale.

Questo significa:

  1. a) ratificare il Trattato internazionale sulla proibizione delle armi nucleari e, sulla base di esso, recedere dalla condivisione nucleare NATO (no euromissili, no ammodernamento delle B-61, no attracco di portaerei e sommergibili nucleari nei porti italiani, no permanenza di basi nucleari NATO e USA sul territorio italiano);
  2. b) rifiutare una “tassonomia” europea che inserisca la fonte nucleare tra le energie pulite;
  3. c) premere affinché le politiche energetiche europee si indirizzino alla fuoriuscita dal nucleare;
  4. d) anche nella COP26 il nucleare andrebbe compreso tra gli elementi climalteranti (tutte le emissioni derivanti dalle attività militari sarebbero da includere nel monitoraggio degli accordi di Parigi sul clima globale)
  5. e) ritirarsi dall’accordo Euratom del 1957, che prevede statutariamente il sostegno all’energia nucleare.

Su questi obiettivi invitiamo a mobilitazioni convergenti in occasione dell’anniversario dei referendum: ribadiremo che la società ecologica della cura e della pace per la quale lavoriamo deve affermare come valore fondante della comunità un ordinamento giuridico orientato al costituzionalismo globale dei diritti dell’Umanità e della Natura.

Primi firmatari

Alfonso Navarra – Disarmisti esigenti  (info e contatti: 340-0736871 – www.disarmistiesigenti.org)

Alex Zanotelli – missionario comboniano

Mario Agostinelli – Laudato Si’

Marco Bersani – Convergenza per la Società della cura

Antonia Sani – WILPF Italia

Ennio Cabiddu – Sardegna pulita

Marco Palombo – attivista no war Roma

Laura Tussi – PeaceLink

Fabrizio Cracolici – Memoria e futuro

Francesco Lo Cascio – Rete ambasciate di pace

Giuseppe Farinella – Il Sole di Parigi

Alessandra Mecozzi – Fiom-CGIL

Elisabetta Donini – ricercatrice su Donne e scienza

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