La cultura realizzerà se stessa con rientrare nella vita
L’ARTE E LA CULTURA SONO PER LA VITA Oggi si usa e si abusa del termine “cultura”. Ma è l’adesione dell'opinione pubblica che conferma la validità di questa attività umana creatrice di valori. Anche se ci sono espressioni di vera cultura ancora non adeguatamente apprezzate da tutti, quelle che richiamano l'interesse della maggioranza dimostrano certamente di valere e di soddisfare ad esigenze estese e profonde della vita e dell'esistenza umana. È vera cultura quella che aggrega ed attira le persone; non quella che pesa sul pubblico, usandolo da pedana di sostegno passiva e plaudente. E’ cultura quella che permette a tutti di intervenire. È l'arte dell'organizzazione, la disponibilità verso gli altri, l'offerta di mezzi e strutture di espressione e comunicazione. La cultura deve interessare tutti e servire a tutti. Deve essere creatrice di sintesi: la nostra essenza consiste nella capacità di collegare in unità realtà separate ed opposte, risolvendo le conflittualità esterne e colmando le insufficienze interne delle entità, individuali e collettive. L'arte è per la vita. L'arte per l'arte era la fase in venuta, necessaria a creare il progetto nuovo, liberato dalla situazione esterna dipendente dai poteri. La cultura deve, in ritorno, capovolgere i rapporti di potere. SI CAPOVOLGERÀ IL CONCETTO DI IDENTITÀ, DALLA PASSIVA DEL PASSATO ALL’ ATTIVA DEL FUTURO Oggi i concetti ed i metodi derivano dalla situazione esterna imposta dai poteri. I quali utilizzano la creatività degli artisti per fregiarsi e nobilitarsi, usandoli da soprammobili. Si capovolgerà il concetto di identità locale, dal passivo all'attivo, dal passato al futuro. La si intenderà come capacità e funzione di soluzione del mondo intero. Chi intraprenderà questo orientamento, già da subito verrà riconosciuto come vera guida, leader e capo. E otterrà per via quanto gli occorrerà, mezzi strutturali e riconoscimenti. Ciò capovolgerà il principio del diritto: la sovranità verrà riconosciuta ad ogni persona che opererà per l’unità umana. La storia ufficiale verticistica scritta sui libri verrà integrata da quella dei “Senza storia”. Il messaggio della nostra identità consisterà nell’indirizzo operativo sul futuro. Si metterà in evidenza la responsabilità e la funzione dell’individuo nella società. Ognuno riscoprirà la sua importanza, il proprio ruolo e la peculiare funzione che è chiamato a svolgere, anche per intervenire nella grande storia, quella dell’umanità. Si scoprirà la responsabilità dei cultori dell'arte e l'impegno politico e morale che essi devono proporsi. I problemi attuali, della globalizzazione e della multiculturalità, richiamano gli operatori ad un impegno complessivo, in cui cultura e vita si integrino. L'armonia delle opere si irradierà alla vita. Alla globalizzazione naturale si risponderà con la mondializzazione umana. La grande struttura sotterranea, che spingeva gli artisti a costruire armonie di relazioni nelle opere incorniciate, si esteriorizzerà nei rapporti umani e nella natura. Mario Ragagnin www.marioragagnin.net
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