Stanotte Usa, Francia e GB hanno violato il diritto internazionale
Attacco illegale in Siria
L'Italia nella Costituzione, all'articolo 11, stabilisce che la guerra va ripudiata come strumento di risoluzione delle controversie internazionale e quella che è avvenuta recentemente (l'uso presunto di armi chimiche) è una controversia internazionale che va risolta con ispezioni imparaziali e non con i missili. Non osiamo immaginare quali conseguenze potrebbero causare quei missili se effettivamente colpissero un deposito di armi chimiche.
14 aprile 2018
Condanniamo questo attacco. E' un atto illegale che viola l'articolo 2 della Carta dell'ONU che recita: "I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite".
Chiunque conosce il diritto internazionale sa che Usa, Francia e Gran Bretaglia, con questa azione militare, si sono arrogati un ruolo militare internazionale illegittimo ed espressamente vietato dalla Carta dell'ONU.
"Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite - si legge sull'Enciclopedia Treccani - è imperniato su un divieto generale dell’uso della forza armata (esteso anche alla sua minaccia) stabilito dall’art. 2, par. 4 della Carta (che si riflette nell’obbligo di soluzione pacifica delle controversie tra Stati membri: Controversia internazionale) e che prevede come un’unica eccezione quella della legittima difesa individuale e collettiva. Nell’ambito di questo sistema il monopolio dell’uso della forza è attribuito al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Questi concetti semplici, chiari, rigorosi sono stati posti a fondamento del diritto internazionale nel 1945 per evitare che ogni stato si facesse giustizia da sè, come è stato fatto purtroopo nella storia dell'umanità, con le conseguenze drammatiche e talvolta catastrofiche che chiusque sturia la storia conosce.
Chiunque conosce il diritto internazionale sa che Usa, Francia e Gran Bretaglia, con questa azione militare, si sono arrogati un ruolo militare internazionale illegittimo ed espressamente vietato dalla Carta dell'ONU.
"Il sistema di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite - si legge sull'Enciclopedia Treccani - è imperniato su un divieto generale dell’uso della forza armata (esteso anche alla sua minaccia) stabilito dall’art. 2, par. 4 della Carta (che si riflette nell’obbligo di soluzione pacifica delle controversie tra Stati membri: Controversia internazionale) e che prevede come un’unica eccezione quella della legittima difesa individuale e collettiva. Nell’ambito di questo sistema il monopolio dell’uso della forza è attribuito al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Questi concetti semplici, chiari, rigorosi sono stati posti a fondamento del diritto internazionale nel 1945 per evitare che ogni stato si facesse giustizia da sè, come è stato fatto purtroopo nella storia dell'umanità, con le conseguenze drammatiche e talvolta catastrofiche che chiusque sturia la storia conosce.
L'Italia nella Costituzione, all'articolo 11, stabilisce che la guerra va ripudiata come strumento di risoluzione delle controversie internazionale e quella che è avvenuta recentemente (l'uso presunto di armi chimiche) è una controversia internazionale che va risolta con ispezioni imparaziali e non con i missili. Non osiamo immaginare quali conseguenze potrebbero causare quei missili se effettivamente colpissero un deposito di armi chimiche.
Articoli correlati
Iniziative bilaterali mascherate da cooperazione, come il Piano MatteiLe Afriche: tra neocolonialismo aggressivo, ingerenze trumpiane e giunte militari
Il disastro del contesto umanitario saheliano degenera ogni giorno e crolla nel silenzio del mondo. L’arbitrio e la violenza dilagano nel Sahel dei trafficanti di uomini e dei migranti, dei rimpatriati e dei respinti.16 luglio 2026 - Ilaria De Bonis
"Killer Nato, go away" is written on the protesters' placards"Nato assassin, go away"
A strong protest challenges the Turkish repressive apparatus during the ongoing Nato summit in Ankara. The regime responds with a wave of arrests. We publish images of the protest. Nato Secretary General Rutte does not condemn the repression and justifies the US raids against Iran.8 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
"Katil Nato defol" c'è scritto sui cartelli dei manifestanti"Nato assassina vattene"
Una forte protesta sfida l'apparato repressivo turco in occasione del vertice Nato in corso ad Ankara. Il regime reagisce con arresti a catena. Pubblichiamo le immagini della contestazione. Il segretario generale della Nato Rutte non condanna la repressione e giustifica i raid USA contro l'Iran8 luglio 2026 - Redazione PeaceLinkIl feroce crimine contro il popolo cubano
Gli Stati Uniti intensificano blocco e minacce9 giugno 2026 - Giorgio Trucchi

sociale.network