Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

L’antimilitarismo operaio e il movimento socialista

Il Pacifismo rivoluzionario

L’antimilitarismo da Rosa Luxemburg alle incertezze che riflettevano le divisioni non solo all’interno della socialdemocrazia, ma anche tra i partiti dell’Internazionale
Laura Tussi25 aprile 2021

L'antimilitarismo operaio e il pacifismo rivoluzionario

L’antimilitarismo operaio e il movimento socialista  

Tra le correnti politiche organizzate dell’epoca contemporanea spetta al movimento socialista e in generale al movimento operaio la posizione di maggior rilievo nell’ambito della lotta contro la guerra.

Più che di pacifismo del movimento operaio internazionale bisognerebbe parlare dell’antimilitarismo che accompagnò lo sviluppo del movimento soprattutto nell’era della seconda internazionale, che coincise con l’età dell’imperialismo, che sarebbe sfociata nello scontro tra le potenze del primo conflitto mondiale. 

La questione della guerra e della pace divenne uno dei motivi di unificazione e anche di divisione dei rapporti tra i socialisti di diversi paesi.

Uniti nella condanna della guerra e nella convinzione della necessità di mantenere la pace, come condizione essenziale, con lo sviluppo economico, della crescita della classe operaia e connesse le prospettive di cambiamento rivoluzionario, i socialisti dei diversi paesi non furono altrettanto uniti nell’individuazione dei mezzi e di una strategia per impedire l’esplodere di una situazione bellica. L’affermazione delle politiche nazionali e la crescita dei diversi movimenti socialisti all’interno dei conflitti dei confini nazionali furono certamente all’origine della difficoltà di realizzare una piattaforma non solo politica, ma anche operativa unitaria, che partisse dal riconoscimento dell’identificazione della causa del socialismo con la causa della pace. Simbolicamente questa identificazione fu espressa nel modo più tangibile della festa del Primo Maggio, che diventò anche il simbolo della lotta per la pace come condizione indispensabile per l’emancipazione dei lavoratori.

Operativamente si affermò costantemente la tendenza a lasciare che ogni singolo partito socialista trovasse da solo gli strumenti per combattere il militarismo, la guerra, la brutalità della condizione bellica, ora votando contro le spese militari, ora teorizzando l’abolizione degli eserciti professionali, ora facendo proprie le istanze in favore dell'antimilitarismo, più tipiche del movimento pacifista borghese, dal quale il socialismo si distinse sempre per l’analisi di classe del militarismo e dell’imperialismo. 

Le crisi internazionali del secolo XX acuirono, con la necessità di una concreta presa di posizione del movimento operaio internazionale, anche la difficoltà di condurre diversi partiti socialisti a una piattaforma unitaria.

Determinante nell’impedire l’accordo non solo sui principi, ma anche sui mezzi presi sempre dal persistente conflitto tra i socialisti francesi da una parte e i socialisti tedeschi dall’altra: oltre le diversità delle posizioni nella pratica antimilitarista.

Ciò che li divideva era la pregiudiziale che riservava ai singoli partiti nazionali la scelta dei mezzi per combattere il pericolo di guerra. Il grande sviluppo dell’agitazione antimilitarista però opera soprattutto della sinistra socialdemocratica, e per essa di Rosa Luxemburg, come campagna di massa, non si saldò una altrettanta chiara linea politica, e qui le incertezze riflettevano le divisioni non solo all’interno della socialdemocrazia tedesca, ma anche tra i partiti dell’internazionale. La crisi e la paralisi che condannò l’internazionale nell’agosto del 1914 all’indomani del primo conflitto mondiale non fu un esito improvviso inaspettato, ma il risultato del divorzio tra il potenziale di agitazione e di protesta e di incertezza di strategia politica dei partiti.

La riorganizzazione del movimento contro la guerra nel corso del conflitto mondiale avvenne fuori dei partiti ufficiali e fu una delle componenti della futura terza internazionale.

Note: Bibliografia - 

E. Collotti, G. Di Febo, Dossier Storia, Contro la guerra. La cultura della pace in Europa, Giunti Edizioni 

L. Bruti Liberati, Il clero italiano nella grande guerra, Editori Riuniti, Roma 

S. Soave, Fermenti modernistici e democrazia cristiana, Giappichelli, Torino

Articoli correlati

  • Alex Zanotelli sostiene Giampiero Monaca
    Pace
    Bimbisvegli: scuola aperta e all'aperto

    Alex Zanotelli sostiene Giampiero Monaca

    Messaggio di Alex Zanotelli in solidarietà con il Maestro Giampiero Monaca per sostenere il diritto al metodo pedagogico "Bimbisvegli"
    20 luglio 2021 - Laura Tussi
  • Giampiero Monaca in digiuno per il diritto al metodo "Bimbisvegli"
    Pace
    Scuola

    Giampiero Monaca in digiuno per il diritto al metodo "Bimbisvegli"

    Da più di un mese il caro amico Giampiero Monaca è in digiuno, un digiuno di giustizia per affermare prima di tutto il diritto e dovere che ha un maestro di educare i suoi alunni secondo un metodo che pone le basi sull'insegnamento dei grandi maestri della pedagogia nonviolenta
    17 luglio 2021 - Laura Tussi
  • Vademecum per la pace
    Pace
    Cosa possiamo fare per la pace?

    Vademecum per la pace

    Guida ai link dell'arcipelago pacifista. Un elenco di associazioni, coordinamenti, centri di ricerca e iniziative di pace. Questo è un vademecum per collaborare in rete ed elaborare competenze di cittadinanza per la costruzione di una società giusta che sia libera dalla paura e dalla violenza.
    12 luglio 2021 - Redazione PeaceLink
  • “Il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo”
    Storia della Pace
    In questo mondo c’è posto per tutti

    “Il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo”

    La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo.
    Charlie Chaplin
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)