La gioventù tedesca sfida la leva voluta dal cancelliere Merz

"Merz, leccami le palle"

La scritta "Merz leck eier", scritta sul cartello sequestrato dalla polizia durante una manifestazione pacifista, fa il giro delle scuole tedesche. Gli studenti si stanno organizzando per un grande sciopero delle scuole che si terrà il prossimo 8 maggio contro l'arruolamento militare.
22 aprile 2026
Redazione PeaceLink

"A Berlino, durante una manifestazione studentesca contro la leva militare, un cartello esposto da un 18enne ha portato all’apertura di un’indagine da parte della polizia per presunta diffamazione e calunnia del cancelliere federale Friedrich Merz".

L’episodio, riportato da "Il Mittle Berlino" si è verificato nel corso di una protesta organizzata nel centro della capitale. Le autorità hanno sequestrato il cartello. 

Il cartello incriminato


Non lo avessero mai fatto: la vicenda è diventata una notizia. Ha prodotto l'effetto opposto all'intento repressivo. E adesso la scritta riportata sul cartello sequestrato ("Merz, leccami le palle") sta facendo il giro delle scuole tedesche e gli studenti si stanno organizzando per una grande manifestazione che si terrà il prossimo 8 maggio. 

La scritta incriminata nasce da un brano rap: "Merz leck eier". Ed è diventata così virale che è stato creato anche il sito web merzleckeier.de
"Merz leccami le palle" (scritta su un cartello sequestrato dalla polizia tedesca durante una manifestazione contro la leva)


Si è ormai diffuso il rifiuto della leva - che il governo tedesco è intenzionato a reintrodurre - in una fascia sempre più ampia di giovani tedeschi.

È il sintomo del rifiuto categorico di una generazione che non vuole farsi carne da cannone per i profitti dell'industria bellica.

Un crescendo di mobilitazioni fra i giovani

Dal 5 dicembre 2025 al 5 marzo 2026, passando per le mobilitazioni di Pasqua, il movimento "Schulstreik gegen Wehrpflicht" (Sciopero scolastico contro la leva) è cresciuto fino a coinvolgere decine di migliaia di studenti in oltre 130 città tedesche. E ha subito una repressione lamentata da un crescente numero di studenti.

Tutto è iniziato il 5 dicembre 2025. Mentre il Bundestag votava la riforma del "servizio militare", in circa 90 città migliaia di studenti hanno lasciato le aule. Le stime parlano di circa 55.000 partecipanti. A Berlino, diverse migliaia di ragazzi hanno sfilato portando striscioni fatti a mano e slogan che non si sentivano dalla fine della Guerra Fredda.

La novità era ed è organizzativa: comitati di sciopero nelle scuole, materiali autoprodotti, coordinamenti locali e una straordinaria capacità di resistere alle pressioni disciplinari. 

Il 5 marzo 2026 è stata la seconda, imponente tappa. Nonostante l'obbligo di certificato medico imposto in molte scuole per scoraggiare gli scioperi, 50.000 studenti in più di 130 città sono scesi in piazza. A Berlino sarebbe stato sequestrato, oltre al cartello con la scritta "Merz, leck Eier", anche quello con le seguenti parole: "Merz, vai a morire tu sul fronte orientale".

Cosa contestano gli studenti tedeschi

La riforma del reclutamento militare entrata in vigore il 1° gennaio 2026 è al centro della rabbia. Non reintroduce formalmente la leva, sospesa nel 2011, ma crea un meccanismo subdolo: tutti i diciottenni (con obbligo più stringente per i maschi) sono costretti a compilare un questionario sulla loro "motivazione" al servizio militare e a sottoporsi a una visita di leva. Sulla carta il servizio è "volontario". Nei fatti, se il reclutamento volontario non raggiungerà l'obiettivo di 260.000 soldati (oggi sono 180.000), la strada verso la coscrizione obbligatoria è spianata. I movimenti studenteschi lo sanno e lo denunciano.

Prossima tappa: l'8 maggio, contro la leva e per la pace

Il movimento non si ferma. Dopo il successo del 5 marzo, l'appuntamento è già fissato per l'8 maggio 2026, data simbolica della fine della Seconda guerra mondiale in Europa. Quel giorno, gli studenti promettono uno sciopero ancora più grande, per dire "mai più guerra" e "mai più leva".

L'obiettivo dichiarato è costruire comitati di sciopero in ogni scuola, creare una rete nazionale di presidi locali e bloccare definitivamente il ritorno della coscrizione.

Le reti internazionali War Resisters' International (WRI) ed European Bureau for Conscientious Objection (EBCO) seguono da vicino la vicenda tedesca, consapevoli che ciò che accade a Berlino oggi potrebbe accadere domani a Roma, Parigi o Varsavia.

L'appuntamento è nelle piazze tedesche e in quelle di tutta Europa.

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