Portavoce Flotilla: «Persi i contatti con i nostri, 35 italiani rapiti in acque internazionali»
Flotilla di Gaza, la portavoce: «Persi i contatti con i nostri, 35 italiani rapiti in acque internazionali». Albanese: «Così i civili difendono ciò che gli Stati non difendono più. Esercito israeliano tra i più brutali e impuniti del nostro tempo».
La marina israeliana ha intercettato e abbordato le navi della Global Sumud Flotilla mentre navigavano in acque internazionali. Una decina di imbarcazioni sequestrate, attivisti prelevati con la forza. Mobilitazioni in Italia a Roma e Viterbo.
18 maggio 2026 – L’intercettazione della Global Sumud Flotilla da parte della marina militare israeliana si trasforma in un caso diplomatico e umanitario. Mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu elogia i soldati per aver sventato «un piano malvagio», la portavoce italiana della missione, Maria Elena Delia, denuncia la perdita di contatti con decine di attivisti, tra cui 35 cittadini italiani e otto imbarcazioni battenti bandiera italiana.
«Abbiamo perso i contatti con diverse persone, non sappiamo dove siano, non sappiamo dove le stiano portando», ha dichiarato Delia in un intervento ripreso da Fanpage.it. «Il nostro governo ha il dovere di tutelare l’incolumità di queste persone».
Secondo la portavoce, dopo una notte tranquilla, quattro navi militari e sei mezzi veloci israeliani hanno «dato la caccia» alle imbarcazioni della flottiglia in acque internazionali, a circa 250 miglia nautiche da Gaza. Una decina di barche sono state abbordate e gli occupanti sono stati «rapiti». «Si sta ripetendo lo stesso schema dell’altra volta – ha aggiunto – ma il fatto che si sta ripetendo non significa che sia diventato accettabile».
La telefonata di Netanyahu: «Lavoro eccezionale»
Poche ore prima, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva personalmente telefonato ai soldati impegnati nell’operazione, definendo il loro operato «eccezionale» e manifestando il desiderio di «essere con loro». «State sventando un piano malvagio ideato per rompere l’isolamento che stiamo imponendo ai terroristi di Hamas a Gaza», ha affermato Netanyahu, rivendicando la linea dura sul blocco navale.
Albanese: «Flotilla difende ciò che gli Stati non difendono più»
In netto contrasto con la posizione israeliana, la relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, ha espresso un giudizio severissimo sull’accaduto, offrendo una chiave di lettura politica e giuridica.
La relatrice Onu definisce l’esercito israeliano «uno degli eserciti più brutali e impuniti del nostro tempo», e sottolinea che gli abusi subiti dagli attivisti (abbordaggi violenti, atti di pirateria, privazioni di cibo e medicine, insulti, pestaggi).
Mobilitazioni in Italia: Roma e Viterbo in piazza
Le notizie dell’abbordaggio hanno innescato proteste in diverse città italiane. L’Unione Sindacale di Base (USB) ha indetto un corteo alle 18 a Roma, con partenza da piazza dei Cinquecento (Stazione Termini), nell’ambito di una giornata di sciopero generale. «Israele ha attaccato di nuovo la Flotilla mentre le manifestazioni stavano cominciando – si legge in una nota –. È il momento della mobilitazione generale».
Anche l’Arci e altre associazioni sono scese in piazza a Viterbo, in piazza del Comune, sempre alle 18. «Quattro navi militari e sei imbarcazioni veloci stanno accerchiando la flotta – hanno denunciato –. Succede in pieno giorno, sotto gli occhi del mondo. Il governo israeliano viola il diritto internazionale per fermare una missione civile e nonviolenta».
Il contesto: guerra e blocco navale
L’intercettazione di oggi è l’ultimo capitolo di una lunga sequenza di tentativi di forzare il blocco navale illegale imposto da Israele su Gaza dal 2007. Nell’aprile 2026, una prima ondata della stessa Global Sumud Flotilla era già stata fermata con 22 natanti sequestrati e 175 attivisti trattenuti.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dal 7 ottobre 2023 l’esercito israeliano ha ucciso oltre 72.000 palestinesi, ferendone più di 172.000. Nonostante un cessate il fuoco dichiarato, i raid aerei continuano. Le Nazioni Unite stimano che il 70% delle infrastrutture idriche della Striscia sia stato distrutto o danneggiato.
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