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Referendum costituzionale

Giù le mani dal voto sovrano

Il leader dell'Unione Romano Prodi si lascia andare a discutibili dichiarazioni sul voto referendario. Attenzione!
30 giugno 2006 - Alessio Di Florio

Alla fine la Costituzione è salva. Un'ampia maggioranza dell'elettorato ha scelto di votare NO al referendum confermativo dello scorso fine settimana, respingendo quindi l'attacco lanciato alla Carta Costituzionale. A risultato appena acquisito, lunedì sera, il presidente del Consiglio Romano Prodi si è lasciato andare a dichiarazioni trionfalistiche. Dichiarazioni confermate anche il giorno dopo. Sostanzialmente il leader del centro-sinistra ha affermato che, con il NO al referendum, l'Unione aveva realizzato un vero e proprio cappotto nei confronti della Cdl, battendola per la terza volta consecutiva(elezioni politiche, elezioni amministrative e referendum appunto). Ha assimilato il NO di domenica scorsa ad un appoggio al suo governo. Non è stato e non può essere così invece!.
La Costituzione italiana, è stato ricordato in questi mesi tantissime volte, è sorta dalla sintesi delle istanze liberali, socialiste e cattoliche delle varie anime della Resistenza antifascista. Essa è patrimonio di tutti gli italiani che si rispecchiano nei suoi valori ed ideali. Averla difesa e salvata dalla devastazione della riforma del precedente governo è stata la motivazione che ha portato gli elettori alle urne. Tutti gli elettori che si sono sentiti minacciati, non soltanto quelli del centro-sinistra!.
Non è quindi, e non potrebbe essere altrimenti, di proprietà di alcuna parte politica. Parte politica che, è bene ricordarlo, è scesa in campo soltanto a poche settimane dal voto. Soltanto l'impegno costante della società civile, associazioni, movimenti, singoli cittadini, giuristi, ha permesso che questi mesi non passassero invano. Nel frattempo l'Unione si attardava tra manuali cencelli e propagande amministrative.
A urne appena chiuse esponenti dell'Unione hanno affermato che ora è possibile un dialogo con l'opposizione per aggiornare la Costituzione. Gli elettori hanno appena ribadito l'attualità e la validità della Carta Costituzionale che subito la loro voce viene prontamente disattesa! Perché quel dialogo, tanto sbandierato, non potrebbe che avvenire con coloro che sono stati gli artefici della devastante riforma appena rigettata. Mentre l'attuale maggioranza, coloro che questa offerta di dialogo pongono, sono e restano gli stessi della Bicamerale. Era il 1997 e, davanti ad una crostata, si decise tutti insieme di porre mano alla Carta Costituzionale. Tentativo del quale, anni dopo, rimarrà soltanto una caotica e malfatta riforma amministrativa ...
E' questa la stessa maggioranza che in quegli anni aprì i Centri di permanenza temporanea, luoghi inumani di detenzione per i migranti. La Costituzione italiana parla espressamente di diritto di asilo, un diritto ripetutamente calpestato in Italia. Ad oggi manca ancora una legge che questo diritto tuteli. Mentre i Cpt restano aperti. Luoghi dove i fondamentali diritti umani e civili non esistono. Carceri nate per motivi amministrativi. Vulnus totale del diritto.
Nel 1999 furono sempre loro ad appoggiare la guerra statunitense contro la Serbia. Guerra che avvenne in violazione dell'articolo 11 della Costituzione. Ma non fu l'unico articolo violato], perché tutto avvenne senza che il Parlamento fosse anche soltato informato delle decisioni del governo.
Come perentoriamente affermato su "La nonviolenza è in cammino" n 1319(http://lists.peacelink.it/nonviolenza/2006/06/msg00008.html) da Severino Vardacampi la parola No significa No e null'altro. Non esistono margini per giochetti di prestigio o inciuci, l'italiano è chiaro e netto. E l'ampia maggioranza di lunedì rende questa parolina ancora più incisiva.
Si rassegni Prodi. Non ci sono connessioni tra il voto di domenica scorsa e il suo governo. Il primo è stato alto esercizio civile dei cittadini italiani. Nulla può avere in comune col sostegno ad una coalizione che, invece, la Costituzione non sempre l'ha adeguatamente tutelata.

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