Sociale

RSS logo

Mailing-list Volontariato

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Volontariato

...

Articoli correlati

  • Peppino Impastato, Roberto Mancini, Vera Pegna. Ad una ginnastica d’obbedienza si dice no

    Peppino Impastato, Roberto Mancini, Vera Pegna. Ad una ginnastica d’obbedienza si dice no

    Peppino Impastato, Roberto Mancini, Vera Pegna. Tre persone che hanno dedicato la vita a costruire un mondo migliore e che ci insegnano che contro ingiustizie, oppressioni e mafie ribellarsi si può e si deve ...
    24 febbraio 2016 - Alessio Di Florio
  • I Luoghi della Memoria e la Costruzione della Pace
    Giornata della Tolleranza

    I Luoghi della Memoria e la Costruzione della Pace

    Comune di Napoli - Dipartimento Consiglio Comunale Osservatorio Permanente centro storico di Napoli-sito UNESCO
    10 novembre 2015 - Laura Tussi
  • Nasce una nuova colizione antimilitarista: ecco il comunicato
    Dopo la grande manifestazione NoTrident/NoNato tenutosi il 25.10 a Napoli

    Nasce una nuova colizione antimilitarista: ecco il comunicato

    Per "superare il vecchio movimento pacifista". ben 18 gruppi antimilitaristi hanno detto di sì ad un un "percorso unitario contro il militarismo ed i crescenti pericoli di un conflitto mondiale". Il prossimo incontro è previsto entro la prima metà di dicembre.
    Patrick Boylan
  • Zanotelli: "Venite a Napoli per dire NO alle esercitazioni di guerra!" (video)
    In vista della manifestazione nazionale il 24-10-2015 contro la NATO

    Zanotelli: "Venite a Napoli per dire NO alle esercitazioni di guerra!" (video)

    E' in corso nel Mediterraneo, e fino al 6 novembre, la più grande esercitazione militare dalla "fine" della Guerra Fredda: il Trident Juncture della NATO. Il comando operativo è a Napoli. Si preparano così le prossime guerre per la (ri)conquista violenta dell'Africa, con l'Italia come trampolino di lancio. Zanotelli si oppone e spiega perché in questo brevissimo video.
    Patrick Boylan

Camorra Security

Dalla Regione alle banche. Un terzo della sicurezza affidata a un clan. Dal passato ingombrante e già processato per mafia
13 dicembre 2006 - Fabrizio Gatti

Ne hanno fatta di strada i fratelli Buglione di Saviano. Da piccoli raccomandati di provincia a massimi esperti di sicurezza, micro e macrocriminalità. Con la loro rete di agenzie di polizia, proteggono un terzo di Napoli. Sono tanto stimati che, grazie a una gara d'appalto del 2005, i loro vigilantes sono diventati la guardia privata della Regione Campania. Così ha deliberato una commissione della giunta di Antonio Bassolino quando ha dovuto stabilire chi doveva presidiare gli uffici e le sedi del Consiglio regionale. L'annuncio sul 'Bollettino ufficiale' era tanto stringato che solo gli addetti ai lavori se ne sono accorti. Cinque righe per un contratto da 4 milioni e mezzo di euro.

Difendere la Regione a Napoli è come difendere il governatore e i suoi amministratori dalla camorra. Un biglietto da visita di cui vantarsi. I fratelli Buglione conoscono di persona cosa sono la mafia e l'antimafia. Arrestati e processati con l'accusa di associazione mafiosa, quattro anni fa sono stati assolti. 'Per non aver commesso il fatto', ha stabilito il Tribunale di Nola nella sentenza poi confermata in appello. Ma Francesco Soviero, il giudice estensore, nella motivazione usa parole con cui soltanto a Napoli si può fare carriera: "Nel corso del lungo e articolato processo è emerso con certezza che le condotte tenute dagli odierni imputati sono sicuramente censurabili sotto il profilo etico. Invero", aggiunge il Tribunale, "le irregolarità amministrative emerse nel corso dell'istruttoria dibattimentale, i rapporti con noti esponenti della criminalità organizzata, la gestione privata e clientelare della cosa pubblica realizzata per il tramite di un diffuso ricorso alla raccomandazione e ai rapporti privilegiati con esponenti politici e con uomini delle istituzioni, dimostrano che ci troviamo sicuramente di fronte a uomini disonesti e privi di scrupoli".

Forse il governatore Bassolino non è mai stato informato. Ma è anche vero che la memoria partenopea è cortissima. Praticamente nulla. Un esempio? Giovedì 2 novembre scende a Napoli il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e rassicura la città dopo gli ultimi omicidi. Venerdì 3 novembre arriva il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che raschia l'impossibile dal bilancio della polizia e, seduto accanto a Bassolino, annuncia il Patto per la legalità. Lunedì 6 novembre il Consiglio comunale dovrebbe decidere ulteriori misure. Un problema tra i tanti da discutere? La scuola. A Milano l'88 per cento delle scuole primarie lavora a tempo pieno. A Napoli e in provincia soltanto l'1 per cento: in tutte le altre, i bambini restano a spasso. Ma lunedì sera allo stadio c'è Napoli-Juve. Non si presentano 19 consiglieri della maggioranza e, tranne due, tutta l'opposizione di centrodestra. Manca il numero legale, la seduta non comincia nemmeno. Ha un bell'impegno il sindaco Rosa Russo Iervolino nel sostenere che la città non è come appare.

Lo Stato si mobilita. Napoli se ne fotte. Le forze dell'ordine chiudono i commissariati in città. E gli istituti di vigilanza cresciuti intorno ad Antonio Buglione, 50 anni, e al fratello Carlo, 42, prendono il loro posto. Oltre alla Regione, vigilano ormai sulle Asl, la Ferrovia Circumvesuviana, lo smaltimento dei rifiuti, le banche, i caveau, i furgoni blindati. L'80 per cento del movimento di soldi in Campania dipende da loro. E un terzo del mercato napoletano della sicurezza è sempre loro: pattuglie stradali, industrie, negozi, portinerie. Basta dividere 200 milioni per tre, il giro d'affari complessivo, e si capisce quanto è forte la holding. Già è arrivato il momento delle grandi scalate. La prima è stata un successo. L'8 settembre di quest'anno un loro partner, Antonio De Felice, 40 anni, di Brescia, è diventato presidente di Dual Service spa. La società bresciana gestisce la sorveglianza, la scorta ai blindati e la custodia di tonnellate di soldi per le grandi banche del Nord. Una fra tutte, Banca Intesa. Un altro ramo d'attività di De Felice, procuratore nella Base srl di Vicenza, altro colosso della sicurezza, porta alla protezione del Monte dei Paschi di Siena. Il prossimo malloppo da conquistare sarà il colossale appalto per il contante delle Poste. E quel giorno, i misteriosi fratelli di Saviano potranno dire di avere messo le mani sul denaro di metà degli italiani o forse più.
Il successo iniziale delle guardie private della Regione è legato a un nome che ha lasciato tanti eredi politici a Napoli: Carmine Mensorio, senatore della Dc e poi del Ccd, uscito dieci anni fa dall'inchiesta sugli intrecci tra camorra, borghesia e alti funzionari dello Stato buttandosi dal traghetto che lo stava riportando ad Ancona dalla latitanza in Grecia. Nel frattempo ad Antonio e Carlo Buglione si è unito il più giovane della famiglia, Carmine, che oggi ha 39 anni. L'ultimo loro colpo poche settimane fa ha messo fuori gioco tutta la concorrenza: l'appalto per il denaro della Banca di Roma in Campania. Secondo fonti dell'istituto, è stato conquistato grazie a un super ribasso, 14,50 euro l'ora contro i 19,99 stabiliti come minimo dalla Prefettura.

Di quei primi anni restano tanti ricordi. In parte scritti su carta intestata della Direzione distrettuale antimafia. Come la foto della cena, il 19 gennaio 1996, in un ristorante di Nola, tra Mensorio, amministratori locali, consiglieri regionali e presunti camorristi per preparare la campagna elettorale: "Sotto la vigilanza armata di due istituti di vigilanza", spiegano in quei giorni i magistrati all'Ansa, "La vigilante 2 e La vigilante 3 dei fratelli Buglione". Oppure le agghiaccianti testimonianze dei boss pentiti Pasquale Galasso e Carmine Alfieri. "Con il titolare di quell'istituto, anzi preciso con uno dei titolari di quell'istituto", racconta Galasso, "Alfieri era in contatto assai stretto per il tramite di Geppino Autorino. Tali rapporti di Alfieri con quell'istituto, sono dimostrati anche dal fatto che il primo si rivolgeva al secondo per ottenere assunzioni di persone fidate. È il caso di un ex carabiniere, o comunque ex militare, di circa 35-40 anni, abitante in una casa di campagna al centro della rete di rifugi di Alfieri in Piazzolla di Nola". E Carmine Alfieri, parlando di Antonio Buglione: "L'incontro che ebbi con lui avvenne durante la mia latitanza, presso la vecchia abitazione di Autorino". Ci sono anche i momenti drammatici. Quando nel 1993 Antonio Buglione, sulla Mercedes del senatore Mensorio, scampa a un agguato a colpi di pistola e resta ferito alla testa. Ma sono tempi passati. La competizione oggi si gioca con le alleanze e i prezzi al ribasso. Per conquistare la protezione della Regione, la famiglia Buglione ha messo in campo l'International security service. E, per gareggiare nell'appalto, si è associata con un altro colosso locale del settore: La vigilante, società nella quale Antonio aveva cominciato come guardia giurata. Anche questo istituto ha attraversato un brutto momento una decina di anni fa. Federico D'Emilio, 64 anni, figlio del fondatore e padre dell'amministratore, era stato accusato di associazione mafiosa. Ma nel 1998 è stato pienamente assolto. Unico punto di contatto con la camorra: essere compare d'anello, il testimone di nozze, del superlatitante Eduardo Contini, 51 anni, potentissimo boss di Vasto, Arenaccia e Poggioreale. Un fatto, scrivono i giudici nell'assoluzione, che comunque genera "un profondo sentimento di inquietudine". Sono passati otto anni. Tanto è bastato per dimenticare anche quell'inquietudine.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)